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Brora 30 yo (1972/2002, OB, 52,4%)

Brora, sei proprio tu?

L’ultimo Tasting Facile, ottava edizione, ha visto aperta una bottiglia veramente speciale: sapete quanto Brora occupi un posto di riguardo nei nostri cuori, e potete dunque immaginare quanto siamo stati felici di mettere le mani sulla prima edizione del Brora 30 anni ufficiale Special Release, così da poterla aprire di fronte a un pubblico di appassionati. Si tratta di un vintage del 1972, imbottigliato nel 2002 a gradazione piena e senza colorazione artificiale – è un piccolo pezzo di storia, perché fino a quel momento Brora era una distilleria chiusa ‘normale’, e proprio la serie delle Special Release l’ha pian piano lanciata nell’empireo dei malti-eccezionali-che-però-guardacaso-non-ti-puoi-permettere. Un piccolo excursus storico. La distilleria Clynelish, che fin dall’Ottocento produceva un distillato bello grasso e con un profilo unico nel panorama Scozzese, era così centrale nell’economia dei blended di casa Diageo nel secondo dopoguerra che aveva già subito diverse espansioni fino a quando, nel 1967, la proprietà si rese conto di aver raggiunto il limite e che dunque sarebbe stato più economico e semplice costruire una nuova distilleria più grande affianco all’altra. Nacque così Clynelish II (l’attuale Clynelish), e la vecchia Clynelish I restò tale per qualche anno, prima di prendere il nome di Brora. Questa dovette fronteggiare nei suoi primissimi anni una crisi delle distillerie di Islay (Lagavulin Port Ellen e Caol Ila), che per colpa di scarsi raccolti d’orzo e difficoltà nell’approvvigionamento d’acqua frenarono bruscamente la produzione: ma i blended di Diego avevano comunque bisogno di whisky torbati, e così proprio la vecchia Clynelish/Brora fu investita della responsabilità di sostituire i grandi nomi di Islay. Per questa ragione, tra il 1968 e il 1973 la maggior parte della produzione di Brora fu heavily peated, mentre negli anni successivi fino a chiusura (tristemente avvenuta nel 1983) le due tipologie di whisky torbato e non si sono alternate abbastanza equamente. Basta ciance, adesso beviamo.

N: difficile fare ordine in questo tripudio di sentori: sembra una chiesa barocca, in cui c’è tutto e il contrario di tutto… Partiamo dalla nota più tipica dei Brora di questi anni, cioè la parte farmy: note di stalla, di fieno, con anche sentori di carne affumicata, o forse di grasso di maiale. La torba è ficcante e affilata, molto costiera: note di lana bagnata, calce, aria di mare, terra umida e mineralità. Ha anche un sentore di chiesa, di incenso (Mauro disse “sa di chierichetto”). Resina, una patina di conifere – e non sapremmo dire perché, ma è questo lato che ci fa slittare verso il ‘dolce’, che è un mix di miele di eucalipto, croccante al miele e frutta secca, anche frutta disidratata. Un che di ottone.

P: la prima cosa da dire è che è incredibilmente vivo, teso, non smette mai di cambiare, mentre lo si assaggia si è travolti da un continuo tourbillon di fiammate di sapore: perché c’è tanto, ed è tutto intenso ed elegante al contempo. Molto armonico col naso: super oleoso, note di olio di lino, poi c’è la parte grassa, oleosa della nocciola… Limone abbrustolito, tanto evidente. Molta cera, molta resina, ancora lana bagnata. Ma intendiamoci: è anche molto dolce, zuccherino, con note di miele, di mix di frutta cotta, e anche (incredibile, dopo 30 anni!) un sentore di chicco d’orzo torbato, dolce e acre al contempo.

F: torba insistente, persistente e acre, affilata; ancora un sentore di grasso di maiale e d’orzo. E la dolcezza perdura all’infinito, dolce e rassicurante, come un abbraccio dopo un amplesso.

A 30 anni, è ancora vivo, teso, perfetto: certo non è scarico, certo non ha perso, certo la sua parabola non è ancora quella discendente. L’invecchiamento è delicato, organico, non c’è accelerazione da parte del legno, e il profilo del distillato è unico, inimitabile, irraggiungibile. Come sappiamo tutti, Brora sta per riaprire, anche se con un volto tutto nuovo: speriamo che mantenga i fasti del passato e che non sia solo una scaltra operazione di marketing, ma sappiamo d’altro canto che se c’è qualcuno che può farlo bene, questo lavoro, è proprio Diageo. Intanto, sommessamente appiccichiamo a questa bottiglia il bollino dei 95/100.

Sottofondo musicale consigliato: Nirvana – Lake of fire.

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