Quanta soddisfazione ci dà colmare le nostre lacune. Per esempio, imparare che certi squali hanno due peni o che il Milan con Baresi e Maldini in campo ha subito solo 23 gol in 196 partite. O per esempio recensire un single malt molto diffuso che non avevamo ancora adeguatamente analizzato. Eccoci dunque a provare a domare la bestia di torba, aka Peat’s beast, il single malt torbato a 35 ppm proveniente da una distilleria non dichiarata di Islay. A commercializzarlo è Fox Fitzgerald (l’azienda dietro a due altri marchi, Rest & Be thankful e Mister Peat). Avevamo bevuto uno dei tanti batch strength, ma mai il base. Quindi, casella riempita. Il colore è pallido come un riesling.

N: youth beast, la gioventù te la spara in faccia come un quindicenne che ti chiama matusa. Arrogantello, molto teso sul distillato: succo di limone, ananas acerbissimo, carambola. Le note di lievito sono distinte, è proprio un new make barely legal. Ma questa torba bestiale? Mah, senz’altro c’è ma non ci sembra bestiale. D’altronde è a 35 ppm, non ottantordici ppm. Ostriche col limone, fumo freddo, una dolcezza naturale più di orzo che non di vaniglia. Pera e mela frizzantine ancora, ma a vincere è questo senso di creta (il Das, per chi ha qualche anno), di ceramica affumicata e ciottoli sulla riva del mare. Gazzosa. Schietto, fresco.
P: coerente con il naso, si apre con il mix frutta acidula fresca-torba e con una dolcezza piacevole, tra cioccolato bianco, banana Haribo e limone dolce. La torba però al palato si prende tutta la parte centrale del sorso, che è bruciato, con delle note anche di catrame. Emerge un lato salato che prima non avevamo colto, evidenziato dalla giovine età. Qualcosa sfugge al quadro classico dell’islander giovane, qualcosa di sporco che ricorda la gomma bruciata, una sensazione quasi puzzettosa borderline con il sulfureo che entusiasma il giusto. Allappa pure: albedo di limone. Un filo d’acqua smorza i difetti ma lo appiattisce rendendolo fin troppo dolce.
F: zenzero, cenere, sale e una lunga parte erbacea di coriandolo e mela verde. Fiammiferi.
Bestia per cortesia lo dite a qualcun altro. Non è bestiale, tutt’altro. Non è neanche Bella, per rimanere al film di Walt Disney. Però è giovane ed è questa la sua caratteristica più dominante, con tutti i pro e i contro del caso. Il pro è che la gioventù consente alla torba di essere ben più evidente al palato e di allungare il finale. Il contro è che rimane per tutta la bevuta questo senso di distillato un po’ allappante che non è proprio il massimo. Non andiamo oltre i 77/100, anche perchè il gusto di fiammifero e gomma bruciata male è duro a morire e ti monopolizza il finale.
Sottofondo musicale consigliato: Gazzelle – Tutto qui
