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ANCNOC 12 YO (2019, OB, 40%)

ancnoc-12-yo

Siamo quasi a Ferragosto, e dunque anche noi scendiamo a compromessi e cerchiamo delle bevute più facili, più “estive”: quindi malti base dello Speyside, magari a 40%. Tocca oggi alla distilleria preferita di Davide, Knockdhu. Situata al confine orientale dello Speyside, Knockdhu è celebre per essere una delle poche distillerie ad aver scelto per il proprio single malt un nome diverso da quello della distilleria stessa: regaliamo un ambitissimo cioccolatino aromatizzato al curaro a quanti nei commenti enumereranno tutte le distillerie che fanno lo stesso. Sia come sia, Knockdhu vuol dire “collina nera”, mentre AnCnoc solo “la collina”: sembra si volesse evitare omonimia con Knockando, che significa “la collina del commercio”. Insomma, se vogliamo portarci a casa qualcosa da questa vicenda, beh, è che knock vuol dire collina – potrete spendervi questo aneddoto la prossima volta che busserete a una porta in un paese anglofono, poi non dite che Whiskyfacile non vi aiuta a rompere il ghiaccio con gli sconosciuti. Assaggiamo il 12 anni ufficiale, dai.

N: molto accogliente, note di cioccolato bianco (Ciocorì), frutta gialla (mela golden, susina matura). Spicca della mandorla verde, è molto aromatico (legno di sandalo) ma non particolarmente bourbon oriented. C’è del Pandoro, zucchero a velo. Non complesso ma molto piacevole. Riesce a essere contemporaneamente ricco e come “svuotato”, come se il legno avesse riversato solo metà delle sue componenti. Un’opulenza strana, ricco ma non cafone. Col tempo mela verde e limone fresco.

P: per nulla dolce, il che è un plus. Però è ancora molto schiacciato su questo senso di legno verde e mandorla, a cui bisogna sommare anche un tocco piccante. A dire il vero un po’ piatto, e questo resta il suo maggior limite. L’aspetto positivo è che rimane pulito (foglie di limone, buccia di mela gialla, una leggera mineralità). Uno zic di miele, uno zic di vaniglia e in fondo un retrogusto amaro come di menta.

F: secco, breve, mandorla, limone.

Il primo naso, così espressivo ed aromatico, è un po’ ingannatore. Ottima puntata pilota, ma poi la serie tradisce le aspettative. È un whisky senza particolari difetti se non una generale debolezza di sentori (anche per il grado troppo ridotto, che – ricordiamolo a tutti i nostri amici distillatori – al giorno d’oggi è un crimine), ma è anche un whisky senza particolari qualità, se non una discreta pulizia. Nel complesso rimane un po’ troppo appiattito su una legnosità un filo anonima. Entry level onesto, non entusiasmante, ma che berremo comunque molto volentieri, qui, a bordo piscina – ed è la piscina della nostra fantasia. 82/100.

Sottofondo musicale consigliato: King Krule – Easy easy.

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