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Laphroaig 10 yo Cask Strength (circa 2000, OB, ‘Green Stripe’, 57,3%)

Laphroaig è una delle ‘distillerie torbate’ più amate in Italia: di certo, responsabile di questo amore è il 10 anni ufficiale, che si trova in tanti supermercati e che però, soprattutto negli ultimi tempi, gode spesso di ‘cattiva stampa’, come altre espressioni ufficiali. Persino alcuni insospettabili di recente hanno avuto modo di mettere in discussione l’indiscutibile, ovvero la qualità del proprio malto-feticcio (e non solo quello, va da sé: leggete ad esempio le sempre valide parole di Claudio). Ma qui, oggi, abbiamo la grande capacità di gridare di gioia infinita e godere del vantaggio incredibile di assaggiare la prima versione del 10 anni ‘Cask Strength’ (ovvero imbottigliato a gradazione piena, così come esce dalla botte), quella storica con la striscia verde sull’etichetta.

Schermata 2014-10-27 alle 14.58.56N: che intensità! Innanzitutto, un primo pregio: a dispetto dei 57%, l’alcol è addomesticato e il dram è facilmente snasabile. È un vero show di ‘dolcezza’: confetti, sopra tutto, poi un marzapane odoroso e una morbida vaniglia; e che liquirizia, che sciroppo di mandorla! Poi, si rincorrono suggestioni fruttate, tra l’agrumato (cedro e lime) e un che di tropicale indistinto. Ma non stiamo dimenticando qualcosa? Già, la torba: si è pervasi da un’affumicatura profonda, calda, tutto sommato più ‘bruciata’ che acre e vegetale. Borotalco, cenere. Pare più marino che medicinale, l’apertura del profilo zuccherino di cui sopra ne sovrasta le nuances.

P: si conferma un fuoriclasse: colpisce la maggiore evidenza della torba, qui sì estrema, vegetale e davvero acre; l’affumicato ti felpa il palato con note di legna bruciata, liquirizia, tanta gomma / plastica bruciata (ma tanta tanta, proprio). Quest’ultimo lato più ‘chimico’ apre anche a zone medicinali hardcore, quasi ‘amare’: ma mentre lo si soppesa sulla lingua parte una fiammata dolce, vanigliosa, di confetto, di meringa, e ancora sciroppo di mandorle. Con acqua, l’esperienza si esalta, diventando ancora più agrumato; tutte le note si fondono in un’armonia eccellente.

F: labbra salate. Tutto vegetale bruciacchiato, tutto meringoso: meringa salata e affumicata? Boh; comunque, ottimo.

maestro!
maestro!

Innanzitutto bisogna ringraziare Claudio per averci permesso di assaggiare una chicca del genere. Poi, detto ciò e prima del voto in centesimi, una considerazione, o meglio, una dolente interrogativa: perché Laphroaig non imbottiglia praticamente più cose di questo genere? Perché, perché, perché? Anzi, porque, porque, porque?!? Nel frattempo, godiamo di questa qualità, storicamente rilevante; godiamo di questa perla impagabile, la più fine, la più nobile, uno dei manufatti più preziosi ed incredibili del mondo. 93/100, e un saluto al maestro Gianluca Gaudio.

Sottofondo musicale consigliato: Martyn – We are you in the future.
[youtube https://www.youtube.com/watch?v=iiwM77YkDO8?rel=0]

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8 thoughts on “Laphroaig 10 yo Cask Strength (circa 2000, OB, ‘Green Stripe’, 57,3%)

    1. eh, domanda difficile… è un imbottigliamento del 2000, quindi ora è diventato piuttosto raro. ce n’è qualche esemplare su alcuni siti di vendita, ma a prezzi molto alti (più di 400 euro); per contro, sui principali siti di asta oscilla intorno ai 200-250 euro, quindi decisamente conviene, ma anche qui non ce ne sono molte bottiglie… insomma, in bocca al lupo! 😉

    1. Ciao! Dunque, in linea teorica sì; poi però tieni conto che Laphroaig vende pochissime botti e a caro prezzo; non conosciamo nel dettaglio le politiche della distilleria sull’invecchiamento e sui legni, ma di certo dovresti tenerlo a maturare in Scozia (altrimenti non è scotch whisky). Dipende dalle disponibilità economiche di ciascuno, certo, ma così su due piedi è più facile imbottigliare cose di altre distillerie, magari passando per broker di botti specializzati. Per Laphroaig, comunque, la persona giusta cui chiedere è senz’altro Claudio Riva (laphroaig.it), che in distilleria è di casa. Per la barrique dei vini locali, inoltre, stai attento: i risultati possono essere disastrosi… Come prima prova varrebbe la pena di stare sul ‘tradizionale’! Tienici aggiornati se fai passi in quella direzione; un saluto!

      1. laohroaig sarebbe una terza scelta nel mio caso il top sarebbe Ardbeg seguita da Lagavullin ….
        giusto per rimanere in linea teorica se non ho capito male per riempire una barrique mi servirebbero 225 litri di whisky “bianco” da tenere 10 anni almeno, pero’ la botte da quello che vedo con l’aceto ogni anno ne assorbe una bella quantità quindi ogni anno dovrei rabboccare? o no ?
        Quale puo’ essere il costo al litro del whisky “bianco”?
        come lo importo in Italia e le imposte sugli alcolici?
        Io ho una grotta con umidità e temperatura costante che potrebbe essere adatta solo che dopo non posso chiamarlo scotch whisky.
        Forse potrei fare un imbottigliamento di puni?????

        Saluti Benux

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