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lakes: “The one”, nessuno e centomila

Un po’ di tempo fa abbiamo pubblicato uno sterminato articolo di un nostro verbosissimo collaboratore che avendo un sacco di tempo libero lo impiega perversamente nel visitare distillerie tra lo sconosciuto e il semisconosciuto. In questo suo reportage-mappazzone, il nostro inviato raccontava di Lakes distillery, ma non ci regalava neanche lo straccio di una recensione. Però per farsi perdonare ha riportato a casa – fido come un San Bernardo con al collo la fiaschetta – una serie di samples vari. Tra questi, l’intera gamma di The One, il blended di casa Lakes, che unisce il single malt della distilleria inglese a whisky di malto e grano provenienti dalla Scozia (Highlands, Speyside e Islay). Sono cinque, tutti non filtrati e non colorati: il base e 4 diversi finish, perché Uno tira l’altro (bella questa, eh?).

The One signature blended (2021, OB, 46.6%)

C. oro. N. abbastanza gentile, frutta mista (macedonia, pesche bianche, melone bianco) con un tocco di solvente per mobili dato dal grain. Caramello leggero, Snickers (e non sneakers, per carità). Legno nuovo tostato: come quando alle elementari nel secolo scorso ti facevano usare il pirografo. Qualcosina che ricorda la caramella alla fragola, sembra quasi vinoso. P. attacca dolce, pesche sciroppate, marmellata di albicocche, clementino. Assai zuccherino, c’è anche un ghiacciolo all’amarena o composta di fragole. Poi ecco un filo di torba, ben integrata nel caramello. L’alcol si sente, è piccante. Cioccolato al latte. F: dolce, amarena/fragola, frutta secca e cedro candito.
Discreto, molto bevibile, fa il suo alla grande. Ha anche un bel palato rotondo e a suo modo pieno: 82/100.

The One Moscatel cask (2021, OB, 46.6%)

C. oro più chiaro. N. naso più etereo e floreale del base. Si sente l’uva, le vinacce del moscato, ma in maniera soffusa, non sparata. Cioccolato bianco, fiori d’arancia e frutta bianca/gialla. Ha qualcosa del gin, molto profumato anche se non intensissimo. P. anche qui dolce, forse troppo, eppure educato. Clamorosa meringa al limone, frutta sciroppata. Dietro c’è una mineralità torbatina come di pietra focaia dell’accendino. Kiwi, mela granny e un lato più erbaceo. Retrogusto di torba minerale. F. frutta bianca, Riesling, spezie e miele.
Estivo e leggero, si differenzia soprattutto nel palato e nel finale. Piccolo capolavoro di equilibrio. 84/100.

The One Orange wine cask (2021, OB, 46.6%)

Attenzione, non barili di Orange wine, cioè i bianchi con bucce macerate, ma “vino de naranja” di Huelva, cioè una sorta di alcol di uva invecchiato in cui si lasciano a macerare bucce di arance di Siviglia. C. oro chiaro. N. non particolarmente diverso dal base. Arancia se ne sente poca, piuttosto un legno di cedro che sconfina nel tabacco. Meno chiara la nota di vino bianco rispetto al moscatel, rimane il tocco floreale. Frutta tropicale, tra lichees e papaya candita. In generale si nota un’acidità un po’ strana. Fresco e piacevole. P. molto pieno, qui la marmellata di arance si sente bene. Nespole e albicocche e miele di lavanda. Poi una dimensione più profonda di sigaro, cannella, pesche ai chiodi di garofano. F. dolciastro, di nuovo cannella e pesche sciroppate, fil di fumo.
Il naso è poco espressivo, invece il palato molto esuberante. Finale forse troppo dolce. Non concordissimi fra noi, diciamo 83/100.

The One Sherry cask (2021, OB, 46.6%)

Finish in barili first fill di Oloroso e Pedro Ximenez. C. oro rosa scuro. N. forse è l’espressione con il naso più espressivo (esprimiamo dei dubbi sulla ripetizione), ma anche il più “maleducato”. Ha una nota un po’ artificiale di frutta varia, fragole, datteri. Anche delle viole che non stanno benissimo. Poi aria chiusa di cantina, cioccolato e un tocco di torba sottostante, organica. Frutta secca e spezie natalizie. P. dolcezza spinta, con un po’ di fumo. Piacione, volgarotto ma beverino. Crumble con marmellata di mirtilli affumicata. Poi il lato astringente: cacao amaro, ancora datteri e mallo di noce. Il fil di fumo mitiga la dolcezza della cannella. Il più pieno di tutti per corpo, ma l’alcol si sente. F. spezie, cioccolato fondente ripieno di marmellata di frutti rossi, zenzero e un filo di fumino.
Il più carico di tutti, non il più elegante ma di sicuro il più intenso, anche come struttura. Un punto in meno per la poca finezza. 84/100.

The One Port cask (2021, OB, 46.6%)

Finish in barili di porto first fill, sia Tawny sia Ruby. C. oro rosa. N. mela rossa e ciliegia, acidine. Il grain si sente più che altrove. Poi legno tostato che si mescola con arancia rossa zuccherata. Torta di prugne e cannella, anche. Chiude il naso un senso autunnale di foglie umide. P. spezie del legno sugli scudi, palato lievemente astringente e tannico. Prugne cotte con chiodi di garofano, buccia di pompelmo rosa, pepe. F. medio-breve, tra sciroppo di amarena, spezie e legno allappante.
Il Porto si sente parecchio, ma riesce a rimanere al di qua della soglia della stucchevolezza, il che è un bene, anzi è più che altro un pericolo scampato. Su questo ci dividiamo, uno dà 82 (quello che lo preferiva all’Orange finish) mentre l’altro 79, la matematica dice 81/100

Sottofondo musicale consigliato: Johnny Cash – One

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