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DUE MALTI DI MOON IMPORT

Durante l’ultimo Milano Whisky Festival abbiamo messo le mani su due imbottigliamenti di Moon Import, storico importatore e imbottigliatore genovese: curiosamente, il primo è stato imbottigliato 12 anni prima che venisse distillato il secondo, che pure è stato imbottigliato a 22 anni… Insomma, l’occasione è ghiotta, e dunque li assaggiamo uno dopo l’altro. Si parte con un Bruichladdich del 1965, imbottigliato nel 1981 in un decanter elegantissimo, e si chiude con uno Springbank del 1993, imbottigliato per il 35esimo anniversario di Moon Import – la matematica ci insegna che il Bruichladdich è stato dunque tra i primi imbottigliamenti realizzati da Mongiardino, nel secondo anno di attività della sua azienda. Lo diciamo per i numerologi all’ascolto, ovviamente. Grazie infinite, rispettivamente, ad Armin per il Bruichladdich e alla coppia Luca/Martial per lo Springbank.

BRUICHLADDICH 1965/1981 ‘CENTENARY’ (MOON IMPORT, 53%)

N: in questi anni, era Moon Import a importare Bruichladdich in Italia, e proprio Moon Import ha realizzato alcuni degli imbottigliamenti più memorabili della storia della distilleria (Riserva Veronelli vi dice qualcosa?). Ad annusare questo whisky, si capisce subito perché. L’abbinamento tra sherry e un distillato marino e grasso regala emozioni fortissime: una patina di vecchio, innanzitutto, accoglie le narici, con note di incenso, di cera, di carta vecchia e impolverata. Appena si scioglie questa coltre, ecco un’esaltante nota a metà tra la noce di Pecan e la frutta rossa, con note di melone maturo (incredibile quanto sia presente!), di papaya, di fragola. Poi una sferzata di aria di mare, uno spruzzo d’oceano in faccia, e una nota mentolata che va e viene. Sempre più erbaceo con il tempo, con timo e un grande rabarbaro.

P: il palato è altrettanto esaltante, e la parte sherried si sente ancora di più, con note di lucido per legno (quando mai l’abbiamo assaggiato, dite? fatevi i fatti vostri), di tabacco da pipa, di buccia di mela, di melone maturo, ancora intensissimo, e di composta di fragole fatta in casa e appena raffreddata. Il legno polveroso cresce col tempo, incantando con sentori di sandalo e di funghi secchi, tutti ravvolti in una coltre di esaltante frutta macerata (uva passa in primo piano).

F: lungo, leggermente amaro, con datteri dimenticati nella dispensa, uvetta sotto spirito, acqua di mare e liquirizia succosa, ammesso che una tal cosa esista. Ancora rabarbaro.

Assaggiare i Bruichladdich degli anni ’60 è un’esperienza sempre eccitante, e questo whisky ci ricorda bene il perché. Buono, buonissimo, complesso e con una patina d’antan che sembra impossibile da ritrovare adesso. Eccellente, davvero: grazie mille Armin, è stato un regalo bellissimo. 90/100.

SPRINGBANK 22 YO (1993/2015, MOON IMPORT, 45%)

N: quando metti il naso su un profilo del genere, non puoi non sapere di essere a Campbeltown. Paraffina e carta patinata (il profumo delle riviste dell’infanzia, quando sfogliavi Panorama cercando rapidamente la donna nuda nelle ultime pagine), salamoia e lana bagnata, un porto industriale, carta d’Eritrea. Quella paradossale dolcezza salata che nasce a Springbank non lascia dubbi, con pastafrolla lievemente torbata, un fumo acre che sporca appena una colazione fatta a bordo spiaggia. Biscotti digestive, limone e crescenti sentori floreali ed erbacei (tra la genziana e un fiore dolce che non sappiamo riconoscere). Mela gialla dolce.

P: il palato è incredibilmente coerente, solo si fa più dolce, come spesso accade con Springbank: la dolcezza è tutta del distillato, con un orzo dolce e zuccherino, delle note di miele (anzi proprio di favo di miele, con tutta la parte cerosa che lo contraddistingue), poi tabacco da pipa, ancora qualcosa di industriale e sporco, la fuliggine lontana e il fumo appena accennato, a portare secchezza. Per niente ruffiano, anzi dritto in faccia come solo da queste parti. Delizioso, anche se col tempo esce una nota, come di sughero, non sempre entusiasmante.

F: lunghissimo qui, con quella dolcezza quasi umami fatta di cereale e caramello salato che dura all’infinito, appena sporcata da sentori di caramella Rossana e pepe nero.

Gli Springbank di questi vintage sanno regalare soddisfazioni incredibili, e anche in questo caso la selezione di Mongiardino non lascia nessun rimpianto, neppure per una gradazione così bassa – uno non se ne accorge nemmeno, tutto preso dall’estasi della bevuta. Ottimo, davvero, molto diverso dal Bruichladdich ma altrettanto buono: 90/100.

Sottofondo musicale consigliato: The Police – Walking on the Moon.

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