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Linkwood 14 yo (2007/2021, Wilson & Morgan, 58.3%)

All’ultimo Milano Whisky Festival, quando il nostro banchetto si svuotava un po’, ce ne andavamo in giro famelici come coyote in cerca di prede. Una delle nostre lande di caccia preferite era lo stand di Wilson & Morgan, a cui noi siamo molto affezionati perché invidiamo spasmodicamente la infinita ricchezza del parco botti di Fabio Rossi. Siamo brutte persone, ma per fortuna Dante si è dimenticato di mettere gli invidiosi in un girone infernale, quindi anche stavolta la sfanghiamo. Ci siamo portati a casa un sample di un Linkwood a grado pieno affinato in Oloroso. Ora, gli invecchiamenti in sherry di W&M (anche i finish) sono spesso giganteschi e muscolari, quindi ci aspettiamo una specie di testata nucleare. Il colore però è paglierino.

N: la prima sensazione è spiazzante, quasi di antisettico e garza, molto minerale. Rimane fresco, con succo di pompelmo, fiori bianchi (biancospino?) e un accenno di cera che non arriva al propoli, è più un pavimento incerato. A una snasata più potente invece emergono alcune sensazioni dell’Oloroso, come il cacao amaro e l’amarena, accanto però a qualcosa di più sporchino e meno attraente, tendente alla cantina di una vetusta prozia. Ma è solo un guizzo, torna presto sui toni della frutta (mela Pink lady) e dei fiorellini. Con acqua è ancor più ortofrutticolo.

P: carico come un dromedario nel deserto. Eppure bisogna subito dire che è un’intensità che ci piace. Spieghiamo: non c’è eccesso di vinosità né di legno, ma è come se la frutta fosse stata concentrata in un piccolo embrione di sensazioni. Una riduzione, se fossimo in cucina. Pesca, mela Pink ancora, marmellata di ciliegie e un guizzo di violetta: bastano due gocce in bocca per scatenare un tripudio gustativo. Più dolce e sticky del previsto (il sugo della macedonia, lo sciroppo delle pesche in scatola), viene bilanciato dal solito velo di cacao amaro. Alcol: che alcol? E’ alcolico? Sembra una bevanda zuccherata da tanto è ben integrato. Con acqua è ancora più divertente, la frutta sembra proprio Fruit Joy, praticamente una caramella liquida per adulti con un accenno di buccia d’agrume.

F: ancora frutta sciroppata, un tocco di astringenza e crema di nocciole spalmata sul pane.

Non servono per forza pendole barocche e tendaggi di broccato per sentirsi a proprio agio in salotto. A volte – spesso – basta una luce calda e un divano comodo. Questo Linkwood non è estremo in nulla, né nella potenza alcolica né nell’influenza della botte, però è di estrema piacevolezza. Pieno, con una frutta evoluta e soddisfacente screziata di note cioccolatose. Un punto in più per quel che non c’è, ovvero l’eccesso di astringenza, sempre dietro l’angolo. Bello e ci vivremmo volentieri, senza troppe complicanze mentali: 87/100. Chi volesse farsi un giro, può staccare qui il biglietto per il luna park in bottiglia.

Sottofondo musicale consigliato: Brant Bjork – Chocolatize

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