TASTING NOTES

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Tullibardine(2)

Wolfburn(2)

Undisclosed Distillery (52)

Whisky News – Le novità di novembre

Rosebank 30 YO

Rosebank fa parte della Sacra Trinità delle ghost distilleries che stanno per rinascere dalle loro ceneri. Infatti, insieme a Port Ellen e Brora, anche la distilleria di Falkirk tornerà a produrre. Il gruppo Ian MacLeod, attuale proprietario, ha annunciato che gli alambicchi ricominceranno a funzionare nell’estate del 2021, 28 anni dopo la cessazione della distillazione nel 1993. Nel frattempo, nasce una nuova serie di limited releases annuali, che inaugura con un magnifico 30 anni, distillato nel 1990 e invecchiato per il 62% in refill sherry butts e per il restante 38% in refill bourbon hogsheads. La tiratura è di 4350 bottiglie e il prezzo (per il momento solo in pre-ordine) è di 1850 euro.

MACALLAN, TRE RILASCI IN ITALIA, la “red collection” e la serie “Distil your world”

Nuove perline in arrivo dalla boutique Macallan. Cose (più o meno) per tutte le tasche del pubblico italiano e cose inarrivabili a meno che non si parli di collezionisti o magnati alla Warren Buffet. Partiamo dai comuni whisky per comuni mortali, e lo facciamo con il nuovo Macallan 15 yo della serie Double Cask, che sta sostituendo la Triple Cask: invecchiamento in barili di rovere americano e rovere europeo che hanno visto un “passaggio” di sherry Oloroso. Arrivano poi due imbottigliamenti limitati: il batch 1 del Macallan Rare Cask 2020 (43%, ex sherry) e il Macallan Classic Cut 2020, un imbottigliamento giunto alla sua quarta edizione che vede l’utilizzo di botti ex bourbon ed ex sherry e soprattutto una gradazione più alta del consueto: 55%.
Nasce anche una nuova serie, “Distil your world”, in collaborazione col famosissimo ristorante tristellato spagnolo El Celler de Can Roca. La prima limited release – Macallan London – è dedicata alla capitale inglese ed è composta da sei first fill Oloroso butt in rovere europeo. Duemila bottiglie disponibili, prezzo 2.600 sterline.
Chiudiamo con i pezzi grossissimi, ovvero la nuova serie Red Collection – A dream of old, un tripudio di lusso e rarità, considerato che riunisce whisky di 40, 50, 60, 71, 74 e 78 anni. I primi tre entreranno a far parte del portafoglio della distilleria nei prossimi anni, mentre gli over 70 sono edizioni speciali di quest’anno. Tra questi, il 78 yo è il più anziano Macallan mai imbottigliato.
Il nome “Red”, secondo la distilleria, sottolinea l’importanza del colore rosso nella storia del marchio: il fondatore Alexander Reid era conosciuto come “Il Rosso” per i capelli; a inizio Novecento la “Old Range” era spedita in casse con una stampa rossa e inoltre negli anni ’80 le edizioni storiche portavano un iconico nastrino rosso.
Non resta che elencare freddamente i prezzi, pronti a rompere il salvadanaio per vedere se mettendo insieme i penny ci arriviamo:

  • The Macallan 40 anni (48.1%) – £11,300
  • The Macallan 50 anni (45.1%) – £37,500
  • The Macallan 60 anni (43.4%) – £49,000
  • The Macallan 71 anni (41.6%) – £58,500
  • The Macallan 74 anni (42.6%) – £61,500
  • The Macallan 78 anni (42.2%) – £65,500

Ah, per chi fosse interessato, all’asta di Halloween su Sotheby’s si troverà l’unico set di bottiglie con etichette d’artista realizzate da Javi Aznarez. Ne esiste solo un altro set, ma è custodito nell’archivio Macallan.

Springbank Local Barley 2020

I sogni più belli sono sempre quelli che non vorresti mai interrompere con una suoneria molesta. La serie Local Barley di Springbank, lungi dall’essere un sogno inconsistente, è una piacevole realtà dal 2016, che ha visto cinque imbottigliamenti caratterizzati dall’esclusivo utilizzo di orzo coltivato a Campbeltown, praticamente a km zero. Dopo il 16 anni del 2016 (80% bourbon/20% sherry), l’11 (bourbon) e il 10 anni (70% bourbon/30% sherry) del 2017, il 9 anni del 2018 (80% bourbon/20% sherry) e il 10 anni dell’anno scorso (77% bourbon/20% sherry/3% porto), la serie si sarebbe dovuta concludere. E invece – carramba che sorpresa – una sesta release è in arrivo, anche se probabilmente sarà l’anno prossimo. E a rendere il tutto ancora più bello, pare che questo nuovo 10 anni sia maturato esclusivamente in barili ex Oloroso, dunque un unicum.

