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Glen moray ‘elgin classic’ (Ob, 40%)

glen moray

Se volessimo spiegare cosa sia il boom del single malt degli ultimi anni, potremmo tranquillamente farlo raccontando quel che è successo a Glen Moray, distilleria dello Speyside importata in Italia da Compagnia dei Caraibi. Il Gruppo La Martiniquaise, dopo averla accquistata da Moet nel 2008, ha deciso infatti di tentare il grande salto, affiancando alla storica produzione di whisky per i Blended anche un crescente impegno per costruire una gamma stabile e una reputazione per i single malt prodotti nell’impianto di Elgin, nel cuore dello Speyside. Ebbene in 10 anni Glen Moray ha visto crescere del 150% i volumi e oggi sono 1,5 milioni le bottiglie di single malt vendute. Semplice, no? Beh non proprio, perché è appunto vero che in questi anni quasi tutte le distillerie hanno beneficiato della crescita del settore, ma bisogna dare atto a Glen Moray di aver corso partendo dalle retrovie. Il core range è molto vario, con fughe potenzialmente drammatiche verso wine finish come quelli in Chardonnay e in Sauvignon cask, cui si affiancano diversi age statement. Ma noi oggi restiamo umili e partiamo dall’entry level senza età dichiarata, che dovrebbe essere una sorta di bigino dello stile dei whisky della casa: freschi e leggeri, insomma tipicamente Speysider. L’età media ufficiosa è di circa 6 anni, con un invecchiamento interamente in barili ex Bourbon.

glen moray

N: la gradazione mignon, a 40 gradi, aiuta a rendere il profilo estremamente easy, gli aromi sono tutti lì, aperti e pronti per essere colti. Il profilo generale è abbastanza nudo, con note spiccate di whisky giovane, cerealoso. Stupisce comunque che, nonostante i pochi anni di invecchiamento, non si sentano note di lieviti o di canditi e il tutto sia comunque ben integrato. A lato arrivano sentori di frutta gialla acerba e miele, a restituire piacevolezza e un presagio di dolcezza al palato.

P: e in effetti in bocca il tutto si fa morbido e goloso, con cioccolato al latte, riso soffiato e come un senso di tiramisù, di mascarpone. Non è un whisky “grasso” e dal corpo importante, però non è nemmeno del tutto esile. Rimane la frutta gialla acida (mele, susine) e qua e là affiorano sbuffi di liquirizia. Le citazioni di malto continuano copiose in un contesto dove l’alcol se ne sta in disparte e il bicchiere finisce in fretta.

F: il finale è abbastanza breve e pulito, ritorna una certa acidità fruttata e rimane ben impresso il chicco d’orzo.

Non sappiamo perché ma il pregiudizio con Glen Moray ci segue come un’ombra. Sicuramente la distilleria paga, per gli assaggi che abbiamo fatto fin qui, una certa difficoltà a raggiungere vette qualitative importanti, anche con imbottigliamenti con molti anni sulle spalle. Ricominciando dal basso però, dobbiamo ammettere che questo “Elgin Classic”, che su Whiskyitaly è tra l’altro in vendita al prezzo rassicurante di 31 euro, è una bevuta gradevole e che potrebbe rappresentare un primo gradino per staccare i torbofili più incalliti dal loro fumoso vizietto, introducendoli allo stile dei whisky dello Speyside. Ovviamente nel bicchiere abbiamo (o meglio, avevamo…) un whisky semplice, ma davvero chiedere più complessità a un single malt con un’età media di soli 6 anni, è chiedere la luna. E noi invece a Glen Moray chiediamo solo di continuare a fare la Glen Moray e di continuare a crescere: 80/100.

Sottofondo musicale consigliato: Megaherz – Für Immer

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