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Kilchoman single sherry cask for ‘Beija Flor’ (2007/2013, OB, 58%)

Per una settimana siamo spariti, pucciando mollemente le terga nel mar Mediterraneo; ora, rigenerati, non possiamo che ripartire alla grande, anzi, alla grandissima. Oggi assaggiamo un single cask di Kilchoman imbottigliato per Beija Flor, suo importatore italiano: come sapete, durante i festival nostrani noi diamo una mano al banchetto di B.F., e all’ultimo Spirit of Scotland abbiamo registrato come tra i whisky in mescita questo single cask in sherry dalla gradazione mostruosa sia stato senz’altro tra i più apprezzati. Tant’è che l’ultima bottiglia piena rimasta ce la siamo portata via noi, alla fine del primo giorno… L’occasione è buona anche per ricordarvi del Kilchoman European Tour: il truck della distilleria passerà da Milano il 24 settembre e porterà con sé tante sorpresine che si potranno assaggiare da Alcoliche Alchimie in via Poliziano; chissà che non vogliate fare un saltino. Noi ci saremo, pare ovvio!

wk0062i728-62_IM217343N: alcol aggressivo ma non opprimente. È agrumato, è erbaceo, è speziato: cola, tamarindo, liquirizia, fondi di caffè, tabacco da sigaro, ferrochina. Poi, la torba monstre, che tutto permea: fa subito pensare a una stanza piena di fumo acre, intensissimo, pastoso… Note di borotalco; polifenoli a tuono. Distillato iper-agitato, mitigato da una botte altrettanto scalmanata. Man mano si apre splendidamente, con generose zaffate di legno profumato, chiodi di garofano. Con acqua, si trasforma da whisky eccessivo a grande whisky: tutto si armonizza, le varie anime si integrano senza imbizzarrirsi e su un panorama già composito finiscono per stagliarsi perfino suadenti note di frutti rossi. Interazione impeccabile tra legno e distillato.

P: ha una violenza sensoriale davvero fuori dal comune, che neanche la Marina Abramovic degli esordi. È estremo in tutto: legno e torba, torba e legno, con note vinose di sherry veramente spettacolari. Qui tutto ciò si trasfigura in un succo denso e zuccheroso, quasi uno sciroppo. Dominano note polifenoliche a vampate, a simulare roghi di copertoni – che si provano a spegnere con chinotto e marmellata di fragola… L’effetto dell’acqua è anche qui miracoloso, rendendo tutto più equilibrato ed elegante, smussando la brutalità senza intaccare la straordinaria intensità. Succosissimo e fruttatissimo (frutti rossi, amarene).

F: fumo, gomma bruciata, torba; ma anche chinotto, cola, perfino nuove amarene. Infinito, come la carriera di Totti.

L’adagio per cui sherry e torba non sempre vanno a braccetto serenamente qui viene smentito dall’evidenza di un whisky da panico; direbbe qualcuno, storcendo l’esigente nasino: “ah, ma è un whisky costruito”, e noi risponderemmo “sì, ma costruito bene!”, a dimostrazione di come i risultati si ottengano con la competenza, non solo con il tempo. Il primo Kilchoman che finalmente ci ha davvero convinto: e non ci ha solo convinto, ci ha entusiasmato. 92/100 è il giudizio, e buon settembre a tutti quanti.

Sottofondo musicale consigliato: Opeth – Goblin.

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=tHkb8u0NedQ&w=560&h=315]

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