Continuiamo a distanza di eoni – no dai, solo un paio di mesi – la nostra gita al Lagg (non riusciamo a smettere coi giochi di parole, andremo in rehab prima o poi) e oggi sbevazziamo il secondo batch della Inaugural release della distilleria gemella di Arran. Che, giova ricordarlo, distilla solo malto torbato, nella fattispecie a 50 ppm. Vi rinviamo a questa pagina per il diario di Claudio Riva. Noi non ci siamo ancora stati ma ci andremmo volentieri, almeno stando alle fotografie che girano sull’Internet. Ad ogni modo, dopo il primo batch in bourbon, questo secondo batch – dopo 30 mesi in barili di bourbon first fill – viene spostato per 6 mesi di finish in botticelle ex Oloroso di 55 litri. Torba e sherry, esiste qualcosa di meglio nella vita? O meglio, qualcosa di legale e che non possa causare il divorzio… Il colore è…

N: subito scherzoso ed espansivo, non trattiene di sicuro gli aromi piacevoli. Che sono nella fattispecie un buon profumo di crostata di fragole molto bruciata e di ribes rosso in confettura. Caramello e caramella, quindi diremmo caramell*. Già, ma che tipo di caramell*? Ricola, senza dubbio quelle nere, al ribes e mora ed erbe balsamiche. Equilibrato, sfoggia anche un accenno di salamoia di olive nere. La torba è riconoscibile, non esagerata ma netta. Da qualche parte c’è del ginepro. Insomma, dolcezze boschive varie.
P: le erbe balsamiche imperano sul regno della dolcezza. Lo sherry sembra meno impattante rispetto al naso, e dunque la fanno da padrone le note di mirto, aghi di pino. Macchia mediterranea incendiata dai piromani. Ci sono uvette bruciacchiate, ancora ginepro, zucchero di canna che compare e scompare a intermittenza. Parecchie spezie (chiodi di garofano, lavanda). Col tempo, la parte torbata assume le sembianze di copertoni carbonizzati, che noi amiamo sbocconcellare a metà mattina come spuntino. L’acqua lo rende amaro e saponoso, quindi evitare.
F: costante, nel suo ripetere la triade del palato: gomme bruciate, ginepro e lavanda.
Animale randagio, a volte amichevole a volte scostante, a volte proprio ringhiante. Non c’è un grandissimo equilibrio, ma c’è molta vitalità in questo torbato in sherry assai giovane e assai spinto. La parte balsamica ed erbacea è senz’altro la dimensione più originale, mentre la torba è insolitamente acre e chimica, anche se mai sgradevole. Non un whisky di raffinate prospettive, ma un whisky che non passa inosservato, e che dà anche le sue brave soddisfazioni: 84/100.
Sottofondo musicale consigliato: Pearl Jam – Given to fly
