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LONGMORN 23 YO (2016, OB, 48%)

Qualche anno fa la proprietà di Longmorn, una delle distillerie più stimate di Scozia, ha spiazzato il proprio pubblico di appassionati rivoluzionando il proprio core range: l’operazione è stata simile a quella di Mortlach per Diageo, evidentemente Pernod era convinta che la distilleria del proprio portafoglio da ‘premiumizzare‘ e trasformare in Macallan (perché dai, su, lo sappiamo tutti) era proprio Longmorn, che infatti viene presentato sul sito di Chivas come “the ultimate luxury single malt“. Cosa ha implicato tutto ciò? Beh, prima Longmorn aveva un 15 anni che costava 50/60€ e basta, il core range era finito; il giorno successivo, a 50€ trovavi un NAS, un 16 anni costava 260€ e il 23 anni veniva via a sole 1400€, moneta più, moneta meno. Come avranno reagito i consumatori? Beh, basti pensare che il prezzo del 23 anni adesso è un terzo. Bando alle ciance, assaggiamolo adesso!

N: molto profumato, attacca sul mandarino (la buccia quando si spacca, con olio essenziale che spruzza ovunque). Croccante al sesamo. Alcol che lancia qualche frecciata, senso di lucido per mobili. Composta di albicocche. Poi arriva l’orzo e si prende la scena: fette biscottate. UN naso molto asciutto, che col tempo vira a mobilio e carta vecchia. Di nuovo orzo caldo ed essiccato.

P: piuttosto aggressivo per avere 23 anni, spunta subito del pepe. Qui la prima nota è un cioccolato evidente, un marron glacé non troppo dolce. C’è della pera william, del succo di pesca e della nespola, anche se non così acidina. Spunta un tocco sapido non atteso prima del ritorno del cereale e delle fette biscottate. L’acqua gli fa bene, lo rende più cremoso e succoso e integra meglio l’alcol

F: cioccolato al latte, buccia di pesca e pepe rosa. Medio lungo.

A parte l’alcol un po’ imbizzarrito, un buon whisky. Che però non rimane in mente per particolari picchi. In un generale contesto di agrumi e cioccolato, quello che spicca è l’ottimo apporto del cereale e quel tocco di carta che per un attimo fa sospettare della sua età. La diluizione non lo slega ma lo migliora: 85/100. Onestamente, però, con la stessa cifra si trovano Longmorn decisamente più soddisfacenti, e noi ci orienteremmo là.

Sottofondo musicale consigliato: The Mavericks – Dance the Night Away.

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