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Il gioco delle coppie a grado pieno: Highland Park cask strength #1 (2021, OB, 63,3%) vs Ben Nevis 10 yo cask strength #1 (2018, OB, 62,4%)

Oggi abbiamo scelto di andarci giù pesante, come quando a cena ordiniamo la cassoeula. Per farlo, ci siamo approntati una bella sfida degna di un match dei supermassimi, con due NAS ufficiali a grado pieno pronti a contendersi la palma di entry level più cazzuto a nord del Vallo di Adriano. O era il fallo, trattandosi di whisky cazzuti? Ad ogni modo, abbiamo scelto i primi batch sia del Ben Nevis 10 anni cask strength, sia dell’Highland Park “Robust & Intense”. Speriamo di uscirne vivi, che le gradazioni sono smodatamente e insensatamente forti. Ma noi adoriamo l’odore di napalm alla mattina… odora di vittoria…

Highland Park cask strength batch #1 (2021, OB, 63,3%)
Campione arrivato dritto dritto dal Roma whisky festival. Sherry seasoned american oak cask, recita l’etichetta. C: oro rosa. N: non napalm, ma non ci andiamo lontano. L’alcol sicuramente c’è e brucia le narici, e ovatta le note. Comunque qualcosa trapela, innanzitutto del cioccolato al latte, poi erica e té. Qualcosa di prugne cotte, bacche di goji, uvetta e tabacco da pipa aromatizzato. Frutta cotta non dolce. Guizzi di iodio. Con acqua emerge un tocco sulfureo supplementare. P: intensissimo e feroce, l’alcol ruggisce. Legno, sherry (quasi PX?), amarene con noccioli, liquirizia. Spezie varie. Con acqua migliora molto ed emerge più la mineralità di HP: ancora erica, terra. Però lo sherry è sempre bello spesso, vinoso. Pane corso con noci e uvetta. F: liquoroso, sporchino, liquirizia. Con acqua più dolce, ricorda i panettoncini con uvetta e crosta bruciata. E un filo di sale.
Senza diluizione è un po’ ostico, ma non imbevibile. Con acqua si fa decisamente più piacevole e forse più rispettoso del dna della distilleria delle Orcadi. Un NAS moderno, dove le botti di sherry sono molto presenti e forse un po’ troppo marcanti, ma a questa gradazione probabilmente consentono di tenere sotto controllo l’alcol. Nel complesso, nella categoria “brutal”, ci sta: 85/100.

Ben Nevis 10 yo cask strength batch #1 (2018, OB, 62,4%)
Botti first fill bourbon, sherry e vino rosso, 9000 bottiglie l’outturn. C: rame. N: più espressivo dell’HP e anche meno abrasivo dal punto di vista alcolico. Si apre con una certa sporcizia sulfurea molto tipica, che c’è anche nel 10 anni base. Patatine alla paprika, rame, ciabatte di pelle un po’ sudate. Ma anche verdure indiane al curry, carote o piselli, fate voi, tanto conta il curry. Col tempo la parte sulfurea si attenua (non sparisce) e aumenta la frutta secca: arachidi tostate. Arance andate, pesca. Con acqua non cambia molto: frutta con cannella e chiodi di garofano, forse un po’ più carnoso, pelle di salame, unto sulla padella di metallo. P: molto vinoso, con tutta la frutta che ci si aspetterebbe: amarene sotto spirito, uvette, prugne secche, datteri… Masticabile, aggiunge anche cacao in polvere e un’acidità spiccata. Qui l’acqua fa invece un gran bene, perché dipana la matassa, rilassa l’acidità spinta. Nougat, biscotti alla cannella, albicocche secche. F: lungo, acido, cacao, caffè e vino di lamponi. Con acqua rimane tanta marmellata di frutti rossi e un’oleosità spaziale. E ritorna anche la frutta cotta.
Meglio, 87/100. Per diversi motivi: innanzitutto è espressivo anche senza diluizione; inoltre è sull’intensità dei sapori che batte l’HP. Certo, il malto di per sé è più possente e sporco, ma qui tutto è ben equilibrato e anche le note off trovano una loro collocazione anche nel pieno del bombardamento alcolico.

Sottofondo musicale consigliato: Rage against the machine – Bombtrack

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