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Longmorn 17 yo (1996/2013, Signatory Vintage for La Maison du Whisky, 57,3%)

longmorn-1996-lmdw-signatory

L’accoppiata Signatory Vintage e La Maison du Whisky ha dato diverse soddisfazioni, in passato: e d’altro canto, vista la portata dei giocatori in campo, vien da pensare al Madrid dei Galacticos. Se poi aggiungiamo altri elementi come “Longmorn Distillery” e “sherry cask” comprendiamo bene come ci siano da preparare festeggiamenti in piazza, striscioni eccetera. In effetti la metafora calcistica è veramente stiracchiata, non piace neppure a noi, ma che volete farci: è metà luglio, c’è un’afa orribile e ci sono gli Europei, abbiate pazienza e siate indulgenti verso questi umili scribacchini che tutti i giorni devono inventarsi una stupidaggine da scrivere prima delle loro note di degustazione. Eccoci alle prese dunque con un single cask ex-sherry di Longmorn del già glorioso vintage 1996, selezionato da La Maison du Whisky dallo stock di Signatory, messo in vetro nel 2013 nelle bellissime bottiglie della Cask Strength Collection.

longmorn-1996-lmdw-signatory

N: che goduria infinita, che spettacolo totale. Questo è il nostro naso ideale di whisky in sherry. Andiamo in ordine sparso: marmellate di frutti rossi, cioccolato (non troppo) fondente, non cheri – in generale è succosissimo, con succo di frutti di bosco, ribes nero, more e lamponi (sia freschi che in marmellata). Sentori acidi, che forse vengono dall’acidità dello sherry – lo sherry quello vero. Aceto balsamico tradizionale. Liquore al caffè, tantissime note di cola e chinotto, “a strafottere”, come direbbe quel tale.

P: incredibile come scompaia l’alcol, nonostante i 57%. Spaventosamente aperto e fruttato, disponibile a lasciarsi sezionare e a farsi godere. Ancora super fruttato e succoso, pare di spremere un frutto immaginario che sia concentrato di more lamponi e ciliegia. Una punta sapida, quasi umami, inaspettata e spettacolare. Cresce, rispetto al naso, la parte extra-frutta: quindi frutta secca, tra noci e crema di marroni, poi ancora mon cheri, un po’ di liquirizia De Rosa (le tabù, avete presente?), ancora caffè. Ancora tanto chinotto e agrumi misti, scuri (succo di arancia rossa). Con acqua, si fa un po’ più cremoso (torta con crema e cioccolato).

F: lunghissimo, tutto su agrumi (arancia rossa e chinotto ancora) e cioccolato/caffè, con punte di legno presenti ma mai prevaricanti. Un poco di polvere e spezie.

Uno sherry d’altri tempi, anche se i tempi sono solo 10 anni fa. Com’è, come non è, di rado troviamo profili di questo genere oggigiorno, ed è un vero disastro, se ci chiedete. Succoso, intenso, profondo, pressoché analcolico – certo non sarà la cosa più estiva del mondo, bisogna concederlo, ma beviamo con l’aria condizionata e dunque non ci importa niente. 91/100.

Sottofondo musicale consigliato: Radiohead – Where bluebirds fly.

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