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Knappogue Castle 12 yo (2020, OB, 40%)

Riprendiamo con l’unico sport in cui ci sentiamo di poter dire la nostra: la staffetta dei samples di whiskey irlandese, antico gioco gaelico che tanti fegati ha visto cadere nel corso dei secoli. Oggi è la volta di uno dei simboli della rinascita degli Irish, quel Knappogue Castle che dal 2010 immette sul mercato single malt da distillerie non dichiarate (le dichiariamo noi: Cooley, Bushmills e un’altra nella contea di Cork). Il core range è abbastanza vario e questo 12 anni è l’entry level, imbottigliato a 40% e maturato solo in botti ex Bourbon. Una curiosità: dopo i vintages rilasciati nei primi anni Duemila, nel 2010 proprio un 12 anni è stato il primo imbottigliamento continuativo sotto il marchio del castello. Il quale, giusto per essere chiari, avrà pure dame e fantasmi, ma neanche l’ombra di un alambicco. Tenetelo a mente quando farete l’errore di andarci in gita…

N: meglio lasciarlo riposare un minuto, subito versato c’è qualcosa di legnoso fuori fuoco, ma dura poco. Dopodiché attacca un olfatto da dolce stil novo, gentile e angelicato: fiori, pesca bianca e melone bianco. E la nota di melone confina con un parente, ovvero il cetriolo, di quelli in acqua aromatizzata. Coulis di passion fruit, meringa. Davvero molto profumato, viene da chiedersi se forse non lo sia troppo, a volte sembra di annusare un té alla pesca. Un tocco esotico di cocco e litchees. Molto succoso e consistente, con un che di Polase. Oltre alla vaniglia e a qualche spezia del legno (noce moscata), spunta anche del burro di karitè.

P: l’alcol è integrato, ma a 40% sarebbe strano il contrario. Pesca e mandorla, che spesso viaggiano insieme. In generale c’è parecchia frutta gialla, tra cui spicca anche una nespola. E anche i noccioli di frutta, per essere precisi. Vaniglia e ancora té alla pesca, ma anche miele e mele cotte e mandarino. La buttiamo lì, consapevoli dell’effetto detonante di una tasting note così rivoluzionaria: “virgin sangria”, cioè una sangria senza vino rosso. Come si dice “visionari” in gaelico? Il lato dolce è completato da un senso di cereale saporito, quasi di crackers. Cioccolato bianco e un cicinin di spezie leggere dà l’idea di un discreto corpo. Legnetto, in crescendo.

F: molto pulito, più secco e speziato: mandorla glassata e pepe.

Un perfetto everyday dram, facile, agile e non sciapo. Non va servito nel Glencairn, ma in tazze capienti, data la grandissima bevibilità. Se proprio dobbiamo essere insopportabilmente pignoli (e dobbiamo, ovvio), non convince del tutto quel tocco aromatico artificiale all’olfatto. Per il resto, non abbiamo altre critiche da muovere: 83/100.

Sottofondo musicale consigliato: Wamdue project – King of my castle

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