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Undisclosed Distillery (52)

SMWS Advent Calendar: Settimana #1

La Scotch Malt Whisky Society quest’anno si è inventata un bellissimo giochino natalizio: un Calendario dell’Avvento whiskoso, per cui ogni fortunato bevitore può, giorno dopo giorno, assaggiare un whisky diverso, selezionato nell’ampia offerta della Society. Potevamo forse esimerci dal metterci alla prova con una figata del genere? Ovviamente no!, e dunque ogni settimana pubblicheremo una sorta di ‘riassunto’ dei malti assaggiati nei giorni precedenti. Dunque sotto con le sorprese trovate nei primi sei giorni di dicembre… Come sapete, la Scotch Malt Whisky Society non dichiara mai in etichetta le distillerie, ma le codifica con un numero e descrive l’imbottigliamento con una frase, un aforisma, una boutade: noi ci allineiamo alla volontà della Society, per questo calendario, ma se vi incuriosisce scoprire la distilleria di origine vi rimandiamo direttamente a questa tabella.

63.61 ‘Getting baked in the afternoon 8 yo (2010/2018, SMWS, 57,5%) – 1 dicembre

Piacere di fare la conoscenza di un Glen******* di otto anni, maturato in un barrel first fill ex bourbon. N: vaniglia, crema al limone, mele gialle mature. Effettivamente, una nota di forno o pasticceria è piuttosto evidente. Lievito di birra in cubetti? P: di corpo muscolare e quasi setoso, emerge una nota di melone bianco molto nitida. Maraschino. A seguire, un lato più curioso, fatto di olio di semi, miso, arachidi al naturale, piuttosto divertente e “umami”. L’acqua toglie un po’ di dolcezza e accentua le note più sapide. F: medio breve, ancora su olio di semi, un filo di spezia (curcuma) e arachidi. Per noi è 83/100: un whisky decisamente maturo per la sua età e gradevole a grado pieno. Non esce dalla zona “le freak, c’est chic”, ma è un bel freak.

112.62 ‘Beguiling enthrallment‘ 19 yo (2000/2020, SMWS, 55,4%) – 2 dicembre

Ci piace tradurre questo titolo come “Un’ammaliante attrazione”, vediamo se questo Inch******, prodotto dalla distilleria preferita dal capitano Haddock di Tintin, sarà degno di tanto lirismo. N: in effetti si presenta con un grande fascino dato da una nota floreale di erica davvero interessante. C’è un’umidità da vivaio con una miriade di fiori freschi. Arriva poi alla grande una frutta delicata ma evoluta, tipo cocco secco, albicocca, papaya. Bergamotto odoroso. C’è anche un lato più burroso che ricorda la pasta frolla. P: Molto setoso, l’alcol è ben integrato. Al palato la nota tropicale esplode con papaya e maracuja, oltre a frutta gialla matura, ma si affiancano poi curiose suggestioni fresche e mentolate, tipo basilico e menta. Coriandolo, dicono le note ufficiali. Il legno qui si sente e leviga il tutto. Sul finale stupisce una nota chimica, come di crystal ball e che ricorda più certi rum che un whisky. F: questo strano senso di chimico inorganico prosegue nel finale, che per il resto è lungo e suadente, tra fiori freschi, frutta tropicale e frutta secca. Loch Lomond ci sta abituando a whisky spesso assolutamente non banali. Questo whisky è sicuramente tra questi: il lungo invecchiamento in un barile di secondo riempimento ha reso possibile la formazione di aromi e sapori complessi, che però si sono innestati in maniera bizzarra su un distillato non privo di spigoli e che definiremmo persino come dei difetti: 86/100. Se vi capita sotto mano, non perdetevi l’assaggio per godere di un’esperienza davvero particolare.

