C’è stato un periodo in cui gli imbottigliamenti Càrn Mòr, la linea dei Morrison che racchiude small batch di poche botti, erano il nostro pane quotidiano. Grazie a Fabio Ermoli che li ha portati in Italia, questi whisky dalla clamorosa bevibilità e dall’ottimo rapporto qualità-prezzo sono stati i degni eredi di Wilson & Morgan. Nel nostro armadietto abbiamo ancora un Glenrothes di 13 anni invecchiato in sherry che merita di essere assaporato e dunque ci mettiamo subito all’opera. Si tratta di un assemblaggio di due butt che hanno dato 1628 bottiglie. Il colore è un rame rossastro.

N: sherry e Glenrothes danno quasi sempre un naso acido e carnoso, particolarissimo e riconoscibile. Questo non fa eccezione, e le note pungenti iniziano da subito. Si apre con della granatina, sciroppo di amarena, botte di vin brulé alla cannella. La parte vinosa è totalizzante, con anche prugne e una punta citrica spinta. Ci sono poi delle evidenti pennellate sulfuree, proprio di fiammifero e mini-cicciolo acceso, che possono spiazzare. Cuoio conciato e un curioso mix di formaggio erborinato e pan di spezie. Muffe nobili dell’uva che spuntano da un generale alcol acuminato, forse un po’ troppo acuminato per la gradazione. Con un filo d’acqua e dopo parecchi minuti emerge un che di christmas cake e mou paradisiaco.
P: ci sono molte cose tutte insieme. Quella che colpisce subito è l’oleosità del sorso, masticabile. Poi una pastosità da mosto d’uva cotto, cioccolato al latte, toffee. Eppure, la dolcezza lascia immediatamente il posto a un profilo secco, asciutto, tutto dominato da malto e soprattutto legno, coi sui bravi tannini. Bucce di arancia essiccate, nocciole con la pellicina tostata e amarognola, anche chicchi di caffè tostati. C’è anche qualcosa di erbaceo che si agita nel retronasale. Qualcosa di brandy e noce moscata, con il cioccolato che ora si fa fondente. La parte umami e sulfurea al naso scompare.
F: medio corto, torna sul dolce (e dolciastro) ma con un kick piccantino e alcolico. E tannico ovviamente.
Non siamo mai andati pazzi per Glenrothes, perché… non c’è un perché come diceva Raz Degan per lo Jaegermeister. No, in realtà il carattere un po’ acido del distillato non ci è mai andato troppo a genio. Accoppiato allo sherry, spesso prende vie che troviamo un po’ difficili da godere. Il carattere non gli difetta, quel che manca è la piacevolezza. Che per noi non è poco. 81/100.
Sottofondo musicale consigliato: Judas Priest – Nightcrawler