wATERFORD, DUE “SINGLE FARM” E LA SERIE “THE ARCADIAN”

Waterford è stata di sicuro la novità filosoficamente e concettualmente più estrema del panorama whisky negli ultimi anni. La via irlandese al terroir nel distillato di malto, con la valorizzazione dell’orzo da “singolo appezzamento” e l’ossessione per la provenienza e la qualità della materia prima ha mandato in sollucchero i nerd di tutto il mondo. Quindi ogni nuovo rilascio è accolto sempre con curiosità morbosa.
In Italia arrivano due “single farm”, entrambi imbottigliati a 50%: Ballymorgan 1.1 (orzo dalla fattoria di Robert Milne a Clonroche, contea di Wexford, contraddistinta da terreni argillosi) e Sheestown 1.1 (orzo dalla fattoria di Phil O’Brien, vicino a Kilkenny, dove il terreno è arido e calcareo). Chiude la triade un’espressione che inaugura la serie “The Arcadian”, che Waterford dedica agli agricoltori biologici più puri e visionari: Organic Gaia 1.1 in onore di Gea, dea della Terra.

HIDDEN SPIRITS ‘COLLECTIVE – THE SEEKERS’ SERIES

Andrea Ferrari colpisce ancora, e annuncia una bellissima serie limitata a soli 60 set: si tratta di 4 imbottigliamenti molto importanti, impreziositi da etichette disegnate da Massimo Uberti, artista celebre per il suo uso della luce. Ora, la serie è oggettivamente molto bella, le etichette sono splendide e la confezione altrettanto, ma si sa: a noi importa il liquido, e qui il liquido sembra davvero eccezionale:

  • Ben Nevis 1998/2020 Sherry Cask
  • Caol Ila unpeated 1999/2020
  • Highland Park 2000/2020
  • Bowmore 2001/2020

Non sappiamo a quanto uscirà la serie, ma di certo ci piacerebbe potercela permettere!

jack daniel’s tennessee tasters’ JAMAICAN ALLSPICE

Inchiodati all’immagine del mitico N.7, i meno attenti si possono essere persi che dalle parti di Lynchburg, Tennessee, ci si è dati alla sperimentazione pesante. Una delle serie più da nerd è la “Tennessee Tasters’ selection”: qui il N.7 subisce finish e maturazioni ardite e viene messo sul mercato in bottiglie da 375 ml. Dopo le espressioni in rye, vino rosso locale e oatmeal stout, la sesta release è caratterizzata da un finish di 180 giorni “with toasted Jamaican Allspice wood”, ovvero legno dall’albero del pepe originario della Giamaica, che accentua le note di tabacco. Le bottiglie prodotte sono 24mila (50% ABV), in distilleria si trovano a 40 dollari, ma sulla rete il prezzo può anche più che raddoppiare.

bimber “country collection”: 20 single cask

Tempo di alzare l’asticella in quel di Londra e dintorni. Il boom del whisky inglese si sta trasformando in un trend costante e dunque chi meglio di Bimber, la distilleria più trendy al di sotto del Vallo di Adriano, può prendersi la responsabilità di cambiare le regole del gioco?
Per farlo, niente di meglio di una serie di venti single cask dedicati ai diversi mercati. La migliore maniera di venire incontro alla sempre maggiore richiesta di single malt distillato sotto il segno dell’aquila. Si chiamerà “Country collection” e naturalmente presenterà soltanto whisky a grado pieno, selezionati fra barili ex bourbon, ex sherry, virgin oak ed ex torbati.
La prima edizione immessa sul mercato è la “French edition” esclusiva della Maison du whisky: il cask #93 (Virgin American oak), a 58.5%. Qui sotto gli altri 19 (piccolo spoiler, all’Italia ne sono stati dedicati ben tre):

