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INTERVISTA A DIEGO LANZA (BONHAMS)

Abbiamo conosciuto Diego Lanza online – e detta così sembra una cosa un po’ torbida, ma no, vogliamo tranquillizzarvi, non è stata un’app di incontri a farci conoscere, ma la comune passione per il whisky. Quando uno di noi è stato a Londra prima della pandemia, è passato a trovarlo al suo posto di lavoro dell’epoca (responsabile Old & Rare per The Whisky Exchange) ed è rimasto letteralmente travolto dalla quantità e dalla qualità di bottiglie da panico da cui Diego era circondato ogni giorno. Dopo esserci rincorsi per un po’, finalmente abbiamo l’occasione di intervistarlo, per condividere anche con i nostri ventisei lettori un po’ della sua passione – e per farvi raccontare di cosa si occupa oggi, lavorando per Bonhams, una delle più importanti case d’aste del globo. Perché il whisky è un mondo incredibile, ampio, e non di soli bevitori scomposti è fatto. Tra l’altro, se volete conoscerlo dal vivo, il 19 dicembre sarà a Milano per aiutarci a presentare il Tasting Facile del decennale: qui il link per partecipare, 10 whisky per 10 anni, bottiglie vecchie e nuove, insomma, se non ci siete fate una figura veramente grama.

Ciao Diego, eccoci finalmente a fare una chiacchierata… Senti un po’, raccontaci un po’ di te: negli ultimi anni hai fatto uno dei lavori più belli al mondo, dicci qual è stato il tuo percorso professionale.

Dopo quasi un decennio passato dietro ai banconi del bar, seguendo la mia iniziale passione per il mondo della miscelazione, avevo voglia di cambiare lavoro e – soprattutto – stile di vita. Un grande amore finiva, quello per i cocktail, e iniziava quella che è la mia ossessione odierna: il Whisky. Seguendo quello che era il mio hobby di andare “a caccia” di bottiglie di whisky, distillati e liquori vintage, mi sono addentrato in questo mondo cominciando a lavorare come Assistant Manager al negozio fisico di The Whisky Exchange a Covent Garden, Londra. Lì la sete di conoscenza e di distillati venivano alimentate su base giornaliera, dove il mio collega Duncan Ross, tutt’ora a Covent Garden, ha condiviso una montagna di sapere. Lui è uno dei tesori nascosti di TWE! In negozio ho continuato ad appassionarmi sempre di più alle bottiglie vintage/Old & Rare, e quando potevo rompevo letteralmente le balle a Sukhinder facendo domande sull’argomento, rubandogli consigli e aneddoti. Sarà stato per questa mia curiosità e per questa implacabile voglia di sapere e capire, che un bel giorno ha maturato la proposta di affidarmi la gestione di tutto il settore Old & Rare di The Whisky Exchange e Speciality Drinks.

Se non ti piace questa intervista arriva Diego e ti sfascia in due solo con una carezza

Negli anni affianco a Sukhinder hai avuto la possibilità di maneggiare alcune delle bottiglie di whisky più rare e più ambite del mondo… In che modo hai acquisito questa competenza nel settore del collezionismo, e in cosa consisteva il tuo lavoro?

Un po’ come Merlino e Semola ne “La Spada nella Roccia”, ho passato innumerevoli ore di giorno, ma sopratutto di sera/notte lavorando in simbiosi con Sukhinder: sotto la sua tutela ho imparato il valore del whisky in campo numerico, qualitativo ma anche e sopratutto sentimentale. Solo lavorando e praticamente vivendo in simbiosi con lui, ho acquisito nel tempo la capacita di pensare – quasi – come lui, per valutare bottiglie nell’assaggio o nel commerciarle. La mansione principale era appunto occuparmi dell’inventario che The Whisky Exchange propone nel B2B, B2C e clienti privati/VIP.

L’altro meraviglioso e arduo incarico era curare la collezione personale di Sukhinder. In breve trovare i pezzi mancanti alla sua collezione. Ovunque. Dovunque. Continuamente. (Sì, ne ho trovati molti, e ne continua a trovare!) Ero poi anche consulente per Whisky.Auction, per ispezionare bottiglie così da assicurare che nessuna bottiglia, replica o falsa che dir si voglia, venisse introdotta nelle vendite in asta.

Sappiamo che lavorare con Sukhinder è molto impegnativo, ma sappiamo anche che è una persona che insegna moltissimo e che arricchisce chi lavora con lui: se dovessi riassumere le cose che hai imparato lavorando con lui, quali sarebbero?

La cosa più importante per me, che come sovente accade sta nella semplicità, e la sua massima che riduce tutto ad un principio di base: “Liquid is king”. Racchiude il pensiero carnale e brutale dove la qualità del whisky la fa da padrone per determinare effettivamente se un prodotto è di valore e dà gusto davvero al bere, collezionare e/o investire; non sono gli anni di invecchiamento, limited edition, decanter e compagnia bella a fare di un prodotto il “miglior whisky del mondo”.

Ah, tra l’altro… Non ti saranno mancate le occasioni di assaggiare molti di questi whisky leggendari: quali sono le bottiglie che porti nel cuore, quali i whisky più buoni che hai assaggiato?

