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Cragganmore 21 yo (1989/2010) OB – 56%, refill american oak casks

Il Milano Whisky Festival si è ormai concluso, dopo due splendidi pomeriggi trascorsi letteralmente immersi nello ‘spirito del whisky’: una infinità di ottimi malti, la passione e la curiosità dei tanti che hanno affollato la sala della manifestazione, la disponibilità e la cortesia delle molte persone incontrate dietro agli stand. Mentre cerchiamo il tempo per mettere a punto un breve resoconto della nostra esperienza e per degustare i moltissimi samples raccolti, pubblichiamo la recensione di un whisky che abbiamo assaggiato per la prima volta l’anno scorso proprio al MWF. Si tratta del Cragganmore 21 yo, una delle Diageo Special Releases del 2010; la versione base, il 12 anni, è nota per eleganza e delicatezza: vediamo se queste caratteristiche si trovano confermate dopo altri 9 anni di invecchiamento (in botti ex-bourbon). Il colore, innanzitutto, è di un bel giallo paglierino.

N: senz’acqua, l’alcol si fa sentire; il primo odore è fresco, fruttato ma un po’ acre, ricorda le susine ancora acerbe; poi spunta la solita uvetta, ma si sente il bisogno di un po’ d’acqua. Questa decisamente aiuta ad aprire gli aromi, tutti delicati e sulla frutta: ancora fresco e dolce, di nuovo uvetta, poi mandorla, ananas maturo. L’acqua porta fuori anche il legno della botte, e quindi vaniglia.

P: senz’acqua, è assai pungente, ma molto erboso, fresco. Quando la bottiglia era appena aperta, la primissima nota che spiccava era la menta, ma col tempo è venuta meno. Con acqua, restano predominanti l’erba fresca e il fieno, ma pian piano la botte di bourbon butta fuori vaniglia, liquirizia (in legnetti); sullo sfondo, infusi di erbe, agrumi; una nota di zenzero, molto delicata.

F: più persistente di quanto non ci aspettassimo; ancora menta nell’immediato, ma che scompare presto per lasciare spazio a un sobrio fruttato e, soprattutto, alla liquirizia, che resta dominante.

Nel compesso, è un malto molto delicato e fresco, più di quanto non ci saremmo aspettati dopo 21 anni in botte; certamente ci pare piuttosto complesso, soprattutto è notevole il fatto che i diversi aromi riscontrati siano tutti molto leggeri e armoniosamente bilanciati. Detto ciò, e riconosciuto a questo Cragganmore l’onore delle armi, da un 21 anni (che costava 170 euro) ci aspettiamo qualcosa di più di un raffinato damerino. Per questa ragione, la nostra – come sempre personalissima – valutazione è di 83/100. Serge Valentin la pensa così, mentre Gavin D Smith e Tom Cannavan così.

Sottofondo musicale consigliato: a proposito di damerini, MetronomyThe look, dall’album The english riviera.

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