Shenk, chi è costui? Niente a che vedere con il Carneade manzoniano (a proposito, filosofo scettico nato a Cirene nel 214 aC): stiamo infatti parlando di John Shenk, che nel 1753 fondò la distilleria Michter’s. Il suo cognome è dato a una release annuale particolare, che utilizza il metodo del sour mash, un’antica pratica che prevede di aggiungere un residuo acido della precedente distillazione al mash della successiva, in modo da prevenire lo sviluppo di batteri. Tra i cereali ammostati c’è una discreta percentuale di segale, mentre i barili usati per l’invecchiamento sono sia i classici barrel di rovere americano tostato, sia botti di rovere dei Vosgi francesi. 2920 bottiglie prodotte, il colore è ambrato scuro.

N: grandi vibrazioni da amaro italiano, da bitter. C’è questa clamorosa parte erbacea che ricorda la china, le radici. Molto strano, ci viene da dire che forse impattano più i barili di rovere francese del sour mash su questo primo naso. Ci sono poi amarene Fabbri, frutta rossa sciroppata e sciroppo per la tosse. Sa di Old Fashioned con scorza di arancia. Poi ovviamente compaiono la vaniglia, la crema catalana, la frutta secca, con un chinotto speziato (cannella?) dominante in sottofondo.
P: molto carico, con una cospicua sventagliata di legno e ancora amarene in gran copia. Lamponi, buccia di mela rossa e di nuovo legno, chinotto. Forse eccessivo, non è un ingresso fra i più gradevoli. Noccioli di ciliegia, liquirizia industriale e qualcosa che ricorda gli esteri dei rum, o – pare brutto dirlo, ma al palato non si comanda – l’acquaragia. La frutta è abbastanza profonda, sui fichi secchi, con inevitabile caramello e tabacco scaldato. Spezie in eccesso quasi come il legno.
F: legnoso, astringente, matita temperata e una coda acida (sour…) con frutti rossi secchi. Meh…
Non ci ha convinti, niente da fare. Non si va oltre gli 80/100. Noi di norma siamo ben contenti degli spigoli e il sour mash di Michter’s non ci era dispiaciuto. Però qui è tutto tanto, troppo spinto. L’effetto è allappante e come insegna R9 in una clamorosa pubblicità dei pneumatici Pirelli, “la potenza è nulla senza controllo”. Insomma, qualcosa non ha funzionato alla voce “piacevolezza”.
Sottofondo musicale consigliato: The beasts of Bourbon – The beast I came to be