  • Australia: cask #137 (sherry), 57.7%; cask #140 (Virgin American Oak) 58.1%.
  • Belgio, Top Malts importatore: cask #135 (sherry), 57.7%; cask #142 (Virgin American oak), 58.1%.
  • Danimarca, CRT Spirits: cask #169 (bourbon), 58.9%.
  • Germania, Kirsch Import: cask #96 (Virgin American oak), 58.3%; cask #128 (bourbon), 58.1%.
  • Italia, Beija Flor: cask #66 (bourbon), 58.8%; cask #133 (sherry), 51.9%; cask #139 (Virgin American oak), 58.2%.
  • Olanda, Bresser & Timmer: cask #87 (bourbon), 59.7%; cask #168 (bourbon), 58.9%.
  • Polonia, Tudor House importer: cask #115 (sherry), 58.2%.
  • Taiwan, ARen Trading: cask #141 (Virgin American Oak), 58.1%; cask #138 (Virgin American Oak), 58.3%; cask #125/9 (Peated Cask), 54.1%.
  • Stati Uniti: cask #45 (sherry), 58.9%; cask #95 (Virgin American Oak), 58.6%; cask #154 (bourbon), 58.6%.

PORT ASKAIG 12 YO SPRING EDITION

D’accordo, è autunno inoltrato, ma ciò non impedisce al mercato italiano di accogliere a braccia aperte e bicchieri da riempire la Spring Edition di Port Askaig, il marchio di single malt torbato di Elixir Distillers. Per produrre le 5mila bottiglie di questa edizione limitata, in una segreta (più o meno…) distilleria di Islay accanto all’omonima cittadina, sono stati utilizzati 18 hogshead che precedentemente avevano contenuto Bourbon. Il whisky è un vatting di vintage 2006 e 2007 e l’età dichiarata è 12 anni. Imbottigliato a 45.8%, non è filtrato a freddo.

Singleton of Glen Ord 38 Year Old

The Singleton è quel grande “ombrello” sotto il quale Diageo ha deciso di raggruppare i single malt di tre diverse distillerie: Dufftown e Glendullan, nello Speyside, e Glen Ord, nelle Highlands a poche miglia da Inverness. Proprio dai sei alambicchi di Glen Ord arriva l’espressione lanciata in questi giorni sul mercato: un 38 anni di invecchiamento a “doppia maturazione”. Il che significa che il single malt di base, il 12 anni, viene poi invecchiato per ulteriori 26 anni in un mix sperimentale di barili ex bourbon, quercia vergine e “Pedro Ximenez Oloroso seasoned casks”. Dicitura controversa che indica barili che hanno contenuto una miscela di due diversi sherry, PX e Oloroso appunto. Imbottigliato a 49.6%, ognuno dei 1689 esemplari prodotti costerà all’incirca 2300 euro.

NIKKA TAKETSURU NUOVA EDIZIONE

Non solo un cambio d’abito – o di kimono, data la provenienza nipponica -, ma anche novità di sostanza per la riedizione del Nikka Taketsuru, il famoso blended malt che unisce whisky di malto delle due distillerie del gruppo, Yoichi e Miyagikyo. Già, perché oltre all’etichetta bianca con ideogramma nero che sostituisce quella nera con ideogramma dorato e ricalca lo stile dei single malt, a cambiare è anche la composizione del blended. L’edizione 2020 presenterà ancora una predominanza di malto Miyagikyo, ma la percentuale di Yoichi e di barili ex sherry sarà maggiore.

GlenDRONACH PORT WOOD

Ferve l’attività in quel di GlenDronach, sia sul fronte core range sia su quello single casks. La nuova espressione che entrerà nella gamma ufficiale è il Port Wood, che arriva dopo il Peated Port wood del 2017 e il 10 anni Port Wood del 2019. Sarà un NAS, imbottigliato come sempre a 46% e il prezzo dovrebbe essere intorno ai 60 euro.
Arriva poi il nuovo batch dei single casks: 18 barili riempiti tra il 1990 e il 2009 che saranno distribuiti in diversi mercati. In Europa – dove pare che le bottiglie più venerabili andranno dai 680 ai 1100 euro – arriveranno:

  • GlenDronach 2009 Pedro Ximénez cask #2091 (692 bott.)
  • GlenDronach 2008 Pedro Ximénez cask #648 (682 bott.)
  • GlenDronach 1994 Oloroso puncheon #4363 (695 bott.)
  • GlenDronach 1992 Oloroso puncheon #7411 (658 bott.)
  • GlenDronach 1992 Port pipe #5897 (853 bott.)
  • GlenDronach 1993 Oloroso puncheon #7276 (699 bott.)
  • GlenDronach 1990 Pedro Ximénez puncheon #7006 (402 bott.)

