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Whisky news D’ESTATE

Manchiamo da troppo tempo con le nostre sarabande di novità dal magico mondo del whisky. Preparatevi perché oggi ce ne sono davvero tantissime.

Due tomatin (e mezzo) per il 125esimo anniversario

Il 125esimo anniversario è una ricorrenza importante, un po’ come compiere 40 anni. Per questo Tomatin, la distilleria delle Highlands con vista sullo Speyside che ha aperto i battenti nel giugno 1897, ha deciso di festeggiare rilasciando due limited edition di rara finezza e arroganza. Il primo è il cask #6810, un 28 anni vintage 1993 selezionato dal master distiller Graham Eunson, alla ricerca di un barile ex Oloroso che ricordasse lo stile delle botti utilizzate nel 1897: 57.3%, intorno alle 700 sterline il prezzo. Il secondo è invece un 50 anni tirato solo in – indovinate un po’ – 125 bottiglie: decanter di cristallo, box di lusso e un libro autografato da Graham. Per i più venali, il 50 anni – il secondo ufficiale dopo quello rilasciato nel 2018 – costerà 17.500 sterline. Peanuts, si dice. Ah, per l’occasione anche il 12 anni si veste a festa, con un box disegnato dall’illustratrice scozzese Emily Hogarth.

Laphroaig 36 YO “pEAT”

Iniziamo con quelli che il Malta chiamerebbe “petardoni”. Un Laphroaig 36 anni sicuramente rientra a pieno nella categoria. Le indiscrezioni dicono che questo imbottigliamento andrà ad aprire una nuova serie, chiamata “The Wall collection” e che il nome sarà semplice ed evocativo: “Peat”, torba. La gradazione sarà di 42.5% e l’outturn dovrebbe essere di 200 bottiglie. Singolare il fatto che in etichetta dovrebbe esserci specificato “by Laura Carlin”, che è un’illustratrice e un’artista della ceramica. Probabile quindi che la serie sarà strettamente legata al mondo dell’arte.

Highland Park Wotan

Si chiude il festival dei Nibelunghi sottoforma di imbottigliamenti Highland Park. Con la terza release, infatti, si conclude la serie che la distilleria di Kirkwall ha dedicato al festival lirico di Bayreuth, “patria spirituale” di Wagner e dell’epica romantica norrena. Dopo Brunnilde (11 yo del 2019) ed Erda (14 yo del 2020), arriva Wotan, un single cask di 10 anni tirato in 718 bottiglie, in vendita a 179 euro. Imbottigliato a 57.3% senza colorazione, il cask 5203 è STATO distillato nel 2011 e pare essere uno dei barili più intensamente torbati rilasciati da HP.

GLENFIDDICH ORCHARD

A Glenfiddich si torna a inventare alla grande e la “Experimental series” si arricchisce di un quinto imbottigliamento dopo l’IPA, il Project XX, il Winterstorm e il Fire&Cane. Orchard – come suggerisce anche il nome che evoca frutteti rigogliosi – sarà un NAS affinato per 4 mesi in barili che hanno precedentemente contenuto “cider brandy” chiamato “Somerset Pomona”, ovvero il distillato di sidro mescolato a succo di mela e invecchiato per due anni in barili di rovere prodotto dall’azienda inglese “Somerset Cider Brandy co.”. Il whisky sarà un NAS e sarà imbottigliato a 43%.

Indri Single Malt

Dopo Amrut e Paul John ecco arrivare sul mercato europeo un altro single malt dalla misteriosa India. Indri – che in sanscrito è il termine che indica i cinque sensi – è prodotto nell’omonima distilleria nello Stato settentrionale dell’Haryana, ai piedi dell’Himalaya. L’impianto è di proprietà del Piccadilly Group, che dal 2012 produce whisky a partire dalla varietà di orzo esastico tipica del Rajastan. Sei alambicchi consentono una produzione di 15mila litri annui e tutta la baracca è in mano a Graeme Hamilton Bowie (ex Glen Grant e Tomintoul) e Surrinder Kumar, ex Amrut. La prima espressione ad approdare sui nostri scaffali è Indri Trini (tre legni: bourbon, vino e PX), imbottigliato a 46%, senza coloranti né filtrazione a freddo.

