Dopo la settimana di gozzoviglie e bevute irlandesi nei giorni intorno a San Patrizio, abbiamo deciso di incoraggiare ulteriormente la nostra nuova passione, inaugurando i “Venerdì verdi”. Da qui in avanti, finché non decideremo insindacabilmente che non ci va più, ogni venerdì ci beeremo di un Irish whiskey. E lo berremo pure, che non è mai beato chi non ha bevuto. Iniziamo con un imbottigliamento indipendente, ormai sempre più rari, bisogna dire. Un Irish di 26 anni, presumibilmente distillato a Cooley, e imbottigliato nell’ormai lontano 2015 dall’olandese Nectar insieme a La Maison du Whisky. Attorno alla metà degli anni ’10 non era così strano trovare Irlandesi distillati a cavallo del 1990, e nel tempo si sono guadagnati una discreta fama: vediamo se questo single cask su cui siamo riusciti a mettere le mani mantiene le promesse.

N: il profilo è spettacolare, anzi spettacolarmente fruttato: le prime note sono da super Irish, con tantissima frutta gialla e tropicale, da ananas (anche sciroppato) a mango e guava, da albicocca a mela matura. Ha una patina croccante, cerealosa e soprattutto di caramello, di toffee, a dare una piacevolissima pesantezza zuccherina. C’è anche una punta deliziosa di cera, anzi proprio di candela aromatizzata alla frutta. Non si pensi a qualcosa di greve però, c’è una freschezza, tra l’agrumato e l’erbaceo, fantastica. Naso stellare.
P: mamma mia, che orgasmo fruttato. Di grandissima coerenza con il naso, squaderna un esercito di frutta tropicale devastante, ancora su guava, mango, ananas e lychees. Emersioni agrumate (tra mandarino e bergamotto) a conferire freschezza e una deliziosa acidità, che lo tiene bello teso. Viene meno il caramello, sostituito da un morbido miele, e ancora un po’ di cera. Solo verso il finale un po’ di pepe bianco o zenzero, una lievissima speziatura.
F: prosegue questo miracolo di freschezza fruttata, con note zuccherine di zucchero filato alla frutta – ma di nuovo c’è un’acidità di frutta tropicale o agrumi a tenere insieme il profilo. Brioche burrosa. Spettacolare.
Alcuni di noi trovano questo profilo quanto di più suadente e seducente esista al mondo: frutta tropicale devastante, senza esitazioni né timori. Qualcuno lo troverà ruffiano, forse perfino ‘facile’: ma vi garantiamo, la componente edonistica di una bevuta del genere trova pochi eguali nel mondo del whisky. Straordinariamente gustoso, pieno e bello grasso, di una dolcezza che non eccede mai nello stucchevole e anzi si mantiene teso grazie a note agrumate e a un’acidità davvero ben proporzionata. Un piccolo capolavoro, i nostri nuovi venerdì gaelici iniziano tinti di verde speranza: 92/100.
Sottofondo musicale consigliato: Paolo Conte – Tropical.
