ἀδελφοί è una parola greca che significa più o meno “soci, bagai” in bimbominkiese. In realtà vuol dire più “sodali legati da amicizia fraterna”, ma va bene anche soci dai. Adelphi è anche un imbottigliatore indipendente scozzese, diventato anche distillatore nel 2014, da quando ha aperto i battenti Ardnamurchan, la sua distilleria di proprietà. Si trova nell’omonima penisola nella zona delle Highlands occidentali, in una regione che potremmo definire Inculoailupishire. Il core range è costituito da una edizione annuale cask strength, che abbiamo assaggiato, da uno sherry cask, che abbiamo assaggiato, e da un entry level invecchiato in bourbon e sherry, che assaggiamo oggi. Il colore è paglierino carico.

N: bello sporchino come un carburatore che funziona male, come un set di pentole unte non lavate, come l’anticamera sulfurea dell’inferno. Insomma, sporchino come un classico highlander minerale. Il bourbon è dominante, con una grande abbondanza di pandoro, vaniglia, crema chantilly e meringhe. Anzi, macaron, più burrosi. La frutta è classica: mele golden, susine, ananas. Yellow dram. C’è poi una piacevole nota di frutta secca, che diremmo mandorla e anacardi, ecco. Qualcosa di noce moscata, un filo di fumo e la lana bagnata che sentiamo in certi Clynelish, e che diventa tappeto bagnato nel bicchiere vuoto.
P: molto rotondo e accogliente, si apre con un bel malto screziato, quindi la dolcezza dell’orzo (anche ovomaltina), il pandoro al burro e vaniglia già avvertito al naso e questa spolverata di grafite e torba minerale. Ecco, la torba qui è più decisa, si avverte bene ed ha una connotazione tra la fattoria e la conceria, ricorda Ben Nevis. Nella sua gioventù (è giovane, si sente), c’è anche una parte decisamente amarognola di albedo ed erbe, che ricorda i semi di coriandolo. Non complessissimo, non sentiamo molto la parte sapida che ricordavamo in altri single cask; in compenso c’è una certa presenza di pepe bianco. Pompelmo.
F: piccantino, fumino e polvere da sparo, orzo con vaghe ombre sulfuree.
Si sente che è stato ingentilito e imbellettato per renderlo più approcciabile, ma non abbastanza da spazzare via le asperità del malto, che sono poi il suo lato più affascinante. Rimangono note sporchine e qualche difettuccio messo al punto giusto, come per esempio il pepe possente che compare nel finale. Giovane highlander in bourbon (lo sherry lo sentiamo molto poco), ci hai convinto: 85/100. Ecco, come nel caso dello sherry cask, anche qui la dimensione costiera è molto sotto traccia. Scelte.
Sottofondo musicale consigliato: The Strokes – Under control
