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Port Charlotte 2001/2010 (Malts of Scotland, cask #967, 60,2%)

Come si sa, i Port Charlotte sono i torbati di casa Bruichladdich: anche se non torbati quanto gli Octomore, ovviamente. Gli imbottigliamenti ufficiali sono per ora sempre stati di ottima qualità, in attesa del primo 10 anni che arriverà probabilmente quest’autunno; ma è soprattutto tra i single cask imbottigliati da indipendenti che si trovano, qua e là, delle vere gemme. Noi avevamo assaggiato questo 7 anni e, se pur ridotto nella gradazione, era in effetti molto buono: oggi proviamo questo 9 anni, invecchiato in una botte di bourbon e messo in bottiglia dagli ottimi “crucchi” di Malts of Scotland. Il colore è paglierino chiaro.

N: senz’acqua: certo, non si può fa finta che i 60% non ci siano… Però, si staglia subito un perfetto profilo torbato in botti di quercia ammeregana: un dolce vanigliato davvero imponente, banana, marzapane; l’affumicatura è bella tosta (con il coté dei tipici aromi marini e torbati), ma è perfettamente integrata con il lato vanigliato. Liquirizia. Intense note profumate (borotalco?) e speziate (chiodi di garofano). Con acqua: si apre un lato acidulo, limonoso. Torta al limone. Note vegetali (fieno, fiori recisi?) ingenue ma nette.

P: wow. L’alcol si sente poco, esplode immediatamente il lato affumicato / torbato, di rara violenza. Asprino (limone, proprio), ma anche cremoso e molto dolce, vanigliato. Molto sfaccettato. Ancora liquirizia. Straordinaria intensità dei sapori. Con acqua, spet-ta-co-la-re: si esaltano tutte le caratteristiche di cui sopra; pasticceria, marzapane, perfino pepe nero… Serge è ossessionato dal mandarino (che noi non troviamo, se non dopo aver letto la sua recensione e quindi con l’intervento della suggestione…), e si chiede se diventerà il marchio di fabbrica dei Port Charlotte, quando saranno grandi: ai posteri l’alcolica sentenza.

F: ancora agrumi (limone, cedro); il lato marino, prima un po’ in sordina, esplode qui, lasciando le labbra salate.

Ci sono tutti i cliché di un buon Islay invecchiato in botti ex-bourbon, però portati a livello di eccellenza assoluta, sia in termini di intensità che di ‘qualità’ complessiva degli aromi. C’è l’acidulo, c’è la cenere, c’è una dolcezza cremosissima… Davvero fantastico. Il nostro giudizio è di 92/100: se pensate che una delle 220 bottiglie costava 65 euro… Qui le opinioni di Serge e qui quelle di Ruben.

Sottofondo musicale consigliato: Talking headsOnce in a lifetime, senza bisogno di altre parole.
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=jKlrkBJozuc&w=610&h=458]

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