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Old Pulteney Huddart (2018, OB, 46%)

Nell’agosto del 2018 questa storica distilleria del Nord della Scozia, fondata addirittura nel 1826, ha completamente rinnovato il proprio core range, lanciando un 12, un 15 e un 18 anni, oltre al whisky che assaggiamo oggi. Old Pulteney, una distilleria relativamente piccola con una capacità annua di 1,8 mln di litri di spirito, contribuisce in maniera sostanziosa alla preparazione dei blended whisky del gruppo Inver House Distillers, ma evidentemente il recente incontenibile entusiasmo dei consumatori per il segmento dei single malt deve aver spinto nella direzione di un’offerta variegata. Tra l’altro Huddart, che con un guizzo di fantasia non indifferente è nè più nè meno che la via in cui è ubicata la distilleria, fa pure l’occhiolino a un’altra importante tendenza nel mondo dello Scotch, ovvero sia la crescita dell’offerta dei whisky torbati. Questo whisky senza età dichiarata a dire il vero non è prodotto a partire da orzo torbato ma, dopo un primo invecchiamento in barili ex bourbon, è sottoposto a un finish in barili che hanno contenuto whisky torbato. Una tecnica sperimentale che ultimamente sta guadagnando una certa popolarità anche grazie alla scommessa fatta da Pernod Ricard con Scapa Glansa e Glenlivet Nadurra Peated, invecchiati in barili ex Laphroaig. Ma andiamo al bicchiere, che resta sempre il giudice supremo.

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N: giovane, non si nascondono le note di new make, con tanta pera e cedro. C’è poi tutto un lato umido, di legno fradicio che ricorda certe tome stagionate. Ci ricorda il sidro. Il fumo c’è ma non è pervasivo, è appena un graffio. La nota salmastra è appena accennata, anche se il claim della distilleria è “The Maritime Malt”.

P: tanto, tanto giovane. Anche troppo, diremmo. Il new make si impone, tra botte di caramella alla frutta, miele e sciroppo al limone. La dolcezza è un po’ buttata lì. Spariscono invece le note più sporche e resta un senso di erba bruciacchiata a inspessire un poco il profilo generale. Una punta di sale.

F: finale tenue, dolce, zucchero e caramelle mou.

Non siamo prevenuti, non ci sembra a priori malvagia l’idea di dare una marcia torbata in più al distillato di Pulteney, che spesso si presenta abbastanza timido. Ma qui davvero è tutto un po’ troppo giovane ed embrionale; inoltre il “peated cask” fa solo intravedere la torbatura. Come nel 12 anni, infine, continuiamo a non cogliere la nota marittima che la distilleria vorrebbe comunicare come distintiva. Costa sui 45 euro. Per noi è un: riprova e sarai più fortunato: 77/100.

Sottofondo musicale consigliato: Regina Spektor – You’ve Got Tim

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