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Johnnie walker blue label ‘Elusive umami’ (2023, ob, 43%)

Giovannino il Camminatore è un mito da qualsiasi prospettiva lo si guardi. Il blended più venduto al mondo non solo è stato fondamentale nella seconda metà dell’Ottocento per rendere lo Scotch un prodotto di caratura e diffusione mondiale, non solo ha di fatto inventato il marketing e non solo ha rivoluzionato la storia dei loghi, del packaging e della logistica con la bottiglia quadrata. No, il Johnnie Walker è comunque il termometro dello stato di salute del whisky mondiale: se va bene lui, vanno bene tutti.
Ora, al di là del Red Label, che appunto è il whisky più venduto al mondo, la gamma di colori la sapete: il Black torbato, il Gold, il Green (blended malt) e il Blue, il whisky da sciùr – come si dice a Milano – troppo spesso bistrattato per il costo non esattamente popolare, ma che in realtà è un gran bel bere. E se a dire che è il suo preferito è un’autorità come Marco Cremonesi, penna sopraffina del Corriere e maestro di noi tutti discepoli del drink, beh, un motivo ci sarà.
Tutta questa premessa per parlare della nuova limited release del Blue Label, che si chiama ‘Elusive umami’ ed è stata realizzata in collaborazione tra la Master Blender Emma Walker e Kei Kobayashi, il primo chef giapponese a prendere tre stelle Michelin in Francia. L’idea è celebrare l’umami, il “quinto sapore”, quello saporito.
Per farlo, è stata cambiata la consueta ricetta del Blue Label. Sono stati privilegiati malti di distillerie dal carattere spiccatamente “meaty”, come Mortlach e Benrinnes. E come grain sono stati scelti Port Dundas e Cameronbridge. Va da sé che si tratta di un whisky ultra-iper-mega luxury, come dicono quelli bravi, e il packaging è meraviglioso. Vediamo com’è il liquido. Nel frattempo sappiate che il perfect pairing al Milano Whisky Festival – dove è stato lanciato in Italia – era con il caviale, ma bello burroso, non troppo sapido eh. Il colore è un oro antico.

N: un filo chiuso, ma immediatamente tocca i tasti che si propone. Nel senso che subito si avvertono note carnose, di brodo di dado. A cui si abbina anche un guizzo minerale e metallico. La distilleria più evidente, all’olfatto, è senz’altro Benrinnes. Oltre questa coltre sapida di arrosti vari si apre una bella frutta gialla cotta in caramello, scorze d’arancia dragée. Questa parte è indicativa dell’età non indifferente dei malti usati. Legno, pane di segale, poi torna l’umami: pelle di salame e funghi. Nocciole. Corrado sostiene che si senta anche l’umeshu, che è un liquore ottenuto dalla macerazione delle prugne.

P: buono, però ce lo aspettavamo più intenso. Invece il primo palato è un po’ debole, peccato. Si apre sul dolce (caramello salato sul créme caramel, cioccolato al latte), poi fa salivare. Più che salato è saporito, non siamo nei territori dei whisky sapidi costieri. Sa piuttosto di salmì, salsa teriyaki, arachidi dei salatini. Dobbiamo chiarirci, perché ci viene un dubbio: quando parlavamo di attacco deboluccio intendevamo dal punto di vista dell’intensità dei sapori e della gradazione, non certo del corpo. Perché in realtà il corpo è bello masticabile, cremoso. Un filo lontano di fumo e di nuovo cioccolato.

F: medio corto, gianduia con sale e pepe, un accenno di jerky beef. Nocciole affumicate.

Un esercizio di stile interessante, che si discosta in maniera sensibile dal Blue Label classico in termini di profilo sensoriale. Qui siamo come ampiamente dichiarato nei territori del saporito, con tutta la gamma di suggestioni glutammatiche, e nel suo genere è un whisky ben fatto. A nostro gusto, il Blue Label tradizionale è più equilibrato ed elegante, ma è un po’ una tautologia: anche le Mustang gialle sono meno eleganti delle Rolls Royce, ma perché hanno dna diverso. Stessa cosa per questo ‘Elusive umami’, nato con una missione ben chiara, che alla fine viene completata. Non entrerà nella storia, ma non ha difetti. 84/100. Un grande applauso a Franco e Andrea Gasparri, che al festival hanno portato un caviale per esaltarlo con un abbinamento all’insegna della goduria.

Sottofondo musicale consigliato: KMFDM – Juke joint Jezabel

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