Ve l’avevamo già raccontata la favola del Notaio Corrado e di quando al suo genetliaco comprò svariate bottiglie di whisky di 18 anni per festeggiare? Secondo noi sì, ma perché limitarci a raccontare una sola volta una bella fiaba? Percui, eccoci qui con un nuovo capitolo di quella entusiasmante serata. Dopo Knockando, tocca a Tomatin, una distilleria a cui siamo affezionati perché ci ricorda Maurizio Cagnolati, che con Beija Flor la importava, e perché ci siamo pure stati. E come non amare una distilleria che si vanta di essere “la più brutta della zona”? In realtà, forse non sarà affascinante (spoiler: sembra un capannone di produzione di tondini di acciaio), ma è accogliente e il tour è ben fatto. Ad ogni modo, il 18 anni invecchia in botti di primo riempimento ex Oloroso. Vediamo com’è, il colore è un oro antico.
N: si apre molto speziato, con cannella, cumino, noce moscata. Poi fa irruzione lo sherry, con una nota aromatica molto croccante fatta di buccia di arancia e un guizzo di violetta. Malto e caramello completano il quadro. Uno sherry monster “moderno”, eppure molto vivace. Bella freschezza (pesche al vino, fragole), ma anche una certa acidità, come di passion fruit. Col tempo emerge del gelato Malaga con le ciliegie nere e una discreta dose sia di marzapane, sia di pasticcini al pan di spagna e maraschino.
P: è un gran bell’attacco, vanigliato, cremoso eppure con una tensione non comune, che parte dai piccoli frutti rossi (fragole ancora, e ciliegie) e arriva alle amarene sciroppate. Questo mix di cioccolato, cannella e quintali di amarene Fabbri si prolunga e cambia, con sprazzi di acidità che ricordano il vino, ma anche l’aceto di sherry e i frutti rossi. Arancia amara, uvetta sultanina quasi bruciacchiata, crostata molto bruciacchiata. Qualcosa di melassa, ma la parte zuccherina è sempre ben contenuta dalle spezie del legno.
F: amarene, legno tostato, cioccolato amaro. Non eccessivamente lungo ma ben equilibrato, con del tabacco da sigaro speziato in fondo.
Un bel whisky, solido, con un apporto dello sherry evidente ma mai disordinato. Un profilo ricco ma comunque severo, in cui il barile funziona benissimo e non consente esagerazioni dal lato della dolcezza. Forse gli si può rimproverare un filo di relativa semplicità, ma nel complesso è un 18 anni di assoluto livello: 86/100.
Sottofondo musicale consigliato: Warmduscher – Precious things
