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springbank 23 yo (1997/2020, The Whisky baron, 54,6%)

Il Barone del Whisky è un imbottigliatore indipendente che da qualche tempo è sceso nell’agone dell’imbottigliamento indipendente: il che, noterete, è un raro esempio di coerenza, poteva scegliere un agone diverso e invece ha proprio optato quello più azzeccato. Per dire, se un imbottigliatore indipendente fosse sceso nell’agone dell’ingegneria meccanica magari avrebbe avuto più difficoltà, e invece. Grazie a una rete di contatti tentacolare, siamo riusciti a mettere le mani (non senza un discreto esborso di denaro, ma vabbè, son fatti nostri) su un sample di uno Springbank di 23 anni, distillato nel 1997 e imbottigliato nell’anno che verrà ricordato a lungo per una ragione che mah, adesso sulle prime ci sfugge. Siccome non capita spesso di assaggiare Springbank indipendenti e, rassegniamoci, succederà sempre meno, non abbiamo potuto esimerci dall’assaggio. Dal Fresh Sherry Butt #289 al nostro bicchiere: una parabola veramente triste, ammettiamo, ma tant’è.

N: è aperto ma allo stesso tempo molto compatto. Ha un profilo da Oloroso vecchio, profondo e denso, appiccicoso ma teso. La parte frutta ricorda le ciliegie, un liquore all’arancia e della frutta nera molto succosa. Chips di mele, anche. A un certo punto vira quasi su un liquore d’erbe, su foglie di the molto infuse, vecchi mobili e tabacco dolce. La firma di Springbank rievoca olio motore e qualche piccolo sbuffo di costa. Salsa di soia, a voler esagerare. Un naso molto complesso, molto old-school.

P: al palato parte deciso su note di arancia e chips di mele, con un’acidità inattesa che lo rende vibrante. Lo sherry è ancora decisamente predominante, e si esprime attraverso note secche di tabacco, ancora the ed erbe officinali (se fossimo stati a un corso di foraging sapremmo dirvi quali, ma eravamo impegnati a bere quel giorno). Nocino e tuorlo d’uovo, ma anche salsa di soia, per un mood funky molto Campbeltownesco, molto umami. Il tutto condito da sentori di officina (chi non ne ha ingollati almeno un po’ in questa mesta vita?).

F: molto lungo, con tanta arancia rossa (anche buccia di). Ancora nettamente umami, con tabasco, fuliggine, note costiere che tornano, distanti.

Springbank e sherry non vanno sempre d’accordo, non è necessariamente un abbinamento azzeccato e un matrimonio felice: questa nostra vecchia conoscenza sta lì a ricordarcelo. Ebbene, qui invece la qualità è alta, e il profilo è incredibilmente old-school, con uno Sherry Oloroso intenso, avvolgente, e un che di umami, tipicamente Springbank, che francamente ci fa davvero impazzire. Sicuramente è un whisky molto autunnale, se questa cosa può avere un senso, e dunque possiamo dire di assegnare questo 91/100 in piena coscienza. Così, una supercazzola alla fine ci stava, no?

Sottofondo musicale consigliato: IDLES – The Beachland Ballroom.

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