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Lagavulin 12 yo “Diageo Special releases 2021” (2008/2021, OB, 56.5%)

Dato che il Lagavulin 26 anni, la Rolls Royce delle Special Releases, non siamo riusciti a sgraffignarlo e ancora nessun uomo di buona volontà ce ne ha mandato un campione (a proposito, noi siamo sempre qui eh, chi volesse è benvenuto!), chiudiamo le nostre recensioni con un super classicone: il batch annuale del Laga 12 anni. Sul quale perfino noi, cinture nere di cazzate, abbiamo difficoltà a scrivere qualcosa di originale. Ne abbiamo recensiti otto, compresi due degli anni ’70 e ’80, quindi l’unica maniera per sorprendervi è scrivere al contrario le sue caratteristiche: cask strength e invecchiato in refill American oak casks. Dunque: sksac kao naciremA llifer ni otaihccevni e htgnerts ksac. E se adesso abbiamo evocato per sbaglio il demonio sono fatti vostri. Il colore è paglierino chiaro.

N. che le botti fossero refill è pacifico sin da subito, con un primo naso molto magro e minerale, quasi trattenuto, dominato dal lime e dalla brezza marina. La torba è relativamente educata, erbacea. Sembra quasi più giovane dei suoi 12 anni, con kiwi, mela verde e una suggestione ancor più vegetale di indivia grigliata. Dicevamo della torba, che più del classico falò ricorda la birra Rauch di Bamberga e che presenta alcuni tratti medicinali inconsueti, di garza, acqua ossigenata e balsamo Tigre. Con acqua cresce la vaniglia e si fa più espressivo.

P. al palato è invece aperto e pieno fin da subito, e fin da subito si riconosce il dna di Lagavulin, che al naso era invece un po’ nascosto. Di nuovo, la scena non la prende la torba, ma una dolcezza complessa, fatta di mandorla e frutta gialla grigliata, dal limone all’ananas. Il che denota due cose: che fra noi c’è un pazzo che invece delle salsicce griglia i limoni, e che l’acidità del whisky è molto spiccata. Poi ovviamente bisogna parlare della torba classica del Laga, grassa e catramosa, molto materica. Ed è qui che spuntano due nuove suggestioni: l’olio di sansa di olive e un cenno di alga wakame, piccantina e salata.

F. salatissimo, lime e arachidi tostate (quasi bruciate). Cetriolini sottaceto sulla griglia e catrame.

I nostri punti di riferimento nel mondo delle recensioni, Ruben e Serge, hanno amato alla follia la release di quest’anno. In particolare, Serge fa un paragone geniale: il Laga 12 è come l’iPhone, ogni edizione diventa più perfetto. E senza dubbio questo è un whisky eccellente, adamantino. Però a nostro gusto manca di qualcosa al naso. Forse un po’ di intensità, forse un po’ di apertura, fatto sta che l’olfatto è quasi contratto e dunque noi ci fermiamo a un passo dal 90, cioè 89/100. Sempre un gran bere, se lo cercate, qui lo trovate.

Sottofondo musicale consigliato: Aphex Twin – Vordhosbn

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