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Laphroaig 8 yo ‘Premier Barrel’ (1998/2006, Douglas Laing, 46%)

Come probabilmente sapete, allo Spirit of Scotland abbiamo dato una mano a Davide e Claudio al banchetto congiunto Angel’s Share e I Love Laphroaig. Tra i torbati aperti in mescita – ovviamente… Laphroaig! – c’era una bottiglia, pardon, un decanter in ceramica, che ha attirato gli sguardi affascinati di molti avventori: si trattava di questo Laphroaig 8 anni imbottigliato da Douglas Laing nella serie Premier Barrel, serie caratterizzata appunto da bottiglie con un look vittoriano e dai 46% alcolici. Assaggiamolo… Il colore, come prevedibile per un whisky così giovane, è paglierino molto chiaro.

6078N: molto aperto nel bicchiere, fin da subito; esuberante nella sua giovane età ma per nulla spigoloso. Andiamo con ordine: il lato isolano è un manuale di Laphroaig: la torba potente è molto ‘marina’ (alghe secche, iodio) e medicinale (sciroppo per la tosse, nitido e intenso). L’affumicatura, che c’è, ed è forte, è però quasi coperta da quella marinità plateale. Accanto a ciò, si scatena una vaniglia cremosa, con note di marzapane molto intense e deliziose, e di zucchero a velo; suggestioni di frutta gialla. Una spruzzatina limonosa, che tende a ridursi col tempo e l’aria. Deliziose note di tè al bergamotto e di erbe aromatiche. Lato torbato e ‘dolce’ sono comunque perfettamente integrati e si compenetrano a fondo, regalando un’ottima suggestione di borotalco. Caramelle Valda.

P: un corpo bello cremoso e masticabile e pieno, a dispetto della gradazione. Domina forse la parte dolce, con magnifiche note di vaniglia, crema pasticciera, cedro candito, caramelle… Forse, diciamo caramelle alle erbe, perché ci sono note amare e vegetali, molto buone. Sullo sfondo, costante resta un’affumicatura possente ma – appunto – sullo sfondo, senza peccare di protagonismo. Ci sono note di formaggio dolce (diciamo Emmenthal), perfino di litchis, o uva bianca.

F: qui ritorna alla grande il fenolico, che offre cenere, alghe, sensazioni marine; ma senza dimenticare la dolcezza cremosa.

Non ci sono fuochi d’artificio: c’è solo Laphroaig, in tutta la sua nuda bellezza. Davvero, è un libro di testo su cui tanti imbottigliamenti ufficiali della distilleria degli ultimi tempi dovrebbero studiare un po’: bilanciato, tutte le anime sono integrate perfettamente e in armonia, senza eccessi da nessuna parte. Ah, te lo bevi come se niente fosse. Costava circa 150 euro, ci pare, ora naturalmente è esaurito; il nostro giudizio sarà di 90/100, perché è veramente godibilissimo. Come sempre, grazie a Claudio per il sample!

Sottofondo musicale consigliato: 10 ccDreadlock love.
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=PbdCvzF4qqw]

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