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Aberlour 2010 ‘White Oak’ (2020, OB, 40%) vs Macallan 12 yo ‘Triple Cask’ (2019, OB, 40%)

macallan-triple-cask-aberlour-white-oak-2010

Torniamo nello Speyside per confrontare due edizioni ‘base’ di due monumenti della distillazione Scozzese: Aberlour e Macallan! Della prima, di proprietà di Pernod Ricard, abbiamo davanti ‘2010 White Oak‘ un’edizione esclusiva per la Francia, che va anche in grande distribuzione lassù nella terra di Dalmat, Wiltord e Pirès. Della seconda, il 12 anni ‘Triple Cask‘ (nuovo nome della non particolarmente fortunata serie ‘Fine Oak’), mix di botti di quercia europea e americana ex-sherry ed ex-bourbon. Insomma, botti protagoniste, da una parte quercia bianca, dall’altra una complessa architettura di tre legni: che la sfida abbia inizio.

ABERLOUR 2010 ‘WHITE OAK’ (2020, OB, 40%)

aberlour-white-oak

N: molto aperto, apertissimo anzi, tutto giocato sul diabete: cioccolatino Raffaello, banana gommosa Haribo, marshmallow, zucchero liquido, vaniglia e burro… Frutta gialla, caramelline aromatizzate alla fragola. Resta una nota lievitosa a margine che tende a ricordarci che la materia prima c’era.

P: l’alcol si sente un po’, ma sappiamo che spesso accade con malti del genere. Crema industriale, ancora banana gommosa; burro. Ricorda in generale un dolciume astratto e – ancora – industriale (brioche alla crema del supermercato, diciamo, e non suoni male).

F: coerente, dolce e artificiale ancora, resta un po’ di radice di liquirizia che non ci aspettavamo. Una punta amaricante.

Il finale è la parte meno persuasiva: nel complesso resta un whisky tutto sommato semplice, da bere senza troppi pensieri – e d’altro canto, ragazzi, costa 24€ al Carrefour di Marsiglia!, cosa gli vuoi dire? 81/100.

MACALLAN 12 YO ‘TRIPLE CASK’ (2019, OB, 40%)

macallan-12-triple-cask

N: vagamente acetico, al naso ci sono note erbacee e molto verdi, tipo mallo di noce, qualcosa di balsamico, mentolato… Chicco d’orzo fresco, prima di essere maltato. Al contempo c’è una dolcezza molto marcata, che ci porta verso un mix di sherry e bourbon (yogurt alla pesca). Forse botti ex-vino coinvolte?

P: pur essendo piuttosto piatto, qui l’alcol si sente ancora di più che al naso, e l’impressione artificiale è aumentata: è sia dolciastro che ‘cartonato’ (cartone bagnato), poi ha note di sapone… Mela verde di plastica. Resta un sentore speziato e piccantino, che sta tra la cannella e il pepe bianco. Mandorla amara, verde.

F: qui tende decisamente all’amaro, con note di mandorle, ancora noce. Un po’ di cannella, con una dolcezza artificiale, da zucchero bianco, o da retrogusto di uno sciroppo.

Un profilo decisamente diverso, se Aberlour era semplice ma piacione e morbidone, qui si sente sicuramente di più la materia prima – purtroppo però il complesso è piuttosto deludente, con note di frutta secca amara e di cartone bagnato che sono proprio un colpo al cuore per un amante di Macallan. 77/100.

Sottofondo musicale consigliato: David Rawlings – Cumberland Gap.

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