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Glenlivet Alpha (2013, OB, NAS, 50%)

Lo scorso anno Glenlivet ha provato a stupire il pubblico mettendo sul mercato l’edizione limitata “Alpha”, senza rivelarne né età né invecchiamento, tenendolo in una bottiglia nera così che il colore non potesse dare indicazioni – secondo il Master Distiller Alan Winchester, la ragione stava nel desiderio di stimolare il più possibile l’esperienza sensoriale, senza lasciare spazio a pregiudizi. La bottiglia costava tanto (circa 120 euro), per essere un whisky di cui nulla si sapeva, e l’operazione aveva scatenato non poche polemiche, peraltro non del tutto ingiustificate; sta di fatto che in fretta la bottiglia è finita praticamente sold out, anche se per ora non sta guadagnando troppo valore. Qualche mese dopo, è stato svelato l’arcano: whisky invecchiato in botti di whisky, presumibilmente Glenlivet. Noi lo sappiamo, e quindi ci godiamo i nostri nuovi pregiudizi e iniziamo a valutarlo, a partire dal colore: paglierino.

Glenlivet-Alpha-bigN: zuccherino e cremoso, bello fruttato. Suggestione di gelato alla banana, ma anche crema pasticciera, frutta (banana pera pesche bianche), con qualche intuizione tropicale. Pulito come pochi, davvero protagonista il malto; suggestioni di assi di legno. Cocco e vaniglia. Ha il pregio di essere Glenlivet, e quindi pur se semplice riesce a essere pulito e fruttato con buona intensità. Dopo averlo assaggiato, notiamo anche una nota agrumata.

P: una trafila di stranezze, a partire da una dolcezza molto marcata e tuttavia non fruttata come ci saremmo attesi, né d’altro canto perdura la cremosità del naso. Si sente molto un malto zuccherino ancora imberbe, abbastanza alcolico ma ben retto da un corpo ben masticabile. Sa di… whisky! Un filo di cocco, poi legno, frutta secca, tra nocciola e mandorle. Con acqua, il palato si sfarina sul legno con note mentolate.

F: pulito, non lunghissimo, con frutta secca in deciso aumento.

Se non avessimo saputo la ricetta, avremmo parlato di un invecchiamento ex-bourbon carico e poco variegato, molto basato sul malto; sapendo che si tratta di botti probabilmente vergini condizionate in scotch, cogliamo suggestioni di “whisky alla seconda”, con i pregi di Glenlivet in bella mostra (frutta e pulizia). Di buona intensità, e però francamente di qualità complessiva niente più che media – 84/100 è il voto.

Sottofondo musicale consigliato: Micheal Jackson – Billie Jean.
[youtube https://www.youtube.com/watch?v=Zi_XLOBDo_Y?rel=0]

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