Dopo la full immersion nel core range dei vari marchi prodotti alla Heaven Hill distillery, torniamo in America, rimanendo in Kentucky, ma spostandoci in un’altra distilleria, ovvero Willett. La quale è stata inaugurata nel 1937 da Thompson Willett a Bardstown. L’impianto è stato rinnovato nel 2012 e produce in small batches diversi marchi. Tra cui appunto i due che abbiamo nel bicchiere oggi.

Rowan’s creek (2023, OB, 50.05%)
Il Rowan creek è un ruscelletto che passa accanto alla distilleria. Bourbon distillato in piccoli lotti. C: rame carico. N: cimice! Sul serio, ha questa nota un po’ bizzarra che ricorda la cimice. Poi per fortuna vira al cocco e alle noci, quelle un po’ stantie. Banana, crema di anacardi e marshmallows. Un naso serioso e tutt’altro che sfacciato, con poco alcol e poco smalto. P: si apre un una nota di sapone di Lush: diciamo che sia il naso sia il palato non hanno nell’ingresso il loro punto forte. Poi anche qui si sistema, il legno fa da argine alla dolcezza. Té alla pesca, mezzo cocco gelato come nei ristoranti anni ’80. Pannoso, con mou, lavanda e un che di lampone. Molto più complesso e sfaccettato del previsto. F: dolce, con caramello, caramella Rossana, di nuovo lampone e il grande ritorno degli anacardi.
Non avremmo mai pensato di dare 84/100 a un whiskey che odora di cimice appena aperto. Però va così, le note un po’ off durano pochissimo, in compenso il palato e il finale sono davvero notevoli per un bourbon non particolarmente invecchiato. Perfetta la gradazione. La media è quell’84 di cui sopra.

Johnny Drum private stock (2023, OB, 50.5%)
Un NAS che prende il nome di un tamburino della Guerra Civile. C: rame aranciato. N: super agrumato, con un mix di mandarino, Orangina e Polase, per tirarsi su con i sali. Il legno è virulento, appena spaccato da un nerboruto boscaiolo del Midwest. Anche se il Kentucky non è in Midwest, ok. C’è una interessante aria erbacea e un guizzo che ricorda il rye. P: l’ingresso è debolino e un filo acquoso, cosa inaspettata a 50%. Più piccante, speziato e secco del Rowan. Il palato centrale è giocato fra bitter al mandarino, erbe amare e rabarbaro con olii essenziali. Ben fatto. F: cortino, a suo modo dolce e leggero.
Molto variabile nelle sensazioni che restituisce: legnosetto basic al naso, deludente all’ingresso, davvero interessante e ben costruito nello sviluppo in bocca, un po’ sciapo al finale. Su questo ottovolante non possiamo dire di non esserci divertiti, ma preferiamo il primo: 83/100.