Bladnoch 30 yo

Bladnoch sposta l’asticella un po’ più in su e arriva con la release più invecchiata mai imbottigliata. Il 30 anni (solo 950 bottiglie prodotte) è una combinazione di barili ex Oloroso e Moscatel, la cui gradazione è di 45.5%. Il prezzo stabilito dalla distilleria delle Lowlands dovrebbe essere intorno alle 1000 sterline.

Bushmills Prohibition recipe

Oops, l’hanno fatto di nuovo, canterebbe Britney Spears ora che non è più sotto la tutela del padre. Un altro whisky si è legato a una serie tv. Nella fattispecie, tocca a Bushmills, che per l’ultima stagione di “Peaky Blinders” ha creato un’edizione limitata dedicata alla banda di Shelby protagonista dello show inglese. Qui però stiamo parlando di una collaborazione con la casa di produzione Endemol per un imbottigliamento realizzato per il mercato americano, dove a inizio giugno su Netflix è stata lanciata la sesta e ultima stagione. Ora, i Peaky Blinders ne combinano di ogni a Birmingham, ma il mondo in cui si muovono, fra traffici e malavita, ha ovviamente a che fare anche con il proibizionismo americano. Che viene omaggiato con un blended senza indicazione di età, non filtrato a freddo. Un blend di single malt invecchiati per 3, 4 e 5 anni e whiskey di grano.

FEW SPIRITS “MOTOR OIL”

Whiskey americano che qui si farà fatica a trovare, ma è talmente tamarro che non poteva sfuggirci. Anche perché è frutto di una collaborazione con una band che ci piace assai, ovvero i Black Rebel Motorcycle Club. FEW spirits aveva già fatto qualcosa con Alice in Chains e Flaming Lips, sfruttando la grande passione per la musica rock del fondatore e master distiller Paul Hletko. Questo whiskey è stato rilasciato per commemorare il 21esimo anniversario dall’uscita di “B.R.M.C.”, album di debutto della band californiana. E’ un blended di bourbon affinato in barili di rum, bourbon affinato in barili di vermouth e whiskey di grano affumicato con legno mesquite. Roba forte eh? 1.800 bottiglie in vendita solo sul sito di FEW.
PS. Non vi parleremo invece del Catoctin Creek “Ragnarok rye” in collaborazione con la band GWAR perché l’etichetta è così brutta che non ce la sentiamo. E il tappo è pure peggio.

The Macallan M Collection

macallan “m collection”

Per la rubrica “whiskettini a prezzi popolari” ecco la nona edizione della “M collection” di Macallan, l’espressione extra-lusso della distilleria extra-lusso. Per la prima volta però le “M” vengono raggruppate in un’unica famiglia: oltre al “base” (45%, 5mila sterline), ci sono anche il torbato “M Black” (46%, 5.700 sterline) e “M Copper” (42%, 6.250 sterline). Tutti ovviamente in decanter di cristallo Lalique, ça va sans dire.

ROCK ISLAND MEZCAL CASK

Il mezcal va forte da quando nel 2019 la Scotch whisky association ha consentito l’utilizzo delle botti per l’invecchiamento dello Scotch. Così, dopo Kilchoman e Lagavulin (ma solo per il mercato americano), anche Douglas Laing si butta negli affinamenti in barili che hanno contenuto il distillato messicano di agave. Il finish di un anno caratterizza l’ultima edizione limitata di Rock Island, il “regional blended malt” a base di malto da Arran, Islay, Jura e Orcadi. Solo 1.500 bottiglie disponibili, gradazione classica di 46.8%. Prezzo intorno ai 65-70 euro.

