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DALLAS DHU 21 YO RARE MALTS (1975/1997, OB, 61.9%)

Oggi, con la calura che ci secca le meningi e ci appiccica i vestiti, abbiamo tanta voglia di fare un tuffo nel mare profondo della Storia del whisky. E lo eseguiamo però con doppia carpiatura, pechè un primo avvitamento ci porta a esplorare la serie iconica dei Rare Malts, creata da Diageo negli anni ’90 e che ha avuto il merito di portare alla ribalta distillerie fin lì quasi sconosciute, “imbottigliate” peraltro a gradazione piena, con invecchiamenti importanti e in edizioni limitate. Prima di forare con grazia innata la superfice marina ci permettiamo anche un ulteriore vezzo, portando al naso un whisky ormai molto difficile da trovare, prodotto da quella Dallas Dhu che ha chiuso i battenti nell’oramai lontano 1983 e che mai più sarà. Questo whisky distillato nel 1975, dopo 22 anni di botte si presenta a una gradazione monstre di 61,9%, un mistero questo che accomuna gran parte della serie dei Rare Malts. C’è chi ipotizza che dipenda da botti particolarmente ermetiche, chi sussurra di esperimenti con new make messi in botte a una gradazione più alta rispetto ai canonici 63,5%. Noi guardiamo il nostro dram di color oro chiaro e passiamo oltre.

N. patina di cera, poi subito cereale (chicco d’orzo secco), succo di pera, frutta bianca, melone bianco. Arriva poi una nota minerale come di grafite e di ingranaggi. Libri vecchi con sovracoperta di cuoio. Stiamo davvero esagerando ma in generale si può descrivere come affilato, vegetale, un naso rifinito da una torbetta elegante che ci piace molto. Vaniglia

P. il primo impatto è di legno vecchio, poi si fa più fresco. Fieno, fiori di campo essiccati. Tocco di pompelmo e lemongrass. Orzo maltato di nuovo. Particolarmente secco e affilato, austero, con un leggero senso di candela da applausi.

F. agrume amaro, medio lungo, cereale dolce.

Avevamo nel bicchiere un whisky austero, affilato e molto interessante, che mette al centro il chicco d’orzo dolce e poi ci costruisce intorno una cattedrale alla severità. Un whisky per intenditori e non per amatori, molto cerebrale perché tutto va misurato al millimetro (acqua, tempo, ecc): su un nudo, anche solo un centimetro di stoffa fa la differenza. Per noi che siam già posteri, l’ardua sentenza è 88/100.

Sottofondo musicale consigliato: Billie Eilish – My future

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