Isle of Raasay inaugural single malt

“Mentre aspettavamo”, bevendo il loro “While we wait”, contavamo i giorni che ci separavano dal primo single malt distillato sull’isola di Raasay, posta proprio di fronte a Skye. L’Inaugural release, già sold out in prevendita, consterà di 7.500 bottiglie. Distillato a settembre 2017 da malto leggermente torbato, è invecchiato in botti ex Tennessee whiskey e affinato in botti first fill di Bordeaux rosso. Non filtrato, senza coloranti, è imbottigliato a 52%.

Glenfiddich Gran Cortes XXII

Glenfiddich continua a pensare in grande e con grandeur porta avanti la Grand Series collection. La release 2019 era stata il Grand Cru, un 23 anni invecechiato in “french oak cuvée casks”. Ora è la volta del Gran Cortes XXII, un 22 anni affinato in botti di sherry Palo Cortado. Il nome rende omaggio agli storici palazzi spagnoli, mentre l’invecchiamento è molto particolare: il Palo Cortado infatti è noto per essere uno stile di sherry raro, perché semplicemente “capita”. Lo sherry inizia la maturazione come Fino, sotto un velo di lieviti. A volte però il velo si dissolve e lo sherry viene mutizzato e dirottato su una maturazione ossidativa. Il che conferisce al vino un profilo bifronte e complesso.
Tornando al whisky, il Gran Cortes è un’esclusiva per il mercato cinese e di Taiwan, sarà imbottigliato a 44.3% e il prezzo sarà di 185 sterline.

Glenfarclas 60 Years single cask

Alziamo l’asticella del lusso con un altro Glenfarclas 60 anni, che arriva dopo il suo gemello (cask 1672) imbottigliato nel 2014. Anche questa espressione sfoggerà un packaging sfarzoso, tra decanter di cristallo soffiato e illustrazioni di pregio. Sarà un single cask (sherry hogshead #1820) e le bottiglie saranno 105. Prezzo? 16mila sterline l’una.

Longrow Red 10 Yo Malbec

Annunciata l’edizione 2021 del Longrow Red: sarà un single malt di 10 anni, invecchiato per 7 anni in bourbon barrels e affinato per ben tre anni in refill Malbec barriques. Le botti ex vino rosso provengono dalla De Toren Private Cellar, produttore sudafricano della zona di Stellenbosch, la regione del Capo più vocata alla viticoltura. Imbottigliato a grado pieno a 52.5%, saranno diecimila le bottiglie disponibili dai primi mesi del prossimo anno.

BLUE SPOT IRISH WHISKEY

I punti di colore ora sono completi. La fortunata serie degli Spot, creata da Mitchell & Son con Irish whiskey distillato da Jameson’s, si arricchisce di un’espressione che mancava dal 1964: il Blue Spot. Il blu, infatti, era il colore con cui venivano “marchiati” i barili di whiskey che doveva maturare almeno sette anni. La composizione dei barili è varia: bourbon, sherry e Madeira. Irish distillers seleziona barili in Portogallo, li manda a Madeira per il seasoning e poi li spedisce a Midleton, dove vengono riempiti di whiskey. Il Blue Spot – che arriva dopo il Green, il Yellow e il Red – è a grado pieno e costerà circa 80 euro. Ma ahimè in Italia non arriverà, tristezza portaci via.

SIGNATORY, SEI IMBOTTIGLIAMENTI

Signatory, l’imbottigliatore indipendente che tanto ha fatto per avvicinare al whisky migliaia di appassionati con single cask accessibili, arriva con sei nuove releases, come sempre distribuite in Italia da Velier. Per la serie “Unchillfiltered”, ecco un Caol Ila 2011 invecchiato 8 anni, un Dailuaine 13 anni vintage 2007 e un Mortlach 13 anni anch’esso del 2007. Per la serie “Cask strength” invece un Caol Ila 2010 invecchiato 9 anni, un Bunnahabhain del 2009 di 10 anni e un Isle of Jura del 1992, 28 anni di invecchiamento.

smokehead skull GIFT SET

Le teste fumanti del marketing di Smokehead hanno partorito una nuova idea. E con un colpo di testa hanno creato una confezione regalo di latta che – sotto l’insegna inconfondibile del teschio – riunisce tre mignon da 5 cl di tre diverse espressioni: l’originale (43%), l’High Voltage a grado pieno (58%) e l’ultima novità del marchio, il Rum Rebel (46%). Sul sito è in vendita a 22.90 sterline.

