Chiudiamo con i malti assaggiati ieri sera all’Harp Pub, e chiudiamo alla grande: è infatti il turno di Caol Ila, nello specifico un imbottigliamento di due botti (4420 e 4421) di sette anni (quasi otto: novembre 1989-settembre 1997) selezionate e imbottigliate da Signatory Vintage per Velier, storico importatore ligure (tra i molti prodotti, Velier spaccia anche lo stesso Signatory). Qualche tempo fa avevamo assaggiato un Ardbeg del ’72 imbottigliato sempre per Velier; ora, non possiamo aspettarci gli stessi fasti, ma – come dire – per lo meno sappiamo che i ragazzi sanno quel che fanno…
N: solo sette anni, ma che qualità! È esattamente Caol Ila, con la sua affumicatura gentile (qualità) ma intensa (quantità), qui molto marina (aria di mare, anche qualche sfumatura di diesel / smog). Alghe. Dietro, in crescendo una ‘dolcezza’ di vaniglia / marzapane / canditi dolci (diremmo quasi che oltre all’agrume c’è dell’ananas, pare infatti affacciarsi sul tropicale…). Zucchero a velo in abbondanza. Emmenthal? Ci pare anche di trovare delle note di fieno. Easy ma delizioso.
P: corpo cremosino; un po’ strano, non dolce come lo aspettavamo. Siamo colpiti da note più che mentolate; proprio di eucalipto, quasi salvia / rosmarino… Molta torba marina e balsamica, dunque; qui c’è più plastica / gomma bruciata che al naso, o meglio: c’è molta meno dolcezza (solo un velo di vaniglia, un pit di limonata zuccherata, e nulla più).
F: torna quel senso di ananas disidratato del naso, più cocco?, e poi ancora fumo / torba / acqua di mare.
Molto piacevole, davvero, ed anche istruttivo: se paragonato all’ottimo Caol Ila 12 ufficiale, che in molti conosceranno bene, questo appare decisamente più guidato dal distillato, che svela note minerali e torbate, marine e fumose, e soprattutto al palato non si lascia irretire dalle facili lusinghe di legni troppo attivi (si tratta infatti, scommetteremmo, di due botti refill) rimanendo molto ‘vegetale’ e sporco, come piace a noi. 86/100 è il giudizio, come al solito a Velier non scelgono di imbottigliare tanto per farlo…
Sottofondo musicale consigliato: L’officina della camomilla – Un fiore per coltello
[youtube https://www.youtube.com/watch?v=NpO_3QN3FBI&w=560&h=315]

4 thoughts on “Caol Ila 1989 (1997, Signatory for Velier, 43%)”
Ciao ragazzi, grazie della bella serata, a voi e all’Harp Pub!
E che buono questo Caol Ila 🙂 Tra le poche cose che ho imparato dalla mia ancor breve “frequentazione” del whisky, una è questa: che non sono un fan sfegatato della torba se non quando, come in questo caso, oltre che di fumo e cenere sa anche di erba bagnata, di prati falciati, di iodio e di salsedine. Si vede che questi sono gli odori proustiani della mia infanzia, come il marzapane per Giacomo 🙂
E visto che questa bottiglia è – ahimè! – praticamente introvabile, sapreste magari suggerirmi qualcosa che può somigliargli?
Alla prossima! Tullio
ciao caro, grazie a te! guarda, caol ila è una distilleria molto solida, e generalmente molti degli imbottigliamenti indipendenti che puoi trovare in giro (ce ne sono a decine) sono di buona qualità… alcuni più ‘dolci’, altri meno, ma insomma, siamo lì. se vuoi un consiglio, prova a passare al bar metro, in piazza de angeli, e chiedi al proprietario, Giorgio D’Ambrosio: è una leggenda e saprà consigliarti, tra le dozzine e dozzine di bottiglie che ha, qualcosa che fa al caso tuo…
Ok, coglierò il vostro suggerimento come occasione per andare a visitare il celebre Bar Metro!
[…] Caol Ila 1989 (1997, Signatory for Velier, 43%) – 86/100 […]