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Amrut Fusion (2009, OB, 50%)

Dopo la gita fuori porta in Baviera, si vola in India, un Paese con enormi volumi di consumo e una tradizione non proprio lusinghiera per quanto riguarda la produzione di whisky, dei blended dove spesso solo una piccola parte del distillato è ricavato effettivamente dal malto e il resto meglio non chiederselo; tuttavia dal 2004 la Amrut Distilleries Ltd di Bangalore ha lanciato il primo single malt indiano (chiamandolo con non molta originalità ‘Amrut’), che ha riscosso negli anni consensi crescenti: pare tra l’altro che il clima della regione acceleri la maturazione del distillato, rendendo così estremamente interessante lo sviluppo di questi whisky. Nello specifico, questo Fusion del 2009 è giovanissimo, tra i 3 e i 5 anni, ed è prodotto utilizzando un 25% di orzo scozzese torbato e un 75% di orzo indiano. C’è anche una maturazione extra di 6-9 mesi in ex bourbon barrels.

amrut-fusion-whiskyN: anzitutto stuipisce l’apparente maturità: è un bambino che pare già adolescente e non ha quelle tipiche note di canditi che caratterizzano i coetanei europei. Sembra piuttosto fruttato (frutta gialla e albicocca in particolare) e rivestito di una maltosità vegetale ed erbosa. Il 25% di malto torbato si sente leggermente, ma c’è. Cioccolato bianco e un po’ d’uvetta. Una punta agrumata, magari scorza d’arancia. Notiamo anche un’acidità lievemente acetosa.

P: una struttura snella, con un corpo di media intensità. L’alcol l’hanno tenuto in India, crediamo. Davvero beverino. E ancora dominano la frutta gialla e un malto maltoso (?); si sente anche una torbatura acre, sempre in sottofondo ma di personalità. Poco altro per la verità (un che di sapidino?), ma per nulla sgradevole.

F: un po’ deludente, tra frutta scarica e la torba, unico elemento a durare.

Avevamo riposto grandi aspettative in questo Fusion, un prodotto che ci sembrava in tutto e per tutto esotico, sia per i suoi natali sia per le tante particolarità della produzione solo in parte descritte nell’introduzione. In realtà, quello che ci si trova nel bicchiere è un whisky molto schietto, gradevole senza troppi fronzoli, e per cui però non vale la pena d’innamorarsi; francamente fatichiamo a capire come Jim Murray’s gli abbia conferito nella Whisky Bible del 2010 il premio per il terzo miglior whisky dell’anno. Noi invece ci sentiamo di far dell’ironia: se avete programmato un viaggio in India, speriamo vivamente che il whisky non sia una delle motivazioni principali: 83/100.

Sottofondo musicale consigliato: siamo veramente trash, sì, e ne godiamo The Pussycat Dolls feat A.R. RahmanJai Ho

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3 thoughts on “Amrut Fusion (2009, OB, 50%)

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