Eccoci di nuovo su Islay per provare uno dei single malt più amati dagli isolani, ovvero Bunnahabhain. Tante sono state le occasioni in cui abbiamo dichiarato il nostro amore per Bunna (no, non il cantante degli Africa Unite…), ma è bene ricordarlo di nuovo: la distilleria posta sulle rive del Sound of Islay ci è sempre stata simpatica perché la qualità è sempre stata piuttosto alta. Oggi ci gingilliamo con un quasi-entry-level, nel senso che è un NAS entrato da qualche anno nel core range. Caratteristica principale: beh, lo avrete capito se masticate il gaelico. “Toiteach A Dhà” si traduce più o meno come “Affumicato volume 2”, cioè il secondo rilascio di malto leggermente torbato. L’invecchiamento avviene in un mix di botti ex bourbon ed ex sherry Oloroso. Piccola parentesi di dizione: si pronuncia “Toch-ach ah-ghaa”. Che per noi lombardi somiglia tantissimo a “toeucc a cagà“. Sipario.

N: la gioventù non sarà bruciata come nel film di James Dean, ma è sicuramente affumicata ed evidente: distillato, lieviti, canditi. C’è una dimensione vegetale molto spinta, che parte dalle erbe bruciate (avete presente quando agli stellati bruciano dei mazzetti di fieno per creare l’effetto smoky?) e arriva a pigne e resine minacciate da un incendio. Un barbecue nel bosco, cosa che puntualmente tutti i cartelli sconsigliano di fare. C’è poi un lato marino inevitabilmente marcato, con sale e alghe bruciate e pesce azzurro alla griglia (non è troppo grasso). La frutta è bananocentrica, platano grigliato e foglie di banana sulle braci, con pera, mela e una sfacciata dolcezza.
P: insolente e punk, molto più bruciato rispetto all’olfatto. Arachidi tostate, che però qualcuno ha dimenticato sulla stufa e quindi si sono abbondantemente arse. Così come lo zucchero Demerara, bruleé al punto giusto. Dopo questa bella parete di sentori bruciati, ecco il distillato, che è intimamente, fisiologicamente salmastro: salamoia, limone, qualcosa di pesce (ostriche). Limone e frutta secca salata. Insomma, abbiamo detto che è salato no? Botte e sale. Nel senso di barile, non di contusioni arrecate con pugni e calci.
F: arachidi salate, legno bruciato. Pescetti.
Un whisky soddisfacente, sparato in faccia senza troppi convenevoli, schietto e poco elegante ma fatto per piacere. La dolcezza e la torbatura sfacciate potrebbero essere un po’ più avvolgenti con qualche anno in più di maturazione. Invece rimane questa nota distillatosa che abbassa il giudizio. Nella massa, non stona. Ma sempre di massa stiamo parlando: 84/100.
Sottofondo musicale consigliato: NOFX – Linoleum
