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SMWS advent calendar: settimana #2

Eccoci con la seconda settimana di Calendario dell’Avvento della Scotch Malt Whisky Society: questa volta si scomodano nomi pesanti, anche se, sapete, questi nomi non possiamo farli… Lasceremo però diversi indizi, se proprio non volete googlare la lista di conversione dei codici della Society!

26.149 ‘Heiland Coup d’Etait’ 8 yo (2019, SMWS, 58,1%) – 8 dicembre

Clynelish-smws

Direttamente da una distilleria nel Sutherland che ha il nome della distilleria che nel frattempo è stata chiusa e quasi riaperta con un nome diverso però. Avete capito, vero? Si tratta di un single cask ex-refill bourbon di 8 anni, distillato nel 2011 nel giorno del compleanno di uno dei due fondatori di questo magnifico blog – ovvero, poche settimane prima che questo magnifico blog aprisse. Nota di colore: la SMWS ha imbottigliato già diversi sister casks distillati il 19.9.2011, sarà bello un giorno raccoglierli tutti e fare una bella comparazione. Sì, roba da nerd, lo sappiamo: e però noi abbiamo già iniziato a raccogliere queste bottiglie… N: la distilleria è evidente, con quella patina grassa e cerosa che anche qui emerge immediatamente. Pasta di mandorla, agrumi freschi (limone e kumquat); il barile, per quanto refill, porta la sua dose di vaniglia e frutta gialla (mela, ananas). Venature minerali, miele e un poco di polline. P: la gioventù qui si sente maggiormente, ma è una splendida gioventù, sorretta da fondamenta minerali e oleose e da un’impalcatura di cera solidissima. La componente fruttata sarebbe esplosiva, attaccando tutta su una crema di mela e delle bombette quasi tropicali (cocco, pesche sciroppate, ananas in scatola), ma è comunque bilanciata e resa più austera da tutto il resto. Va chiudendosi su note amare, erbacee, che ricordano il mallo di noce, il semino del limone. F: semino del limone e mallo di noce che persistono al finale, con note oleose ed erbacee e una lunga cera. La distilleria del gatto delle Highlands non sbaglia mai, e non delude neppure quando il whisky è così giovane e per necessità un po’ immaturo: bisogna apprezzare l’austerità, certo, ma questo è un distillato glorioso. Siamo dei fanboy, lo sappiamo, ma non possiamo stare sotto gli 87/100.

7.243 ‘Twinning’ 16 yo (2020, SMWS, 59,8%) – 9 dicembre

Longmorn-smws

La distilleria è vicina di casa di BenRiach, per chi conosce un po’ la geografia alcolica scozzese indovinare sarà facilissimo; si tratta di una botte ex-Pedro Ximenez a primo riempimento. N: molto morbido e trattenuto, temevamo una sbrodolata di PX e invece no; tanta pasta di mandorle, tanta frutta secca, note di cioccolato bianco, pastafrolla, pasticcini, zucchero a velo… Molta pasticceria in questo dram. P: un po’ pungente, a essere onesti ci pare abbia un po’ poca profondità. Il palato non ci sembra legatissimo, abbiamo ancora tanta frutta secca dolce (mandorle, pasta di mandorle, anacardi, perfino noce di Pecan). Ha quasi delle note… di rum, con frutta tropicale appassita, spezie esotiche. Dopo questo, però, si apre come un vuoto, e resta un sapore un po’ astratto di materia prima. F: lungo, tutto sulla pasta di mandorle e con una coda di pesche sciroppate e albicocche fresche. Non è un whisky indimenticabile, dobbiamo ammettere, ma mentiremmo se dicessimo che non è piacevole. 85/100.

9.180 ‘Fruitius maximus 16 yo (2003/2020, SMWS, 54,8%) – 10 dicembre

glen-grant-smws

Speysider da una distilleria tanto cara al Bel Paese e a tutti quanti si chiamano Michele: 16 anni in first fill bourbon barrel. N: la frutta di cui porta il nome non è lussureggiante. Piuttosto è affilata, prende la via del distillato di albicocca o pesca, perfino di vinaccia. Pompelmo e mango acerbo. Poi compare una nota nota (ehm…) ma mai trovata in uno Scotch: il ginepro! Incredibile come emerga una sensazione mentolata di conifera e proprio di gin. Col tempo compare anche un lato dolce abbastanza semplice: cioccolato bianco, vaniglia e noce moscata. P: sfortunatamente coerente col nato. La frutta c’è, ma è essiccata (albicocca, pera, mandarino). Purtroppo resta quel senso di gin, ma ora accompagnato dal malto e dalla mela cotogna. Molto secco, con una piccantezza di zenzero e radici di cassia. Mandorla. F: si fa quasi acidulo, tipo mela Granny; legno, pulito. Con acqua finalmente la frutta si moltiplica. Siamo fan dei whisky strambi, con note curiose. Ma dei whisky, non dei gin. Il tocco così erbaceo non convince e per essere un first fill bourbon manca la cremosità. E anche la frutta non è mai opulenta, anzi è piuttosto magra. Fruitius medius, più che maximus: 81/100.

