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Staoisha 6 yo (2013/2019, Whiskyfacile, 59,1%)

A Space Whisky Odyssey 2011-2021 by WhiskyFacile | Whisky STAOISHA
Ciao, sono Staoisha e arrivo da qui

Il primo imbottigliamento che abbiamo selezionato per l’anniversario di Whiskyfacile è stato l’ultimo ad arrivare – ed è forse un paradosso, se pensiamo che è un whisky che è in vetro già da oltre un anno… Quando abbiamo iniziato a pensare a questa ricorrenza, nel 2019, ne avevamo chiacchierato con una delle persone cui siamo stati più legati nel mondo del whisky, ovvero Maurizio Cagnolati, fondatore di Beija-Flor che purtroppo è mancato lo scorso novembre. Ci mise in contatto con A.D. Rattray, imbottigliatore indipendente, che ci propose una serie di botti: tra i sample che ricevemmo, immediatamente spiccava questo Bunnahabhain torbato di soli 6 anni, di cui era disponibile un mezzo barile (146 bottiglie dell’ex-Bourbon Hogshead #10536), distillato il 16 ottobre 2013 e già imbottigliato, che era stato opzionato da un cliente che però nel frattempo aveva avuto difficoltà economiche e l’aveva poi lasciato lì. Una botta di fortuna per noi: appena l’abbiamo assaggiato ci siamo innamorati, e anche se sapevamo che sarebbe stato messo in commercio quasi due anni dopo rispetto all’imbottigliamento (avvenuto nel novembre 2019) non abbiamo avuto dubbi. Qui sotto cerchiamo di spiegarvi il perché… Il colore è chiarissimo, da vino bianco pallido.

A Space Whisky Odyssey 2011-2021 by WhiskyFacile | Whisky STAOISHA

N: innanzitutto conferma le sue doti tempestose che ci hanno fatto pensare a poseidone: acqua marina ma anche un guizzo più profondo di salamoia. Accanto, ecco il tripudio di torba: si parte con cereale affumicato in quantità industriale, si passa al rosmarino bruciato e si arriva al catrame. E dall’incrocio di queste due anime emerge un’immagine nitida: quelle barchette impregnate di pece e acqua salata. Pane fragrante coi suoi lieviti, ma anche panino al latte ricoperto di uno zucchero a velo delicato. La frutta è astratta e si limita a sfumature di agrume. Il distillato è nudo e sovrano, il barile non ha dato molto: rimane tutta la pura eleganza del new make di Bunnahabhain. Che spettacolo, considerando che i 59 gradi sono solo teorici e mai percepiti.

P: …e anche qui si rimane alla teoria e non si passa alla pratica: la gradazione fa esplodere i sapori pur rimanendo clamorosamente bevibile. Si apre di nuovo su chicco d’orzo torbato e pane alle erbe bruciacchiato. Di nuovo puro e pulitissimo, mare e cereale. Pur mostrando una torba parecchio tosta e acre (braci e cenere), paradossalmente rimane nitido, rotondamente primordiale. Aiuta in questo senso una dolcezza di fondo tutta figlia del distillato, tra limone candito e zucchero a velo di nuovo. Dimenticavamo un dettaglio, ma il secondo palato ce lo rammenta: la sapidità, che ricorda certe alghe. Con un goccio d’acqua diventa un succo di pane sapido, buonissimo.

F: lungo, con fumo di torba acre che vira al chimico e pane bruciacchiato con una crosta di sale sopra.

La forza di questo whisky sta nella sua solidità impressionante, indomita come la voglia di vendetta di Poseidone. Ci è sembrato subito il prototipo del giovane single malt di Islay: mare, torba e cereale. Punto. Perché se la qualità è questa non serve molto altro… Una sorta di noumeno del distillato isolano, una versione pura e puramente ideale – ma, per fortuna, con una versione fenomenica molto, molto concreta. Lo Staoisha è disponibile per l’acquisto sul nostro shop.

Sottofondo musicale consigliato: The Doors – Riders on the Storm.

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