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BLIND SESSIONS – due ‘HIGHLANDERS’ DI cadenhead’s

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Torniamo alle ultime recensione fatte collettivamente, durante le nostre blind sessions della quarantena: le ultime due bozze erano rimaste su un device che ci ha poi traditi, e siamo riusciti a recuperarle solo ora, al rientro dalle ferie. Via con gli ultimi due, curiosamente entrambi malti di Cadenhead’s: partiamo con un Glencadam 21 anni della Authentic Collection, chiudiamo con un Glen Ord a 46% dalla serie Small Batch. Le recensioni sono state scritte senza sapere cosa avessimo davanti, dunque siate indulgenti.

glencadam-21-cadenhead

Glencadam 21 yo (1989/2010, Cadenhead, 55.1%)

N: attraente assai, un ex-bourbon da manuale. Non estremamente tropicale, ma più sulla via della pastafrolla. Il lato fruttato c’è, intendiamoci: frutta gialla astratta, buccia di pesca, albicocca matura, mela renetta. Anzi, nel delirio recensorio salta fuori “fettine di mela cotogna”: abbiamo appena creato il sashimi di mela! Accanto alla frutta, torna a grande richiesta il malto! Con crema pasticcera e miele di castagno. Leggera nota vegetal-mentolata, che ci ricorda quella clorofilla da bourbon. Confina con la spezia calda, con la ganache dove il latte è pieno e morbido.

P: molto dolce, davvero. Crema di marroni e latte, forse pannacotta. Frutta gialla di nuovo, la mela cotogna impera (ma non cotta, eh). C’è anche un che di aranciata zuccherata. Dopo un poco ci coglie il sospetto che sia un po’ slegato, perché accanto al malto spunta un amaro non centratissimo e perché l’alcol sbanda un po’ in curva. Non è aggressivo, ma ogni tanto le linee sensoriali non combaciano. Però rimane piacevole e beverino. Mandorla e anche latte di mandorla. Rimane l’accenno erbaceo e mentolato.

F: medio-lungo, fruttato, panini al latte, cotognata.

Una piacevole esperienza bourbonosa, anche se non indimenticabile. È quel che ti puoi aspettare da un buon whisky invecchiato in questo tipo di botti… Magari non troppo di più, ecco. Resta un buon prodotto (perdonateci questo lessico arido e poco lirico), forse un po’ tendente al dolce – il che forse è il suo difetto principale. Detto questo, è un whisky che di certo ti lascia soddisfatto. 86/100.

Glen Ord 12 yo (2006/2018, Cadenhead, 46%)

N: banana verde, facile, fresco, giovane, peperone verde, mela verde. Poca pasticceria. Cereale glassato. Zucchero semplice, erba tagliata. Limone e agrumi, soprattutto c’è un po’ succo di pompelmo. Lieve nota balsamica di pigna.

P: si scende di gradazione rispetto agli altri assaggi; pare semplice, zuccherino, sarà un imbottigliamento distilleria o magari un Provenance? Ha un che di irish, potrebbe essere un buon 10 anni base. Dribbla la stucchevolezza all’ultimo. Vaniglia, ciambellone, dolcezza basic, zucchero liquido. Ben bilanciato però, con orzo, frutta secca (nocciole fresca), marzapane. Da bere a secchiate senza troppe pippe. Cioccolato bianco. Piccola nota minerale e di nuovo un filo balsamico ancora.

F: un tocco di latte condensato?, per un finale di media lunghezza, fatto di dolcezza da cereale, ovomaltina.

Un whisky da bere, come abbiamo scritto, senza farsi troppe menate. Piacevole, dolcino, estivo, impreziosito da alcune note minerali e agrumate che ne stemperano la dolcezza smaccata – dolcezza per lo più da distillato, cosa che non ci dispiace affatto. 85/100.

Sottofondo musicale consigliato: Los Fabulosos Cadillacs – Matador.

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