Sotto questo profilo sono stato straviziato. Non lo nego. Sono sicuro che se mi metto a far due conti, ho bevuto più quattrini che quelli guadagnati lavorando. Ci sono davvero molti bicchieri memorabili e tra i tanti: Longmorn 1969 Cask #5298 G&M, Longmorn Scott’s Selection 1971, Bowmore 1964 (OB-Vintage Label imbottigliato anni ’80), Bowmore 1966 Jack Wiebers, Hakushu 1989 Sherry Cask TWE, Glen Garioch 1968/1971 & 1975 Samaroli. Non voglio sembrare uno sborone, ma ce ne sarebbero davvero molti altri…

Ti stiamo odiando. Ma un’altra cosa: a furia di avere a che fare con certe cose e con il mondo del collezionismo, vogliamo sapere tu cosa collezioni, se collezioni qualcosa, e perché?

Colleziono molto poco. Quando posso, cerco vecchi Longmorn, vintage ma anche 10/12-years-old, e invece Bowmore, Clynelish e Ben Nevis nelle produzioni correnti di single cask indipendenti. Il perché risiede quanto detto prima: colleziono solo cose che mi piacciono alla follia da bere e che, la maggior parte delle volte, assaggio o ho assaggiato prima di collezionarle.

Da qualche mese hai lasciato The Whisky Exchange e hai iniziato a lavorare per Bonhams, una delle più celebri case d’asta al mondo. Come mai hai deciso di cambiare?

Non è stata una scelta facile. Non cercavo un cambiamento, ma una proposta entusiasmante, un mix tra sfida e grande opportunità, si e presentata quando Bonhams ha bussato alla mia porta. Inizialmente mi chiedevo perché?, e infine mi sono detto perché no?! Ero e sono molto legato al mio passato, ma il futuro con Bonhams è decisamente affascinante e come speravo, alimenta la mia passione e voglia di fare ogni giorno.

Prima di raccontarci del tuo nuovo lavoro e di come funzione Bonhams, ci dici cosa pensi dell’attuale “mercato secondario” del whisky e degli spirits?

È un mondo fantastico… Mai come oggi le aste sono popolate da una varietà infinita e splendida di bottiglie: dalle più recenti release, a vecchie bottiglie, anche mai viste prima che mettono sul mercato pezzi più unici che rari. Quindi che tu voglia bere, collezionare o investire – e magari sederti nella posizione privilegiata di poter andare All-In in tutte le tre direzioni – non ci sono limiti.

C’è il capitolo speculazione, per cui alle volte persone che non sanno nulla di whisky comprano e vendono solo per i facili ricavi che alle volte si possono fare. Non ho nessun problema a riguardo. Inutile demonizzare o puntare il dito contro chi è interessato solo al danaro. La speculazione c’e in borsa, nell’arte nel vino ecc. È una costante che non cambia. Quindi perché dannarsi dove non vale la pena e perdere tempo prezioso, invece di utilizzarlo per degustare whisky o arricchirsi riempiendosi la testa e l’anima di conoscenze ed esperienze invece che di soldi le tasche?

Come funziona un’asta online? E quali sono le differenze tra un’asta online e un’asta tradizionale?

L’asta online ha sicuramente a favore la flessibilità e la comodità. L’asta viene lanciata per un periodo e orario determinato. In questo spazio di tempo si può provare a lasciare un offerta per uno o più lotti per provare ad aggiudicarseli. Come si può immaginare l’attività frenetica si svolge nelle ultime, concitate ore prima della chiusura dei lotti, dove si prova il tutto per tutto all’ultimo secondo disponibile.

Un’asta tradizionale invece si svolge dal vivo, quasi sempre in una battuta singola dove l’asta inizia e finisce in giornata. Il fascino dell’evento fisico dove tutti i compratori si ritrovano nella stessa sala a battagliare all’ultima alzata di paletta per quel whisky che tanto bramano, è un’esperienza eccezionale a grande livello di adrenalina e dopamina.

Qual è il tuo ruolo all’interno di Bonhams, di cosa ti occupi?

Sono il loro Senior Specialist di base a Londra e Parigi per Whisky e distillati. Quindi cerco bottiglie, singole o collezioni, in ogni angolo del mondo; principalmente di whisky ma anche di altri distillati e liquori – fra tutti Chartreuse! – per organizzare aste a Londra e Parigi, dando supporto e aiutando anche i miei colleghi di Edimburgo ed Hong Kong.

Come lavora Bonhams? Se dovessi spiegare ai nostri lettori perché rivolgersi a Bonhams e non a una delle più note aste online, cosa gli diresti?

Molte volte si ha la sensazioni che le grandi case d’asta siano delle entità soprannaturali, inavvicinabili tanto e l’aura del loro prestigio… sbagliato! Con Bonhams c’e un approccio molto professionale ma sobrio ed amichevole. Nessun timore reverenziale please!

Ci sono dei motivi ben precisi sul perché i risultati migliori vengono ottenuti dalle case d’asta tradizionale come Bonhams: il network di clienti e la visibilità internazionale la fa da padrone quando si tratta di massimizzare il potenziale di un oggetto, in questo caso una bottiglia di whisky. La capacità di valorizzare al massimo la bottiglia con una sinergia tra lo specialista, marketing e ufficio stampa, per sottolinearne le qualità e rarità, proponendola al maggior numero di appassionati e interessati, cosi da spesso superare le aspettative del venditore. Oggi poi, con la nostra presenza a Parigi dove organizziamo aste sia live che online, non ci sono timori di spedizioni, brexit, dazi ecc delle spedizioni nel Regno Unito, rendendo non solo il processo per chi vende più fluido ma anche di essere più sicuri di non incappare in spiacevoli sorprese in costi prima e dopo la spedizione. Quindi: Signore e Signori venghino. Venghino!

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