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Undisclosed Distillery (52)

Raasay Inaugural release (2017/2020, OB, 52%)

La Raasay distillery è uno dei gioiellini più considerati all’interno della nuova leva di distillerie scozzesi che in questi anni hanno iniziato la produzione. Situata sull’omonimo isolotto accanto a Skye e posseduta dal gruppo R&B distillers (Alasdair Day e Bill Dobbie), Raasay l’anno scorso ha rilasciato il suo primo imbottigliamento ufficiale, che è diventato subito un caso da manuale di come la speculazione dei cosiddetti “flippers” abbia raggiunto ormai vette aberranti: lo stesso giorno della sua uscita, infatti, già si trovavano bottiglie in asta a prezzi senza ritegno. Sarà il mercato, bellezze, ma come dicono gli ultras “questo calcio ci fa skyfo”. Chiusa la parentesi moralistica, possiamo finalmente assaggiare questa famosa inaugural release: un single malt “leggermente torbato” invecchiato per tre anni in ex Bourbon casks e affinato in botti di Bordeaux rosso, imbottigliato a 52%. Tutto molto inconsueto, e dunque interessante. Ne hanno prodotti 7.500 esemplari e troviamo molto azzeccato un commento illuminante che abbiamo sentito: “Certo che sembra un po’ la bottiglia dell’Amaretto Disaronno, eh”.

N: un panino alla provola all’Autogrill, con aggiunta di salsa cocktail! Bello grasso e puzzone, molto formaggioso e umami. Che carattere! Poi arrivano i frutti rossi, sotto forma di ribes, rabarbaro fresco, buccia di pompelmo rosa, con in più qualcosa di balsamico. Accanto, anche un senso di fogliame umido, che spesso si accompagnano ai barili ex vino rosso. Molto suggestivo, torba, tannini e la natura grassoccia del distillato creano un caleidoscopio di sensazioni “saporite”. Spunta pure del mirto! E col tempo addirittura una netta sensazione di stallatico o di bestiame.

P: molto carico, esagerato e sopra le righe. Il vino spara più che al naso, lascia proprio quella sensazione in bocca dopo un bicchiere di rosso (ma di Borgogna, non di Bordeaux, tiè!). C’è anche un senso non gradevolissimo di vino rifermentato in bottiglia, ma dura poco. Moltissima arancia rossa, amarena, uva rossa, che è probabilmente la parte più intrigante. La torba fa due passi indietro, ma rimane in sottofondo, ancora sui toni della salsa barbecue, del bacon e della scamorza affumicata. Polvere da sparo e sale.

F: acidino, ancora ribes netti e sale in crescendo. Salsa di soia quasi, che si alterna alla dolcezza dei frutti rossi.

Eravamo curiosissimi di assaggiarlo, ci era sfuggito all’uscita e grazie a Fabio Ermoli che lo importa ora possiamo colmare l’imperdonabile lacuna. Partiamo col dire che se tutti avessero questo coraggio, il mondo dello Scotch sarebbe ancora più divertente: per imbottigliare come prima release un 3 anni in vino rosso bisogna avere sotto due alambicchi così. E a noi i gioiosi kamikaze stanno simpatici. Il naso è una bella cartina tornasole del dna unico della distilleria e ci ha fatto volare. Al palato qualche zavorra in più ha abbassato l’altimetro del nostro entusiasmo, con quell’influsso del vino rosso davvero marcante e non del tutto integrato. Nel complesso un whisky di grandissimo carattere e all’opposto dei piacioni banali. Dividerà il pubblico, ma noi intravvediamo delle grandi potenzialità: 85/100.

Sottofondo musicale consigliato: Def Leppard – Me and my wine

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