68.43 ‘When life gives you lemons’ (2008/2019, SMWS, 55.6%) – 11 dicembre

Nel bicchiere abbiamo un Brand Ambassador (ehm, no, non è proprio così, anche se le iniziali sono le stesse) invecchiato per undici anni in un hogshead first fill ex bourbon. N: fresco e asciutto, ricorda l’amido da stireria. Zucchero vanigliato, ananas. Un lato quasi minerale. P: banana matura, ananas e nespola. Dolcissimo, quasi da caramella industriale alla banana. Una nota di eucalipto rende più elegante il tutto, ma resta troppo per i nostri gusti. F: lungo e dolce, ancora su banana e crema di vaniglia. La paletta si alza e dice 82/100. Dolcissimo e un filo monocorde, ma senz’altro è parecchio natalizio: piacerà certamente ai golosoni di caramelle!

4.256A dark palette palate’ 15 yo (2005/2020, SMWS, 56,0%) – 12 dicembre

highland-park-smws

Il metal più dark da dove proviene? Scandinavia. Qual era il popolo scandinavo che conquistò mezza Gran Bretagna? I vichinghi. Dove sbarcarono i vichinghi in Scozia? Sulle Orcadi. Ecco, ora che avete risolto la sciarada e sapete da che distilleria proviene (l’altra non mette nomi vichinghi sui NAS), si aggiunga che questo whisky è un 15 anni: 13 in bourbon e 2 in ex PX hogshead first fill. N: un intrigante rompicapo. Inizia con legno verniciato e arancia, poi è come procedere attraverso stanze sempre diverse. Una è tutta boiserie, cassetti chiusi e un confortevole profumo di naftalina. Poi una stanza più dolce, tra té zuccherato, toffee, ciliegie sotto spirito e miele di castagno. Infine una stanza scura, dove il PX impera: liquore di noci, cioccolato, zuppa inglese e un’idea di serratura oliata e forse ardesia, traccia di mineralità. Incantevole. P: molto carico, affilato e – sorpresa ma fino a un certo punto – assai salato! La gamma di colori scuri del nome qui si dipana armonica: Christmas pudding, quintali di more, cacao amaro, uvetta bruciata (eccola, la torbetta tipica…). E un’acidità pimpante di mirtilli rossi. Il retrogusto è di bacca fresca di caffè e un quid che ricorda certi rum ad alto contenuto di esteri. F: lungo, ancora marmellata di more, cioccolato fleur de sal e vegemite. Ma buono, non orrendo come il vero vegemite. Se rimaniamo in metafora pittorica come la palette suggerisce, qui siamo nel campo dell’espressionismo. Sprazzi di sapore ad ampie campiture, materico, intensissimo. L’anima della distilleria rimane in seconda fila, ma riesce nonostante tutto a farsi notare con la sapidità. Integrazione dell’alcol eccellente, l’acidità al palato evita l’effetto allappamento. Per Odino, che possente schiaffo di sapore: 89/100.

41.134 ‘Horn of plenty’ 11 yo (2020, SMWS, 56,6%) – 13 dicembre

Dailuaine-smws

Dai su, lo indovinate che distilleria è, dai! Dai, è nello Speyside, dai! Dai, Luana, tu indovinerai sicuramente! N: un classico naso da Speyside, molto facile e aperto, con vaniglia, frutta gialla trattenuta (pera e mela), pasta di mandorle. Venature erbacee piuttosto marcate, con qualche suggestione floreale, e la mineralità dello zenzero fresco. Amaretti, dopo un po’. P: bevibilissimo e abbastanza nudo, con il distillato in primo piano: canditi, mela verde e pera Williams, un po’ di vaniglia. Si sente tanto un sapore di legno, anche se non abbiamo una botte particolarmente attiva. Pepe bianco, ancora zenzero e un po’ di peperoncino essiccato. F: lungo, pulito ed erbaceo. Non il più caratteristico dei single cask, di certo ci pare un’ode al malto, pulito e nudo. Buono. 84/100.

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5 thoughts on “SMWS advent calendar: settimana #2

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