12.41 ‘Making daisy chains in the sun9 yo (2010/2019, SMWS, 59,5%) – 3 dicembre

Un B****** invecchiato in barrel second fill ex bourbon per 9 anni. N: impatto alcolico piuttosto importante a quasi 60%, con una nota di solvente in apertura. Col tempo si fa più floreale (le catene di margherite evocate nel nome?) e soprattutto spuntano canditi a profusione (limone candito siciliano) e mela. P: una bella esplosione di mela verde, sostenuta dalla gradazione non omeopatica. Di nuovo la nota floreale, forse un po’ sbilanciata, quasi da sapone industriale. Si sente la giovinezza, con note di lievito vanigliato. I canditi tornano questa volta sotto forma di cassata siciliana, con anche la glassa. Con l’acqua emerge un’ulteriore complessità: mandorle amare e fiori di pesca. Interessante. F: limone e mela, vira un po’ bruscamente sul pepe bianco. Un whisky non di pronta intuizione e non un capolavoro di equilibrio, ma di sicuro molto particolare. Regala suggestioni piuttosto difficili da trovare altrove. L’acqua gli fa un gran bene: 80/100.

115.17 ‘Flower meadows and lemon groves’ 30 yo (1990/2020, SMWS, 43,2%) – 4 dicembre

Un trentenne, addirittura!, da una distilleria dello Speyside che si chiama in un modo e che imbottiglia il proprio whisky con un altro. N: elegantissimo, come solo uno Speysider di 30 anni in refill-Bourbon sa essere. Polline, cera d’api, una patina di frutta cerosa, sembra davvero di percorrere dei campi fioriti in piena estate. Tante note floreali. Molto fruttato, soprattutto pere mature e ananas (candito). Un ricordo di una marmellata di frutta mista. Va crescendo un che di agrumato, arancia calda; acqua di fiori d’arancio. P: eccezionale. Replica il naso quasi alla perfezione, aggiungendo solo un che di liquore all’arancia. Per il resto, continua ad essere floreale e fruttato, coperto di una patina di cera e di fieno caldo al sole davvero deliziosa. Ancora un senso di marmellata mista di frutta: questa parte fruttata è molto compatta, difficile isolare un frutto preciso (viene in mente anche succo ace). Venature erbacee, per la verità in crescita esponenziale con il tempo. F: lungo, persistente, elegante, su cera d’api, ananas e una pastafrolla burrosa e grassa. Notevole come la gradazione, naturalmente bassa, non lasci spazio ad acquosità o ad un corpo poco intenso. Molto buono, davvero: 90/100.

35.260 ‘After the sugar rush (2001/2020, SMWS, 57.7%) – 5 dicembre

Un maggiorenne proveniente da una distilleria di Elgin, che – dato il nome e il fatto di essere maturato in first fill bourbon barrel – promette balocchi e dolcezze. N: chi ha infornato una torta di frutta e ha messo a bollire la marmellata? C’è un avvolgente senso di frutta cotta (mela gialla, melone, arance caramellate), che si amalgama a un aroma di legno e fiori, come un armadio pieno di biancheria lavata. Col tempo una nota nitida di porridge e crema cotta. Con acqua aumenta l’idea floreale e un che di polline. Eccellente. P: attacca morbido e dolce, tra datteri e vaniglia, poi ha un’impennata di intensità: si fa largo il legno, con un’acidità vivace inaspettata (buccia d’arancia). Un Canadair svuota spezie a pioggia (cannella). Spunta un retrogusto erbaceo, meno dolce, e l’acqua va emergere una deliziosa ombra ossidata. F: crema all’uovo, shortbread e limonata zuccherata: in cauda dulcis. Diluito, diventa spettacolare. Molto suadente e ricco, senza perdere l’eleganza. Pieno, teso e intenso, a dirla tutta molto meglio di quanto il nome diabetico lasciasse presagire: 88/100.

73.116Nobody expects the Spanish Inquisition’ (2012/2020, SMWS, 67.5%) – 6 dicembre

L’edizione speciale “38 Bath Street Members Room Exclusive” è un Aul***** di 8 anni invecchiato in botte ex sherry. N. subito un’esplosione di sherry e malto caldo. Spezie a iosa e una nota di fava di cacao. P. ancora esplosivo e contundente, con cioccolato al peperoncino, spezie di ogni genere e scorze d’arancia al cioccolato. Eccezionale il fatto che si riesca a bere a 67 gradi e rotti, la diluizione aiuta e non peggiora la beva, anzi, emerge un lato di more e di pelletteria. F. di media lunghezza, sempre esplosivo e sempre cioccolatoso, termina tornando alle fave di cacao. Superlativo, non sappiamo bene cosa siano i Bath Street Members, ma state certi che cercheremo a tutti i costi di entrare a far parte del club! 89/100.

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7 thoughts on “SMWS Advent Calendar: Settimana #1

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