SCALLYWAG WINTER WARMER CASK STRENGTH

Rimaniamo in area “regali e affini” per la cosiddetta “Fun edition” dello Scallywag, il blended malt di Douglas Laing che riunisce whisky di diverse distillerie dello Speyside.
Scallywag winter edition (3mila bottiglie) è a grado pieno, 52.6%, ed invecchiato in botti di Oloroso e Pedro Ximenez. La bottiglia è decorata con una piccola sciarpa bianca e rossa fatta a maglia, che indossa anche il grazioso cagnolino nell’etichetta speciale: un “tocco festivo”, dicono dal marketing, probabilmente per nascondere un evidente tifo per il Southampton…
Ad ogni modo, il whisky è pensato per essere di conforto nelle fredde notti invernali e si trova online a circa 53 sterline.

Aberlour 14 yo nel core range

Nella sfaccettata (pure troppo) gamma di imbottigliamenti di Aberlour, finora un 14 anni c’era stato solo occasionalmente, come single cask. Per colmare la lacuna, ecco dunquea arrivare nel core range un 14 anni Double cask matured (bourbon e Oloroso sherry). Imbottigliato purtroppo a soli 40%, avrà un prezzo tra i 40 e i 50 euro a seconda dei mercati.

Talisker 43 yo “Xpedition oak”

Dopo le due pantagrueliche edizioni della Bodega series (un 40 anni e un 41, rilasciati nel 2018 e nel 2019), pare stia arrivando da casa Talisker un’espressione ancor più unica e impressionante, il più vecchio single malt ufficiale mai imbottigliato: un 43 anni che si chiamerà “Xpedition oak”. A parte la gradazione di 49.7% e l’outturn di 1830 bottiglie, le specifiche sono ancora un mistero. Si sa solo che il motto sarà “A whisky born of the wild forged by the untamed Atlantic”, a rinsaldare il concetto di single malt oceanico già portato avanti dal progetto “Talisker Atlantic Challenge”, la traversata a remi di tremila miglia dalle Canarie ad Antigua. Ah, un’altra cosa si sa già: non sarà un whisky economico…

Wemyss cambia faccia

Le espressioni dei blended malt di Wemyss sono ormai una solida istituzione nel mondo dello Scotch. Ma come ogni istituzione, ogni tanto anche marchi storici hanno bisogno di una rinfrescata. Ecco dunque una nuova veste grafica e una nuova, ricercata bottiglia per The Hive, Spice King e Peat Chimney. Le etichette sono una vera rivoluzione rispetto a quelle precedenti, piuttosto minimal. Al contrario, qui c’è un tripudio di dettagli e un grande utilizzo del colore. Un po’ casiniste, ma ci piacciono…

KINGSBARNS BALCOMIE, UN 100% SHERRY PER IL CORE RANGE

Rimaniamo in casa Wemyss, ma ci spostiamo dall’attività di imbottigliatori indipendenti a quella di distillatori. Nel 2014, infatti, la famiglia ha aperto una distilleria nella penisola del Fife, nelle Lowlands. Finora, oltre a diversi single casks, nel core range c’era spazio solo per l’entry level, il “Dream to dram” di 3 anni, invecchiato per il 90% in bourbon e per il 10% in STR wine casks. Ora arriva un fratellino: Kingsbarns Balcomie, invecchiato esclusivamente in Oloroso sherry butts in rovere americano provenienti da Jerez. Colorazione naturale, nessuna filtrazione e gradazione di 46% per un whisky che dovrebbe costare intorno alle 50 sterline a bottiglia. Piccola curiosità: il nome deriva da una proprietà non lontana dalla distilleria, a testimoniare il forte legame con il territorio del Fife.

“The Cairn”, la nuova distilleria di Gordon & MacPhaily

Il Cairngorms National Park, oltre ad essere un posto di bellezza straordinaria e una perfetta attività collaterale per chi visita lo Speyside da turista del whisky, è anche il parco nazionale più esteso del Regno Unito. Da poco, dopo parecchi rinvii, sono iniziati i lavori per la costruzione – all’interno del Parco – di una nuova distilleria a Craggan, non lontano da Grantown-on-Spey. Sia la distilleria sia il whisky si chiameranno “The Cairn” e dietro c’è niente meno che il colosso Gordon & MacPhail. Il nome è stato scelto tra una rosa di oltre 300 proposte perché “inequivocabilmente scozzese ma anche facile da pronunciare”, e per completare l’offerta. Infatti GMP già è proprietaria di una distilleria nello Speyside, ovvero Benromach. E se Benromach continuerà a produrre un whisky “tradizionale”, The Cairn è stata creata per testare nuove vie e innovare. Il logo dovrebbe essere una piramide stilizzata, che rappresenta le tradizionali e omonime torrette di pietra delle Highlands. L’apertura è prevista per la primavera del 2022.

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