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Port Charlotte “PC8” (2009, OB, 60,5%)

Abbiamo in passato assaggiato dei Port Charlotte (versione torbata dei Bruichladdich, per i distratti) indipendenti davvero notevoli; vediamo ora come si comportano gli ufficiali. Dal 2006 la distilleria mette sul mercato un vintage all’anno; come per il Laddie, ora che i primi distillati della nuova gestione hanno raggiunto i 10 anni, questi inizieranno ad essere imbottigliati regolarmente come core range. Il colore è paglierino.

N: il profilo è quello che si aspetta da un giovane Islay in quercia americana; la triade affumicato-vaniglia-marino c’è, ma vediamo com’è declinata. L’impressione è che i PC, tra i torbati di Islay, siano quelli con una vanigliosità più cremosa, e questo non fa eccezione: ricche zaffate di bourbon, vaniglia, frutta gialla (pera), cocco, crema (crema di mascarpone?); note di marzapane, meringa. Non molto marino (lievi note salmastre), mentre il lato affumicato è tutto su carbone e legna bruciata. Qualche goccia di limone. L’acqua amplifica il bruciato.

P: l’alcol senz’acqua, fa brutto: l’intensità tipica dei PC è però ben riconoscibile, con una fiammata di dolcissima vaniglia, molta liquirizia, a seguire una intensa affumicatura (carbone, cenere, soprattutto). Note vegetali e minerali davvero buone. Rispetto al naso, l’affumicatura e la parte marina si fanno più avvolgenti, bilanciando bene la dolcezza monolitica ma ancora “giovane” (pera, crema, brioche). Botti iperattive, con un costante martellamento legnoso.

F: il marino e il fenolico arrivano adesso a dominare la scena; note vegetali molto intense, con in secondo piano una bella mandorla, una bella vaniglia. Lungo, intenso, persistente.

Semplice, diretto, buono. Il lato dolce e vanigliato tende a prevalere su quello isolano, ma con diverse proporzioni nei tre momenti: al naso non c’è storia, al palato l’affumicatura torna imponente e al finale resta quasi solo lei. Un buon equilibrio mutevole, tutto con grandissima intensità grazie all’interazione tra un ottimo distillato e delle botti molto molto marcanti. A noi piacciono, i Port Charlotte, e questo non fa eccezione: 88/100 il nostro verdetto, e Serge la pensa così. Un caro saluto a Fede, che con questo PC8 ci andrebbe pure a letto.

Sottofondo musicale consigliato: Steve VaiJibboom.

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2 thoughts on “Port Charlotte “PC8” (2009, OB, 60,5%)

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