Quando abbiamo acquistato questa bottiglia, eravamo contenti come bambini a Natale. Non solo perché Longmorn è una distilleria “croccante e concreta”, come ci piace definire quei whisky vivaci con un bell’apporto aromatico del malto, ma anche perché il packaging era splendido: bella scatola che si apre a ribalta, bottiglia con un inserto in pelle, insomma era una bella release. E infatti per gli insondabili misteri delle multinazionali, quelli di Pernod Ricard che possiedono il marchio hanno smesso di produrla. Però noi ce l’abbiamo ancora nella vetrinetta di casa e ci è punta vaghezza di berne una tazza per teletrasportarci nel cuore dello Speyside. Il colore è oro.

N: raramente una nota ci si pianta nel cervello alla prima sniffata: nocciole al miele. Quelle che si vendono nei vasetti, che fanno gola all’orso Yogi e anche a noi. Poi ci sono sentori di barrette energetiche, gusto cereali, miele e frutta essiccata. In particolare chips di mela e ananas disidratato. Ma anche ananas sciroppato. Tutto si gioca su questa dicotomia tra la materia prima (biscotti Zalet) e la frutta gialla, con una spolverata di vaniglia e spezie dolci. Fresco, con un legno non invasivo e un mix di cedro e mele verdi. Invitante davvero.
P: anche qui, in una parola sola, è buono vero. Shortbread, zenzero e ancora frutta gialla. Compare il tratto distintivo del malto Longmorn, ovvero il pompelmo rosa. Però immerso in cioccolato bianco, anzi Ciocorì. Burro, mandorle, burro di cacao conferiscono una certa cremosità. Il legno e la liquirizia danno un pizzicorino intrigante. Nel retronasale compare una nota tra il fumo leggero e la tostatura. Rotelle di liquirizia Haribo.
F: media lunghezza, con legno, miele, cedro e ovviamente il malto, un filo tostato.
Ne berremmo a secchi, non dovevamo aprirlo, non durerà molto. Non è un colosso di complessità ma più passano gli anni più tendiamo a entusiasmarci per quegli OB dalla gradazione sostenuta che fanno della bevibilità e della godibilità la loro cifra stilistica. Quella dimensione burrosa al palato, unita alla frutta che lascia presagire un’evoluzione straordinaria nei lunghi invecchiamenti, ci fa volare. 87/100.
Sottofondo musicale consigliato: Black Rebel Motorcycle Club – Little thing gone wild