Redbreast Kentucky Oak Edition

REDBREAST KENTUCKY OAK EDITION

Prima o poi anche i più convinti sostenitori degli invecchiamenti in sherry ci cascano e varano una serie di imbottigliamenti maturati in botti di rovere americano. Oggi è il turno di Redbreast, il brand di single pot still irlandese che lancia una release destinata al mercato americano, affinata da 3 a 7 mesi in 63 barili di virgin oak della Elk Cave Farm, azienda della famiglia Taylor attiva a Gravel Switch, Kentucky. L’uso di “pennellate” di rovere vergine non è nuovo per la Irish Distillers, che già lo ha sperimentato a Midleton e nel marchio di nicchia Method & Madness.

GOLD SPOT 9 YO

L’ormai famosa etichetta “a pallini” di Mitchell & Sons si arricchisce di una nuova espressione. Dopo il Green, lo Yellow, il Red e il Blue, ecco il Gold. Un single pot still invecchiato 9 anni e imbottigliato a 51.4%. Un’edizione limitata di 3.800 bottiglie che celebra i 135 anni della famiglia Mitchell nel business del whiskey. Al contrario degli altri “colori”, che hanno una lunga storia, il Gold è un esperimento puro: bourbon, sherry, alcuni barili ex Bordeaux e del whiskey di 17 anni maturato in porto. Prezzo: 120 euro.

Compass Box The Circle No.2

Compass Box ‘The circle’ n.2

Compass Box lo conosciamo bene. Un brand che ha fatto dell’immaginazione sfrenata la sua cifra stilistica. ‘The circle’ è un’idea nata nel 2019, ma questa seconda edizione è se possibile ancor più speciale. Nasce dalla collaborazione del master blender James Saxon con Mannie Moghan, proprietario del cocktail bar Below Stairs di Leeds. Mannie soffre di sinestesia e dunque questo blended nasce per rispondere alla domanda: “Di che cosa sanno i colori?”. Insomma, 3.113 bottiglie imbottigliate a 46%. All’interno single malt da Glen Elgin (american oak recharred, oltre 50% del blend), Ardmore e Teaninich in sherry, Linkwood in ex STR cask, Speyburn e imprecisato blended.

i nuovi glenallachie ‘Virgin oak series’

Nuovi ingressi anche nella serie che Glenallachie ha dedicato all’influenza delle botti virgin oak sul whisky. Dopo le tre espressioni di 12 anni lanciate nel 2020 (French, Spanish e Chinquapin oak), tocca a un 15 anni invecchiato in rovere scozzese, e due 10 anni, rispettivamente in rovere francese e Chinquapin. Come tradizione nella serie, tutti gli invecchiamenti avvengono in barili ex bourbon di rovere americano, ma fanno un affinamento di 18 mesi in barili di legno vergine selezionati da Bill Walker. Senz’altro il più interessante è il 15 anni in Scottish oak, che ormai si trova a 200 euro (solo 300 le bottiglie). Gli altri stanno sotto i 70 euro.

Uilebheist Distillery apre a inverness

Una nuova distilleria/birrificio, un nuovo nome impossibile da pronunciare correttamente e che in gaelico significa “mostro”. Si chiama UileBheist l’azienda che Jon Erasmus sta per aprire a novembre sulle rive del fiume Ness, prima ad inaugurare a Inverness in oltre 40 anni. Progetto da 6 milioni di sterline per produrre birra e whisky. Whisky che sarà a base di cereali locali e maturerà soprattutto in botti ex bourbon e sherry. Il master brewer e distiller sarà Bruce Smith, la produzione inizialmente sarà di 200 barili all’anno. Ah, una cosa molto originale: “Il focus sarà sulla qualità”. Ma pensa, di solito dicono che si concentrano sulle cose schifose…

Elixir distillers compra tormore

Un capolavoro architettonico per un whisky così così. Tormore si può riassumere in questa maniera. Ma la distilleria dello Speyside entra in questa rubrica di notizie perché cambia proprietà: Pernod Ricard ha infatti annunciato di averla venduta a Elixir Distillers, l’etichetta di Sukhinder e Rajbir Singh che già produce la serie “Elements of Islay” e il single malt isolano Port Askaig. E che su Islay sta anche costruendo la Portintruan Distillery. Piccola curiosità: Sukhinder e il fratello hanno anche recentemente venduto proprio a Pernod Ricard la loro creatura più famosa, l’e-shop di Whisky Exchange.

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