Da tanto non ci capitava di ritrovarci tutti e quattro allo stesso tavolo e di recensire un whisky all together. Ora, siccome a volte non siamo d’accordo neanche quando li recensiamo da soli, figuriamoci alle prese con 4 nasi e 4 palati… Ci aspettiamo la guerra civile delle note di degustazione.
Per questa reunion degna degli Oasis – peccato non aver venduto prima i biglietti – ci siamo cimentati a recensire uno Strathisla 12 anni di fine XX secolo, che Giacomo ha trovato a Genova. Cioè, non è che passeggiando in piazza De Ferrari lo ha raccolto da terra, crediamo lo abbia comprato, ma si sa, Bombana è eclettico e sorprendente, ci aspettiamo di tutto da lui. Da questo whisky invece ci aspettiamo un profilo old Speyside. Il colore è un oro molto scuro.

N: curioso, la prima cosa che emerge, prima ancora delle classiche note da speysider, è una bomba di agrume, un’aranciata che sconfina nel Polase, un’Orangina che sconfina nel té alla pesca. Sotto questa coltre agrumata, c’è tutta la ciccia di Strathisla, cioè malto e miele in dosi ciclopiche, anche se non eccessivamente dolcione. Fieno, un bel senso di legno di rosa – ma possono essere anche zagare – a rendere tutto delicato. Con il tempo si fa più elegante, l’effetto anzianità aka “old bottle effect” regala un senso di oleosità variegato minerale che rimette tutto a posto. Naso un po’ ondivago, ma bello.
P: ecco qui ci sembra che paghi un po’ dazio al grado basso e ai tanti anni passati su uno scaffale. L’ingresso è un po’ scarico dal punto di vista dell’intensità, ma il mouthfeel è pieno e suadente. Più cioccolato al latte che frutta fresca, legno in crescendo. Parte debole, guadagna muscoli. Insieme ai muscoli però guadagna anche un certo tono amarognolo e una piccantezza del legno che ricorda la cassia, le radici di liquirizia. Polverosità qui e là. Con acqua invece diventa più cremosino, ritorna il malto. Ovomaltina macchiata?
F: lunghetto e legnosetto, con pompelmo giallo, malto ancora e un filo di zolfo.
Mmm, meglio il naso del palato, meglio l’inizio della fine. Diamo un 83/100 a un whisky che nasce per essere un entry level e quello rimane. Il tempo passato in bottiglia dà (in termini di note più levigate) e toglie (in termini di intensità). Il risultato è una bevuta senza grossi picchi e senza grossi tonfi, una medietas che lascia il tempo che trova.
Sottofondo musicale consigliato: Duran Duran – Ordinary world
