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Filey Bay ‘First release’ (2019, OB, 46%)

Gabbiano? No, sula: il simbolo di Filey Bay

Forse non tutti voi sapranno che… “il vino in cartone al discount causa setticemia e morte!”, direte voi. E invece no, quello sappiamo che lo sapete, buongustai. Noi stavamo per dirvi che forse non lo sapete, ma la costa dello Yorkshire non sarà Villa Simius, ma è un gran bel posto. Spiagge lunghissime, meteo a volte quasi decente, paesini deliziosi tipo Whitby e Scarborough dove il Fish & Chips è divino. E soprattutto la prima e unica distilleria di single malt nella più antica e vasta contea inglese.

Insalata? No, la rosa bianca degli York

Di Filey Bay, sita a Hunmanby e devota della filosofia “from the field to the bottle”, abbiamo già scritto quando l’importatore Cuzziol – al suo banchetto del Milano Whisky Festival – ci propose la Second release. Oggi andiamo a ritroso e assaggiamo la prima storica release dello “Spirit of Yorkshire”: 6000 bottiglie provenienti da 16 barili distillati tra la primavera e l’estate del 2016 e frutto dei consigli dell’ormai defunto Jim Swan. Che incidentalmente significa “cigno”, mentre il simbolo della distilleria è il Gannet, ovvero la sula. Che poi sbagliate uccelli e qualcuno ci rimane male.

N: quanto è bella giovinezza, che si fugge tuttavia: pera, yogurt alla banana, note scattanti di limone candito e lievito. Poi una sensazione eterea, vaporosa. Sarà una suggestione, ma se non è mare, è quanto meno aria frizzantina della costa. Pian piano, oltre la soglia della gioventù e del distillato, spunta una dolcezza non eccessiva, tipo cioccolato bianco ripieno di limone, e una frutta un po’ più complessa: kiwi e mele granny, a testimoniare una certa gradevole acidità. Di nuovo un’intrigante mineralità, che richiama il gesso e soprattutto l’argilla che il dentista usa per prendervi le impronte.

P: il ragazzo non è per nulla banale. Il corpo non è intensissimo, ma ancora frizzante e giovane, fruttato e vegetale. Sta bene in equilibrio su quel crinale, senza deragliare nella dolcezza eccessiva né nell’immaturità fine a se stessa. Limone, pera e prugna gialla acerba; un cerale pieno; una parte sapida e minerale. Pulito, fresco e anche un po’ maltoso, ci piace. Un filo di nocciola dolce in fondo. Col tempo, la frutta prende il comando e si prolunga. Camomilla zuccherata a nastro.

F: gessoso e ora improvvisamente piuttosto asciutto, quasi secco. Ancora frutta gialla: mela e tanto malto. Medio lungo.

Confermiamo le impressioni assolutamente positive che avevamo avuto dalla 2nd release. Anche nella prima rimaniamo colpiti dalla maturità raggiunta anzitempo dal distillato. Che pur essendo solo un tre anni, mostra una piacevolezza e una personalità davvero rare. Riesce ad essere pulito, fresco e a suo modo sfaccettato, con un piccolo extra bonus dato dalla mineralità che tutto pervade. Da un tre anni inglese, oggettivamente, sarebbe follia chiedere di più: 86/100.

Sottofondo musicale consigliato: White rose movement – Love is a number.

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