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Dartmoor Whisky: una strana storia

dartmoor-whisky-review

Dartmoor è distilleria del Devon, Inghilterra, e presenta varie peculiarità: Frank McHardy come master distiller (o per lo meno, supervisore della distillazione, diciamo) e un alambicco non da whisky, ma da cognac. Ah. Insomma, gli ingredienti per qualcosa di incredibile, in negativo o in positivo lo vedremo, ci sono tutti: prendi lo storico distillery manager di Springbank, mettilo nella pianura inglese e fallo lavorare con un alambicco Charentais. Assaggiamo due imbottigliamenti, tratti rispettivamente dalla loro terza e seconda distillazione: un batch di botti ex-bourbon e un single cask ex-Bordeaux. Tanta curiosità, e grazie ad Antonio per i samples.

DARTMOOR 3 YO EX-BOURBON (2020, OB, 46%)

N: molto piacevole, molto trasparente, diciamo: è nudo di fronte a te, e non si vergogna delle sue pudenda. Il distillato si sente bene, in evidenza, con note erbacee, di cereale caldo, profumato, di corn flakes zuccherati. Note di agrumi molto pulite, diremmo mandarino, o arancia… ma forse sono sotto forma di yogurt agli agrumi. Una spruzzata di zucchero a velo. Qualche sentore come metallico, che ricorda il profumo di rame delle sale degli alambicchi. Pasta di mandorle?

P: inusuale, ha un ottimo corpo, molto cremoso, pastoso. Lo yogurt agli agrumi è forse il sentore dominante, con qualche screziatura di mandorla (c’è tanta frutta secca, con la lieve nota amarina), ancora il cereale caldo in evidenza. Davvero fresco, con camomilla e un che di erbaceo.

F: lungo e molto pulito, poco zuccherino, tutto giocato ancora sul cereale.

84/100. Ci è proprio piaciuto molto. Pulito, elegante, parla ancora la lingua del distillato ma non per questo è povero di contenuti. La gradazione a 46% sostiene molto la bevuta e la rende davvero interessante. Bravi.

DARTMOOR 3 YO ‘BORDEAUX CASK’ CASK #003 (2020, OB, 46%)

N: lo scenario cambia sicuramente un poco, e l’apporto del vino si sente, anche se piuttosto elegante e ‘diluito’: rispetto al primo, retrocede la pulizia del distillato e vengono in avanti note di uva spina, crema alla cannella (anzi: la cicca alla cannella, se la ricordate), uva rossa, un po’ di prugne cotte… Il tutto è però come diluito, ripetiamo, senza essere troppo marcante. Dietro, un po’ di pera da distillato giovane e un ricordo di corn flakes.

P: molto coerente col naso, solo più cremoso, pannoso quasi – ancora uva spina, poi un po’ di miele… Delicate note di agrumi anche, per lo più arancia – poi prugne e uvetta, il tutto – lo ripetiamo – sempre molto delicato, molto trattenuto.

F: abbastanza lungo, qui tornano le note di rame, poi ancora quel mix di arancia e uva spina cremose.

Altrettanto centrato rispetto al primo, forse un po’ meno di nostro gusto – stiamo sugli 81/100, ma invitiamo ad assaggiare (anche se certo, costa una fucilata) perché di certo potrà stupire.

Sottofondo musicale consigliato: Radiohead – Weird fishes/Arpeggi.

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