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Royal Lochnagar 16 yo “Diageo Special Releases 2021” (2004/2021, ob, 57,5%)

La strada da fare è molta, la gamba cede ma lo spirito giammai, per cui insistiamo e persistiamo nella nostra epica fatica di recensire tutte le Special Releases che Diageo ha lanciato quest’anno sul mercato. Ne approfittiamo per due righe sul packaging, dedicato alle “Legends untold”, figure sovrannaturali che da millenni difendono la terra scozzese. Il compito di illustrarle è stato affidato a Ken Taylor, che ha dato un tocco pop alla mitologia folk. In questa frase manca “rock”, ma non sapevamo come aggiungerla, per cui la appiccichiamo qui.
Oggi tocca al Royal Lochnagar 16 anni, invecchiato in botti refill di rovere americano ed europeo e definito “Lo stallone di primavera”, che messa così sembra più che altro il titolo di un film che forse abbiamo visto una volta da giovani… Royal Lochnagar è un’altra distilleria che non gode di grande popolarità ultimamente. Eppure in passato ebbe a fregiarsi anche del sigillo regale della Casa Windsor, ma il suo profilo molto austero non la rende amatissima fra il grande pubblico. Che sia la release della svolta?

N: decisamente Highlander, con una precisa composizione di fieno e pietre, intensamente minerale. In particolare emerge una parte di verbena molto balsamica, con lemongrass e pompelmo. Siamo sul versante acuto e acidulo della frutta, diremmo ananas disidratato al naturale e kiwi. A questo punto succede uno di quei miracoli che sono difficilmente spiegabili, tipo la cassa al supermercato che quando la scegli si dimostra sempre la più lenta: il naso si fa come polveroso, ricorda le pastiglie limone e salvia. Anche un che di spezie in polvere, pepe bianco su pasta di pane. Chiude il naso un profumo di pacchetto di sigarette (o tabacco golden virginia, dicono quelli che fumano).

P: mmm, si sente molto l’alcol. C’è una tonnellata di miele e di pane al miele, a testimoniare un malto che al naso era solo accennato. Si conferma anche quella parte erbacea, di lemongrass. Kiwi acerbo e pompelmo ancora a braccetto. Un palato snello, piacevole che col tempo si fa più amarognolo e astringente, ma forse anche più espressivo e secco. Buccia di limone, ribes bianco asprigno.

F: legno lieve, agrume, kiwi essiccato, con un guizzo minerale persistente.

Come il Glendullan, anche questo non concede granché alla cremosità e alla rotondità e noi da bravi cultori del distillato dritto e teso come una corda di balestra non possiamo che apprezzare. Come spesso succede con i whisky delle Highlands, siamo sempre sul crinale della mineralità, che a volte vira nel vegetale e a volte nell’agrume. Interessante e cangiante, anche se un po’ elitario. Parlassimo di film, sarebbe da cineforum, non certo un campione al box office: 85/100. Lo trovate anche qui.
Piccola postilla: così come già successo nella serie del Trono di Spade, anche in questo caso il Royal Lochnagar viene prezzato particolarmente alto. Di solito non insozziamo le nostre recensioni con considerazioni così triviali come quelle economiche e sicuramente ci sarà un perché che gli esperti di marketing capiranno, ma forse qualcuno in Scozia si sta bevendo il cervello, oltre che il whisky…

Sottofondo musicale consigliato: Paranoiac Del – Bring the noise.

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