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Laphroaig 10 cask strength batch 13 (2021, OB, 57,9%)

Chiudiamo il nostro triduo natalizio di Laphroaig con il tredicesimmo batch del 10 anni cask strength. Che – come saggiamente mormorato dalla platea della degustazione dell’ultimo Milano Whisky Festival – è sempre un bel bere, l’espressione più laphroaigghesca del core range (anche se lo sappiamo, è una release annuale in batch, non fate i saputelli). Questo in particolare è il 13esimo, che è il penultimo rilasciato. Invecchiato in bourbon barrels, è come sempre a grado pieno e non filtrato. Forza, si beva che c’è voglia di torba.

N: si apre dolce: caramello, caramella e caramelle (per non urtare nessun gender). Un naso molto materico, con frutta cotta densa come cotognata e pesca al forno. Parecchia castagna, anche. E miele, e zucchero bruciato. La torba è potente, come di sigaro fumato sulla riva del mare. Si aggiunge una nota balsamica come di erbe da cucina, e la classica benda di ospedale. Piace sempre, anche perché non dobbiamo dimenticare una cosa: l’aroma di malto affumicato che tutto invade.

P: di nuovo super dolce, molto carico e sfacciatamente bruciato. Pastoso, fruttoso, sembra un frullato alla pesca torbato. C’è anche una parte più organica e sapida, quasi di prosciutto di Praga o di sugo d’arrosto, che ci sembra piuttosto originale. Come agrume troviamo l’arancia caramellata, o ancor meglio il mandarino della mostarda (se togliamo l’impatto della senape). Con un filo d’acqua emerge di nuovo la nota medicinale che ci ricorda le vecchie glorie della distilleria. La torba in generale è più vegetale che marina.

F: caffè forte e zuccherato. Anche qui resta forte il senso di bruciato, con tizzoni appena spenti e caramello alla liquirizia. Un filo di sale e iodio, in fondo…

Muscolare, sfacciato, forse anche troppo, e il colore non siamo proprio certi che sia naturale. Anzi, a dire il vero sull’Internette dicono proprio che è colorato artificialmente. Però è pieno e convincente, non c’è dubbio. Mantiene il dna della distilleria nonostante la gradazione e l’uso (ormai costantemente eccessivo) delle botti. La torba non è più quella degli anni ’60, è molto più bruciata, ma la gradazione e il corpo la sostengono bene. Ripetiamo: ad oggi, se uno vuole capire la vera anima di Laphroaig deve certamente prendere il cask strength e non il 10 anni base. 88/100.

Sottofondo musicale consigliato: Ministri – Comunque

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