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Duncan Taylor tasting – pt.1

duncan-taylor-whiskyfacile

Caliamo di nuovo le nostre mascherine per un’altra tappa dell’“Online Whisky Show” che abbiamo organizzato insieme ad Andrea e Giuseppe del Milano Whisky Festival. Ormai una decina di giorni fa, ci siamo goduti una delle più divertenti serate della rassegna, intrattenuti su Zoom dagli aneddoti eccezionali di quell’highlander de’ noantri di Fergus Simpson, di mestiere brand ambassador di Duncan Taylor Ltd. Chi lo conosce, sa che quando Fergus inizia a raccontare, con quell’accento centro-italianogaelico che lo rende adorabile, passeresti ore ad ascoltarlo. E infatti la cosa è andata piacevolmente per le lunghe. Duncan Taylor, importato in Italia da Compagnia dei Caraibi, è un marchio storico, fondato nel 1938 a Glasgow da Abe Rosenberg, uomo d’affari ebreo newyorchese. Mercanti e broker di barili, poi imbottigliatori, i ragazzi di Duncan Taylor possiedono l’equivalente di Fort Knox in barili: una delle più ricche collezioni di botti di tutta la Scozia. Imbottigliano diverse etichette, dal blended Black Bull alla serie The Octave, da Dimensions fino alle pregiate Tantalus e Rarest.
E mentre Fergus parla, noi beviamo.

Black Bull 12 yo (2019, OB, 50%)
Si parte alla carica con il toro nero, il blended di casa, la cui ricetta venne messa a punto da un blender di Dundee – George Willsher – negli anni ’60 dell’Ottocento. Sull’etichetta fu messo un bovino nero, vincitore del concorso per il miglior Aberdeen Angus della zona. Complice l’analfabetismo, il whisky divenne conosciuto come “Black Bull”, toro nero appunto. Fergus ci spiega che almeno il 50% del mash è orzo maltato, che c’è uno 0,6% di whisky torbato e che in questo blend finisce anche whisky di 16/17 anni. Il tutto fa un finishing di sei mesi in botti di sherry.
Molto aromatico e fruttato, tra pesca e arancia dolce (forse tè alla pesca). Si nota un tocco di legno, come di nocciole e cioccolato tostato. Fa capolino un che di sapone e talco e una nota un po’ alcolica. Poi nocciole. In bocca non è decisamente un vitellino… Robusto, di corpo pieno, il tenore alcolico è sostenuto. Cioccolato fondente, legno e tannini evitano ogni deragliamento nell’iperuranio delle dolcezze stucchevoli. Anzi, qui spunta piuttosto un accenno di salvia ed erbe amare. Rustico ma non abrasivo. Con l’acqua si leviga ulteriormente. Il finale è lunghetto, miele non dolce e limone. Un’idea di torbetta leggera e un curioso senso di salatino. Con acqua spunta una frizzantezza come di zenzero.
Bell’esemplare, sto manzo. Per nulla accondiscendente, maschio e muscolare. Blended per bevitori di single malt, si dice in diretta. Qualcuno vagheggia sia un’ottima base per l’Old Fashioned, noi ci limitiamo ad apprezzare con un muggito: 84/100.

An Iconic Speyside distillery 2010 “The Octave” (2010/2019, Duncan Taylor, 53.2%)
Varchiamo la soglia del single malt e lo facciamo con due segreti di pulcinella, ovvero due Speysider “iconici”, che dopo “virale” è l’aggettivo più insopportabile dello Zanichelli. L’anonima distilleria, nella fattispecie, inizia per Glen e finisce per -farclas. Il primo – che subisce una seconda maturazione di nove mesi in botti piccole ex Oloroso – è un 8 yo, fa parte della serie Octave e dal cask 2919609 sono uscite 138 bottiglie.
Si attacca sulla frutta acidina, fra ribes, fragola e soprattutto parecchio mandarino. Col tempo si fa più “giallo”, tra banana matura, ananas e limone candito. Spunta lo sherry, ed è subito cioccolato al latte, mou e cannella, con un che di pan di Spagna. E la morbidezza si fa eterna. Con acqua si sente la gioventù: lieviti e uva spina. In bocca è carico e scattante, anche se forse “gratta” un po’ all’inizio. Tabacco, pepe rosa, cioccolato amaro. Anche prugne e liquirizia. Whisky nervosetto, che anche con due gocce d’acqua rimane aggressivo. Col tempo si fa però più piacevole e cremoso (mousse di albicocca e mela, e addio sensazioni sherried). Finale di tabacco piccante, liquirizia e mandorla. L’acqua lo sfarina.
Se l’idea della serie è consentire a botticelle superattive di accelerare la maturazione di spiriti giovani, bisogna dire che la missione è compiuta. Un whisky a tinte forti, intenso, a cui donano le pennellate di sherry. Pret-a-boire, l’haute couture cercatela altrove. 85/100.

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