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Kilchoman 11 yo Distillery only (2007/2019, OB, 54%)

Uno degli aspetti più piacevoli dell’annoverare il perclaro dottor notaio De Rosa fra le proprie amicizie – oltre al suo ottimo carattere e alla sua trascinante passione per il whisky – è il fatto che ogni tanto capita di vederlo manifestarsi in un’epifania di samples lussuriosi che nessuno sa bene come si procuri.
E così, dopo giornate infinite fatte di testamenti, rogiti, firme e chi più ne ha più ne metta, accade che ci si trovi ad assaggiare il frutto delle sue spigolature. Stavolta tocca a un Kilchoman in vendita esclusivamente nel distillery shop. Potrebbe averlo trovato in Rete, acquistato durante un viaggio su Islay, oppure ottenuto in pegno a un uomo a cui ha venduto l’anima, chi lo sa. Noi non chiediamo. Sappiamo solo che è il cask 423/2007, uno sherry butt da cui sono state ricavate 633 bottiglie. Notaio De Rosa, sia messa agli atti la nostra gratitudine infinita. Il colore è un rame chiaro, quasi aranciato.

N. naso stranamente acido, un po’ chiuso e un po’ alcolico. Poi emerge una nota di flor, quel particolare strato che ricopre lo sherry in maturazione, ma che nell’Oloroso non c’è. E dunque siamo sulla cattiva strada, ma quel tocco ossidato lo sentiamo lo stesso. La torba invece c’è davvero, ma in secondo piano, ed è sicuramente più torba che fumo. Pelle di daino e legno lucidato, a sottolineare l’influsso del barile. Si apre poi una dimensione di frutta acida, ribes rosso, pompelmo. Erbe medicinali, forse verbena o forse le erbe amare. Frutta disidratata (albicocca). Con acqua si fa più fresco, quasi mentolato.

P. ora pienamente pieno, molto spinto sulla torba bruciata e fumigante. Si arricchisce di complessità, con una bella frutta (albicocca, arancia, addirittura un che di melone). Meno acido rispetto al naso. Arancia dragee, cioccolato di Modica, liquirizia a pacchi. Lo sherry pian piano rilascia tutta la ricchezza del suo bouquet. Nel retrogusto c’è di nuovo qualcosa di ossidato. Con acqua si fa più cremoso, tra gianduia e macedonia. Un filo di legno, quasi sughero aromatico.

F. liquirizia, un big bang di salsa barbecue, carne affumicata e pigna bruciata.

Sempre difficile fare Kilchoman cattivi. Però qui c’è bisogno di tempo, perché il naso è inizialmente bloccato dalle ganasce dell’alcol. Con pazienza e abilità da cerusico della diluizione, però, si estraggono tutte le note dello sherry più chiaro, dagli agrumi al cioccolato. Tra gli appassionati si sta facendo strada l’idea che Kilchoman – superati i 9/10 anni di età – vada perdendo le sue eccezionali peculiarità. Questo whisky di quasi 12 anni non conferma né smentisce, perché da un lato non sembra perduta la potenza della torba isolana e la freschezza, ma dall’altro il risultato non è fra i migliori mai assaggiati: 85/100.

Sottofondo musicale consigliato: Sonic Youth – Kool thing

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